Regolamentazione
La CFTC avvia un’azione civile contro Binance e l’allora CEO Changpeng Zhao

Dalla metà del 2021 Binance era sotto osservazione da parte della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l’autorità statunitense di vigilanza sui derivati. Il 27 marzo 2023 la CFTC ha avviato un’azione civile presso il tribunale federale del Distretto settentrionale dell’Illinois sulla base di diverse presunte violazioni. L’articolo descrive la situazione al momento dell’avvio della causa.
Le contestazioni
Le contestazioni formulate dalla CFTC riguardavano tre società che gestivano Binance, l’allora amministratore delegato Changpeng Zhao (CZ) e l’ex responsabile della conformità Samuel Lim. Il caso verteva anche sull’offerta di derivati a clienti statunitensi senza le registrazioni richieste.
Secondo la CFTC, Binance non era mai stata registrata presso l’autorità in alcuna veste e aveva ignorato norme federali fondamentali per i mercati. Si trattava della posizione dell’autorità nell’azione civile.
La CFTC sosteneva che servizi come negoziazione di futures, opzioni e swap fossero offerti senza le registrazioni e i controlli necessari. All’avvio della causa erano contestazioni, non violazioni già accertate da una sentenza definitiva.
L’autorità sosteneva che i convenuti avessero continuato a servire clienti statunitensi perché era redditizio, nonostante le norme applicabili.
La CFTC affermava inoltre che Binance aveva seguito un approccio pianificato e graduale per espandere la propria presenza negli Stati Uniti mantenendo al contempo opache la struttura e le sedi operative.
La CFTC accusava inoltre i convenuti di aiutare i clienti a eludere i controlli, compresa l’identificazione della clientela (KYC). Erano presunte violazioni e condotte di favoreggiamento, non una condanna penale.
La causa citava, tra gli altri, bitcoin (BTC), ether (ETH) e litecoin (LTC) come commodity ai sensi del diritto statunitense. Ciò non significava che ogni operazione con criptovalute fosse automaticamente esclusa dalla normativa sui titoli.
Altri interventi delle autorità
La causa seguiva altri interventi nel settore delle attività digitali. Alcuni critici li interpretavano come una campagna coordinata per distogliere l’attenzione dai problemi bancari e promuovere una valuta digitale della banca centrale. Una simile intenzione comune delle autorità non era però dimostrata.
Le attività internazionali possono complicare la vigilanza. Chiedere norme più chiare e maggiore conformità è una posizione sul futuro del settore, non una prova che tutte le imprese eludano i controlli.
Tra gli altri sviluppi di quel periodo figuravano:
- Kraken concluse nel febbraio 2023 un accordo nella causa SEC sul servizio di staking non registrato, accettando di interromperlo negli Stati Uniti e pagare complessivamente 30 milioni di dollari.
- Coinbase ricevette il 22 marzo 2023 un Wells notice relativo a possibili azioni di vigilanza su determinate attività e servizi. L’avviso non era ancora una causa intentata né una decisione di colpevolezza.
- Paxos ricevette un Wells notice sulla possibile classificazione di BUSD come titolo e contestò tale classificazione.
Anche la vigilanza bancaria ebbe un ruolo. Il 27 gennaio 2023 la Federal Reserve respinse la domanda di adesione di Custodia per preoccupazioni sul modello di attività, sulla sicurezza e solidità e sulla gestione dei rischi. Non era un divieto generale per le banche con riserve integrali.
Dopo la chiusura di Signature, Flagstar rilevò parte delle sue attività. Circa quattro miliardi di dollari di depositi del ramo bancario legato alle attività digitali restarono esclusi dall’accordo; la FDIC annunciò che li avrebbe restituiti direttamente ai clienti interessati.
La reazione del mercato
Al momento della stesura bitcoin era sceso di circa il 3% nella giornata, mentre calavano anche molte altre criptovalute. È una rilevazione storica, non una quotazione attuale o una prova che la causa fosse l’unico motivo del ribasso.
La reazione sollevò interrogativi sulla tenuta del mercato. Considerare bitcoin una protezione dalle turbolenze finanziarie non garantiva la sicurezza dell’investimento o una ripresa del prezzo.
Una politica miope?
I critici giudicavano poco chiara la normativa statunitense e temevano che le imprese trasferissero attività all’estero. Questa critica non dimostrava di per sé un consenso generale nell’opinione pubblica.
Anche la possibilità che gli Stati Uniti perdessero opportunità economiche era una previsione. Il ruolo futuro delle attività digitali e i cambiamenti nell’uso del dollaro come valuta di riserva non erano determinati da questi eventi.












