Asset digitali
Le autorità statunitensi proseguono indagini e azioni di vigilanza sugli exchange

Questa panoramica descrive la situazione all’inizio di maggio 2023. Dopo il crollo di FTX, le autorità di vari paesi avevano intensificato i controlli sulle imprese di criptoattività. L’exchange, cofondato da Sam Bankman-Fried, aveva chiesto protezione fallimentare nel novembre 2022, quando non riusciva a soddisfare le richieste di prelievo dei clienti.
Nei mesi precedenti, le autorità statunitensi avevano intensificato i controlli sugli exchange centralizzati, sugli intermediari e su altre imprese. Gli interventi di organismi come SEC e CFTC riguardavano diversi operatori, tra cui Coinbase, Kraken e Gemini. Per Coinbase si trattava allora di un avviso di possibile azione di vigilanza, non della causa intentata successivamente nel giugno 2023. All’inizio di maggio erano emerse anche notizie su un’indagine statunitense relativa alle sanzioni contro Binance. Ecco i principali sviluppi di quel periodo.
Notizie su un’indagine su Binance riguardante le sanzioni contro la Russia
Bloomberg ha riferito il 5 maggio 2023, citando persone informate, che la divisione per la sicurezza nazionale del Dipartimento di Giustizia indagava su Binance e su alcuni dirigenti. Secondo il resoconto, si cercava di stabilire se la piattaforma fosse stata usata per aggirare le sanzioni contro la Russia e trasferire illegalmente denaro. Binance, allora guidata da Changpeng Zhao, negò di essere a conoscenza di violazioni di quel genere e richiamò le proprie procedure di identificazione dei clienti (KYC).
La valutazione delle fonti anonime secondo cui un eventuale procedimento penale difficilmente si sarebbe chiuso con un accordo era una previsione di allora. Successivamente, nel novembre 2023, Binance raggiunse un ampio accordo negli Stati Uniti e si dichiarò colpevole, anche di violazioni delle sanzioni. Separatamente, il 1° maggio 2023 l’OFAC ha annunciato un accordo di transazione con Poloniex per definire una potenziale responsabilità civile per presunte violazioni delle sanzioni relative a Crimea, Cuba, Iran, Sudan e Siria.
Binance era interessata anche da altri procedimenti di vigilanza e indagini penali. All’inizio di maggio Reuters riferì di conti che le autorità israeliane collegavano a organizzazioni terroristiche, tra cui lo Stato Islamico. In un articolo del blog datato 4 maggio 2023, Binance rispose accusando Reuters di omettere fatti importanti. La data qui riportata è quella indicata dal sito dell’azienda.
Binance sostenne di fare più di altri exchange e istituzioni finanziarie per impedire l’uso della piattaforma da parte di soggetti illeciti. Dichiarò che le proprie politiche e procedure rispettavano i requisiti AMLD5/6 contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo e che il programma di conformità utilizzava principi sanzionatori globali e strumenti per individuare e affrontare attività sospette. Si tratta della posizione espressa dall’azienda in quel momento.
Binance sottolineò di lavorare con le autorità internazionali antiterrorismo sui sequestri in questione. Dichiarò inoltre di collaborare con le forze dell’ordine per identificare conti usati da organizzazioni illecite.Nel frattempo, Coinbase e altri operatori continuavano a chiedere chiarimenti sull’applicazione del quadro normativo.
Coinbase chiede al giudice di obbligare la SEC a rispondere alla petizione sulle regole
Il 24 aprile 2023 Coinbase si rivolse a un tribunale federale per ottenere una risposta della SEC alla propria petizione del luglio 2022 per l’adozione di regole. Chiedeva un sì o un no alla petizione, non un ordine giudiziario che imponesse direttamente regole specifiche. In quel momento la SEC non aveva ancora fornito una risposta definitiva.
La petizione chiedeva regole per i titoli digitali e chiarimenti sulla registrazione e sull’applicazione delle norme tradizionali a questi strumenti. Separatamente, il 27 aprile Coinbase rese pubblica la propria risposta al Wells Notice ricevuto a marzo. Si tratta di un avviso su una possibile raccomandazione dello staff della SEC di avviare un’azione, non di una decisione giudiziaria. L’amministratore delegato Brian Armstrong e il responsabile legale Paul Grewal dichiararono che avrebbero difeso con determinazione l’azienda in tribunale, restando disponibili al dialogo.
Armstrong riteneva che un procedimento non fosse nell’interesse degli Stati Uniti e criticava quella che considerava una mancanza di regole chiare. I legali di Sullivan & Cromwell sostenevano che un’eventuale azione della SEC contro Coinbase sarebbe fallita in fatto e in diritto. Era l’argomentazione della società, non una pronuncia del giudice. In un video sulla tutela degli investitori, l’allora presidente della SEC Gary Gensler ribadiva invece l’obbligo degli intermediari di criptoattività di rispettare la legislazione sui titoli. A suo avviso il problema era la mancata conformità, non l’assenza di indicazioni.
La SEC definisce le contestazioni amministrative contro Coinme, Up Global e il loro amministratore delegato
Il 28 aprile 2023 la SEC annunciò un accordo sulle contestazioni amministrative contro Coinme, la controllata Up Global e l’amministratore delegato di entrambe Neil Bergquist, relativo all’offerta di UpToken del 2017. Tutti e tre erano coinvolti nelle offerte e vendite non registrate; le contestazioni di frode sulla domanda del token e sui fondi raccolti riguardavano Up Global e Bergquist. A Up Global fu imposta una sanzione di 3,52 milioni di dollari, con responsabilità solidale anche di Coinme. Quest’ultima ricevette inoltre una sanzione separata di 250.000 dollari e Bergquist una di 150.000 dollari. Il totale era quindi 3,92 milioni, senza ammissione o negazione delle conclusioni della SEC.
Secondo la SEC, Up Global e Bergquist avevano gonfiato i fondi dichiarati e ottenuto una disponibilità di UpToken che riduceva il bisogno di Coinme di acquistarli successivamente sul mercato. La promozione dell’offerta prevedeva acquisti di UpToken per un programma che restituiva al cliente l’1% del valore della sua transazione al bancomat sotto forma di token.
Kraken contesta l’ampiezza della richiesta di dati dei clienti da parte dell’IRS
Nell’aprile 2023 venne riferito che Kraken aveva chiesto a un tribunale federale di San Francisco di limitare la richiesta di dati dei clienti da parte dell’agenzia fiscale IRS. L’exchange la definì una caccia al tesoro ingiustificata. L’ordine originario era stato notificato nel maggio 2021; il procedimento per ottenerne l’esecuzione iniziò nel 2023. La richiesta riguardava contribuenti statunitensi con un valore complessivo di almeno 20.000 dollari di transazioni in criptovalute, indipendentemente dal tipo, in uno qualsiasi degli anni dal 2016 al 2020. Non era quindi una soglia per una singola operazione. I legali di Kraken ritenevano che la richiesta superasse i limiti della precedente controversia con Coinbase e coinvolgesse troppi dati e una platea di clienti più ampia.












