Regolamentazione

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti annuncia un’azione repressiva contro Bitzlato, centro di riciclaggio di denaro

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Aggiornamento: il 6 dicembre 2023, Anatoly Legkodymov, fondatore e azionista di maggioranza di Bitzlato, si è dichiarato colpevole di aver gestito un’attività di trasferimento di denaro senza licenza. Nell’ambito dell’accordo di patteggiamento, ha accettato di sciogliere Bitzlato e di rinunciare a qualsiasi pretesa sui circa 23 milioni di dollari in beni sequestrati. Il 18 luglio 2024 è stato condannato alla pena già scontata, dopo aver trascorso circa 18 mesi in custodia.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (USDOJ) e diversi organismi di contrasto che hanno collaborato hanno appena presentato in una conferenza stampa quella che di recente era stata definita una «importante operazione internazionale di contrasto nel settore delle criptovalute» in preparazione.

Bitzlato, un exchange di criptovalute con sede a Hong Kong, e i suoi gestori sono stati fermati dopo essere stati identificati come un importante centro di riciclaggio di denaro legato alle transazioni sul dark web.

I dettagli

Pur avendo sede a Hong Kong, Bitzlato era gestito da operatori russi e si rivolgeva a una clientela russa, affermandosi come uno dei maggiori exchange del Paese. Bitzlato e i suoi gestori sono accusati di aver operato come un importante centro per il riciclaggio di transazioni sul dark web. Si ritiene che l’exchange avesse legami stretti e significativi con Hydra, un noto mercato del dark web responsabile di circa l’80% di tutte le transazioni sul dark web.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, tra il 2018 e il 2022 sulla piattaforma sono stati riciclati consapevolmente oltre 700.000.000 di dollari. Bitzlato ha elaborato transazioni per circa 4,58 miliardi di dollari dal 2018: il capitale riciclato rappresenta almeno il 15% dell’attività totale del sito.

Oltre ad aver agevolato queste transazioni, Bitzlato avrebbe ricevuto oltre 15.000.000 di dollari di proventi generati da attacchi ransomware.

Le autorità di contrasto hanno ulteriormente rafforzato il caso ottenendo e analizzando le chat tra il personale di Bitzlato. In queste conversazioni, secondo il Dipartimento di Giustizia, diversi dirigenti dell’azienda erano «…consapevoli che i conti di Bitzlato erano pieni di attività illecite e che molti utenti si erano registrati usando l’identità di altre persone».

I responsabili

La principale persona ritenuta responsabile dei reati commessi da Bitzlato è un cittadino russo di nome Anatoly Ledkodymov. Le accuse a carico di Ledkodymov comprendono l’«esercizio di un’attività di trasferimento di denaro senza licenza», oltre a varie contestazioni relative all’inadeguatezza delle procedure di verifica dell’identità dei clienti (KYC) adottate dall’exchange.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, Ledkodymov è già stato arrestato: l’arresto è avvenuto il 17 gennaio a Miami, in Florida.

Oltre a essere stato consapevole delle attività illegali che si svolgevano sulla piattaforma Bitzlato e ad averle agevolate, si ritiene che Ledkodymov sapesse che una parte significativa del traffico del sito proveniva dagli Stati Uniti: un fatto che ha senza dubbio rafforzato la determinazione del Dipartimento di Giustizia, dell’FBI e di tutti gli altri soggetti coinvolti a chiudere la piattaforma. Si ritiene che nel solo luglio 2022 il sito di Bitzlato abbia ricevuto oltre 250 milioni di visite dagli Stati Uniti.

Commenti

Durante la conferenza stampa e nella nota diffusa, gli intervenuti hanno parlato senza mezzi termini della criminalità informatica.

Il procuratore federale degli Stati Uniti Breon Peace ha dichiarato:

«Le istituzioni che operano nel settore delle criptovalute non sono al di sopra della legge e i loro proprietari non sono fuori dalla nostra portata… Secondo quanto contestato, Bitzlato si presentava ai criminali come un exchange di criptovalute senza fare domande e, di conseguenza, ha incassato depositi per centinaia di milioni di dollari. L’imputato paga ora il prezzo del ruolo nefasto svolto dalla sua azienda nell’ecosistema delle criptovalute.»

Il vice procuratore generale Polite ha dichiarato:

«Secondo quanto contestato, l’imputato ha contribuito a gestire un exchange di criptovalute che non ha adottato misure di protezione contro il riciclaggio di denaro, consentendo ai criminali di trarre profitto dai loro reati, tra cui gli attacchi ransomware e il traffico di droga… Gli straordinari sforzi della Squadra nazionale per il contrasto dei reati legati alle criptovalute, che ha interrotto le attività di Bitzlato e arrestato l’imputato, dimostrano che continueremo a collaborare con i nostri partner, negli Stati Uniti e all’estero, per combattere i reati alimentati dalle criptovalute, anche quando oltrepassano i confini internazionali.»

Una stretta che prosegue

Le notizie sulle operazioni del Dipartimento di Giustizia contro la criminalità informatica non sono una novità. Due anni fa, il Dipartimento di Giustizia ha annunciato di aver sequestrato Bitcoin che all’epoca valevano oltre 1 miliardo di dollari e che erano collegati a un altro mercato del dark web, noto come «Silk Road».

Nel frattempo, all’inizio del 2022, il Dipartimento di Giustizia ha annunciato il più grande sequestro di fondi della sua storia: ha recuperato Bitcoin per un valore di 3,6 miliardi di dollari, sottratti a Bitfinex.

Joshua Stoner è un professionista poliedrico. Ha un grande interesse per la rivoluzionaria tecnologia 'blockchain'.