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Bloomberg Businessweek dedica un intero numero alle crypto: l’analisi di Matt Levine del 2022

Nell’ottobre 2022 Bloomberg Businessweek ha pubblicato un articolo di 40.000 parole sulle criptovalute firmato da Matt Levine, editorialista di Bloomberg Opinion specializzato in finanza e imprese. La trattazione, quasi enciclopedica, mostra lo spazio conquistato dall’argomento nei media generalisti.
Bloomberg ha affidato a Levine un intero numero per sviluppare la sua spiegazione e analisi. Era soltanto la seconda volta nei 93 anni di storia della rivista che un numero era dedicato a un solo articolo. Levine ne ha discusso anche al Bloomberg Crypto Full Show del 25 ottobre 2022.
Il testo si rivolge anche ai lettori della finanza tradizionale. Le precedenti pubblicazioni di Bloomberg avevano dato spazio a posizioni scettiche. Nel 2013 era apparso il titolo “Bitcoin è un dinosauro ad alta tecnologia destinato a estinguersi”. Nel 2018 un altro articolo si intitolava “Bitcoin è ridicolo. La blockchain è pericolosa”, e il suo autore scriveva ironicamente: “nei giorni in cui Bitcoin crolla, un’atmosfera festiva prende il sopravvento nei miei angoli di internet.”
Il ruolo centrale di Bitcoin in quel numero di Businessweek può essere letto come un segno di crescente attenzione della finanza tradizionale. Non equivale all’approvazione delle crypto da parte della rivista o di tutti gli operatori finanziari.
Nell’intervista Levine si è definito “per molti aspetti scettico sulle crypto”. Ha esaminato opportunità e problemi. L’obiettivo era spiegare perché il settore è interessante, senza promettere che la blockchain risolverà ogni problema o avrà certamente un futuro duraturo.
Cosa puoi imparare dalla Crypto Story di Bloomberg?
Il testo offre storia e spiegazioni accessibili, utili sia ai principianti sia a chi vuole ripassare. Levine scompone i diversi elementi delle crypto per chiarirne l’origine, il significato e la rilevanza.
Affronta la nascita e il funzionamento di Bitcoin, Ethereum e gli smart contract. Esamina inoltre come il settore riprenda concetti della finanza tradizionale adattandoli a nuovi contesti.
Un tema centrale sono i database: registri immobiliari, conti bancari e partecipazioni azionarie si basano su registrazioni di diritti e attività. Levine si chiede cosa cambi decentralizzando tali registri. Il passaggio online non significa, da solo, che un database debba utilizzare una blockchain.
Levine non scriveva come un esperto profondamente coinvolto nella comunità crypto né come un sostenitore convinto. All’inizio del lavoro non possedeva criptovalute; durante la stesura ne aveva per un valore di circa 100 dollari. Dal suo punto di vista finanziario riteneva che “le crypto hanno un sistema finanziario abbastanza ben sviluppato” capace di offrire nuove prospettive su vecchi problemi.
Bitcoin ed Ethereum ancora dominanti
Il testo si concentra su Bitcoin ed Ethereum, allora i due maggiori criptoasset per capitalizzazione. Non dedica un approfondimento equivalente ai meccanismi di consenso di Solana, Avalanche e Algorand. Solana compare comunque nella discussione sui ponti tra reti. Alcuni lettori avrebbero voluto più spazio per le blockchain più recenti e scalabili.
Alcuni utenti di Twitter ritenevano che il testo dovesse affrontare più sviluppi recenti, soprattutto nella finanza decentralizzata, o DeFi.
https://twitter.com/rujgev/status/1585173576084094976
Per Matt, Bitcoin è interessante perché le persone hanno accettato di considerare unità digitali arbitrarie come preziose.
“L’aspetto sorprendente di Bitcoin non è che Satoshi abbia inventato un particolare modo di inviare numeri tra persone e chiamarli pagamenti. È che le persone abbiano accettato quei numeri come pagamenti. […] Il fatto sociale che molti milioni di persone abbiano riconosciuto a Bitcoin un grande valore potrebbe essere il suo aspetto più impressionante, molto più della tecnica dell’hashing”, si legge nell’articolo.
Levine contestava anche l’idea che Bitcoin fosse scollegato dai mercati tradizionali e un’efficace protezione dall’inflazione. Il commento seguente si riferisce alla situazione del 2022:
“In pratica, risulta che il prezzo di Bitcoin è piuttosto correlato al mercato azionario, soprattutto alle azioni tecnologiche. Bitcoin non è stato una copertura particolarmente efficace contro l’inflazione: il suo prezzo è aumentato negli anni in cui l’inflazione negli USA era bassa, ed è sceso quest’anno con l’aumento dell’inflazione. Il modello corretto dei prezzi crypto potrebbe essere che salgono durante ampie bolle speculative quando i prezzi delle azioni aumentano, per poi scendere quando quelle bolle scoppiano. Non è una storia particolarmente allettante per gli investitori che cercano di diversificare.”
Gli NFT possono diventare strani, le stablecoin possono essere instabili
Levine affronta anche NFT e stablecoin. Una delle sue osservazioni riguarda la differenza tra possedere un token e disporre dei diritti sull’oggetto a cui quel token rimanda.
“Non è raro che chi vende una serie di NFT non possieda i diritti di proprietà intellettuale. All’inizio del boom degli NFT era comune creare token riferiti alla Mona Lisa o al Brooklyn Bridge”, si legge nell’articolo.
Discute inoltre come alcuni NFT offrano una sensazione di possesso più che un diritto giuridicamente vincolante sull’oggetto sottostante. Allo stesso tempo scrive che “questa assurdità tecnica rende gli NFT più interessanti sul piano culturale.”
Il testo distingue diversi tipi di stablecoin e mostra come i meccanismi che ne sostengono il valore possano fallire, anche nei modelli algoritmici. Levine cita il crollo di TerraUSD del 2022 come esempio.
The Crypto Story offre una panoramica ampia di Bitcoin, Ethereum, smart contract, DeFi, NFT, organizzazioni autonome decentralizzate (DAO), stablecoin e metaverso, tra gli altri argomenti.












