Regolamentazione
Stato di Bitcoin ed Ethereum come titoli chiarito dal regolatore belga

Le domande sul fatto che gli asset digitali debbano essere trattati come titoli sono rimaste in sospeso per molto tempo, mentre gli investitori cercano di comprendere la loro classificazione e la posizione degli organi di regolamentazione finanziaria sugli cripto‑asset. Alcuni progetti di criptovaluta hanno avuto scontri con gli organi di regolamentazione nella loro giurisdizione. Ripple Labs, ad esempio, è coinvolta in una battaglia legale con la US Securities and Exchange Commission (SEC) dal dicembre 2020.
L’Autorità dei Servizi Finanziari e dei Mercati (FSMA), l’autorità finanziaria del Belgio, ha pubblicato una comunicazione scritta in cui ha chiarito lo status dei cripto‑asset offerti al pubblico. La FSMA ha riconosciuto nella comunicazione rilasciata di aver ricevuto numerose domande sull’applicazione delle norme finanziarie ai cripto‑asset. Come ogni altra autorità finanziaria, la FSMA monitora le attività finanziarie nella sua giurisdizione e propone e approva leggi per regolare l’emissione e il commercio di asset finanziari e intangibili.
Chiarezza normativa a lungo cercata sugli asset digitali
Il regolatore finanziario belga FSMA ha creato un piano graduale per offrire una serie di linee guida per la classificazione dei cripto‑asset e afferma che il criterio principale e più basilare per classificare un cripto‑asset è se l’asset ha un emittente o meno. La FSMA dichiara che la tecnologia che alimenta l’asset digitale non è rilevante nei criteri di classificazione. I cripto‑asset senza un emittente non possono essere considerati titoli o strumenti di investimento, pertanto le leggi che regolano i titoli – il Regolamento sul prospetto, la Legge sul prospetto e le norme di condotta della MiFID – non si applicano a essi. Altre normative, come le leggi antiriciclaggio, possono comunque applicarsi a questi asset se vengono usati come mezzo di scambio.
Se non vi è un emittente, come nei casi in cui gli strumenti sono creati da un codice informatico e ciò non avviene nell’esecuzione di un accordo tra emittente e investitore (ad esempio, Bitcoin o Ether), allora in linea di principio il Regolamento sul prospetto, la Legge sul prospetto e le norme di condotta della MiFID non si applicano.
L’Autorità dei Servizi Finanziari e dei Mercati (FSMA)
Gli strumenti finanziari trasferibili con un emittente e un obiettivo di investimento saranno considerati titoli. La FSMA afferma che gli asset con un obiettivo di investimento possiedono caratteristiche che includono la trasferibilità a persone diverse dall’emittente, l’emittente che crea un numero limitato di strumenti, l’emittente che prevede di negoziarli su un mercato e ha un’aspettativa di profitto, i fondi raccolti utilizzati per il finanziamento generale dell’emittente e del servizio o del progetto in sviluppo, l’emittente che organizza diverse tornate di vendita a prezzi differenti, tra le altre.
L’analisi degli asset sarà effettuata caso per caso, e non è necessario che tutte le caratteristiche menzionate siano presenti per poter concludere che uno strumento sia classificato come strumento di investimento, secondo la comunicazione della FSMA.
Gli investitori in cripto‑asset hanno a lungo cercato chiarimenti sulla classificazione degli asset digitali e sulle regole che vi si applicano. Il chiaro esempio di Bitcoin ed Ethereum non considerati titoli, citato dalla FSMA nella sua comunicazione, fornisce agli investitori di questi asset un quadro più nitido della posizione del regolatore e pone fine al dibattito di lunga data su se Bitcoin ed Ethereum siano titoli o materie prime, almeno in Belgio. Altri organi di regolamentazione potrebbero seguire le orme della FSMA per definire regole nette riguardo ai cripto‑asset e alla loro classificazione; in questo modo l’educazione e la protezione degli investitori miglioreranno.
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