Unicity Labs ha annunciato di aver raccolto 3 milioni di dollari in finanziamento seed per sviluppare un’infrastruttura progettata per una nuova classe emergente di agenti IA autonomi in grado di transare direttamente tra loro.
Il round del 18 febbraio è stato guidato da Blockchange Ventures, con la partecipazione di Tawasal e Outlier Ventures.
Piuttosto che lanciare un’applicazione o un marketplace IA, Unicity si concentra sulla costruzione del livello di transazione sottostante che potrebbe supportare il commercio macchina‑a‑macchina su larga scala.
Andare oltre i registri condivisi
Il prodotto principale dell’azienda, il Unicity Protocol, è progettato per consentire transazioni peer‑to‑peer tra agenti IA senza fare affidamento sui tradizionali registri condivisi.
La maggior parte dei sistemi blockchain elabora e convalida ogni transazione attraverso una rete distribuita. Tale architettura offre trasparenza ma introduce latenza e limiti di scalabilità quando i volumi di transazione aumentano improvvisamente. Per gli utenti umani, tali vincoli possono essere gestibili. Per gli agenti IA autonomi — potenzialmente operanti in milioni — questi colli di bottiglia diventano una limitazione strutturale.
L’approccio di Unicity separa due funzioni fondamentali:
Invece di trasmettere l’intero contesto della transazione a un registro condiviso, il protocollo conferma crittograficamente che un asset digitale è unico e valido. Il regolamento avviene direttamente tra le parti, riducendo l’overhead e eliminando la necessità di intermediari.
L’azienda sostiene che questo cambiamento architetturale sia necessario per un ambiente in cui gli agenti scoprono continuamente servizi, negoziano i prezzi e regolano i pagamenti senza supervisione umana.
Infrastruttura per mercati agente‑a‑agente
Il finanziamento arriva in un momento in cui l’“IA agentica” sta evolvendo da strumenti sperimentali a sistemi capaci di prendere decisioni autonome. Questi agenti possono già cercare servizi, confrontare offerte ed eseguire compiti. Lo strato mancante, secondo Unicity, è il coordinamento economico scalabile.
L’infrastruttura odierna presenta un compromesso:
Unicity posiziona il suo protocollo come una terza via: regolamento crittografico peer‑to‑peer senza l’onere di elaborazione di uno stato condiviso globale.
Se il commercio guidato dagli agenti dovesse diffondersi — ad esempio assistenti digitali che negoziano abbonamenti, risorse di calcolo, logistica o transazioni finanziarie in tempo reale — l’infrastruttura sottostante deve supportare una velocità di transazione estremamente elevata a basso costo.
Team esperto con radici nella crittografia
Il team di Unicity ha precedentemente costruito e ceduto Guardtime, una società di infrastrutture di cybersicurezza focalizzata su sistemi di integrità crittografica. Il gruppo attuale include ricercatori con background in sistemi distribuiti, crittografia e apprendimento automatico.
Parallelamente al round di finanziamento, l’azienda ha istituito la Unicity Foundation in Svizzera per supervisionare la governance, le sovvenzioni e lo sviluppo del protocollo open‑source — un approccio comune tra i progetti di infrastrutture decentralizzate.
Investitori strategici e posizionamento di mercato
Blockchange Ventures ha guidato il round, rafforzando il suo focus sull’infrastruttura blockchain in fase iniziale. Tawasal, una super app di comunicazioni con sede in Medio Oriente che serve oltre cinque milioni di utenti, è entrata come investitore strategico. Outlier Ventures, un investitore Web3 di lunga data, ha partecipato anch’esso.
Pur essendo in fase iniziale, la tesi alla base di Unicity riflette un cambiamento più ampio: se gli agenti IA diventano attori economici autonomi, il livello di transazione deve evolversi di conseguenza. Piuttosto che costruire applicazioni sopra le blockchain esistenti, Unicity sta tentando di riprogettare il livello di regolamento stesso.
Rimane da verificare se gli oggetti crittografici peer‑to‑peer possano sostituire i registri condivisi su larga scala. Tuttavia, il round seed segnala la convinzione degli investitori che la prossima fase dello sviluppo dell’IA potrebbe richiedere una nuova classe di infrastruttura economica costruita specificamente per le macchine — non per gli esseri umani.