Asset digitali
La finanza tradizionale è più onesta del settore delle criptovalute?

Il settore delle criptovalute ha conosciuto numerose truffe e frodi. Anche la finanza tradizionale, però, presenta gravi casi di condotta illecita. Questo articolo, pubblicato nel dicembre 2022, esamina entrambi e sostiene che la tecnologia crittografica possa migliorare la trasparenza. Gli esempi non dimostrano da soli che un intero settore sia più onesto dell’altro.
Le reti crittografiche possono offrire prestiti, accesso al credito, derivati e assicurazioni attraverso gli smart contract. La crittografia contribuisce alla sicurezza, mentre alcuni servizi riducono la dipendenza dagli intermediari.
Il settore mira a trasformare la finanza con protocolli a codice aperto e reti accessibili senza autorizzazioni preventive. Le conseguenze di una diffusione su vasta scala restano dibattute. La vigilanza si concentra soprattutto su riciclaggio, reati finanziari, integrità dei mercati e tutela di investitori e clienti.
Uno sguardo ai reati legati alle criptovalute
I critici sottolineano l’impiego delle criptovalute nei pagamenti illeciti. Tuttavia, molte reti pubbliche sono pseudonime, non completamente anonime: i movimenti possono essere analizzati, anche se collegare un indirizzo a una persona può essere difficile. La tracciabilità dipende dalla rete, dai servizi usati e dalle informazioni disponibili.
Tra i casi più noti c’è il fallimento di Mt. Gox nel 2014. La piattaforma dichiarò inizialmente mancanti circa 850.000 BTC, una parte dei quali fu poi ritrovata. Il caso danneggiò i clienti e la fiducia nel settore.
Nel 2018 alla piattaforma giapponese Coincheck furono sottratti token NEM valutati all’epoca circa 534 milioni di dollari. Nel 2019, invece, crollò la piattaforma canadese QuadrigaCX. Dopo la morte dell’amministratore delegato Gerald Cotten, si disse inizialmente che circa 190 milioni di dollari statunitensi fossero inaccessibili perché soltanto lui possedeva le chiavi private. La successiva analisi del personale dell’autorità di vigilanza dell’Ontario attribuì però gran parte dell’ammanco a condotte fraudolente, non soltanto a chiavi perse.
Nella prima stima del Crypto Crime Report 2022, Chainalysis indicò circa 14 miliardi di dollari ricevuti nel 2021 dagli indirizzi allora identificati come collegati ad attività illecite, contro 7,8 miliardi nel 2020. La copertura dipendeva dagli indirizzi conosciuti al momento. L’aumento non può essere spiegato soltanto dal successivo apprezzamento dei criptoasset.
Nel 2021 salirono i prezzi di diversi criptoasset, incluso bitcoin, e la capitalizzazione complessiva del mercato raggiunse circa 3.000 miliardi di dollari. Anche la crescita dell’utilizzo e degli scambi contribuì all’aumento dell’attività complessiva.
La stima iniziale di Chainalysis collocava il volume riconducibile ad attività illecite allo 0,15% nel 2021 e allo 0,62% nel 2020. Nei dati identificati, l’uso legittimo era cresciuto più rapidamente. Erano però valori preliminari, suscettibili di revisioni al rialzo con l’identificazione di altri indirizzi criminali, non una misura definitiva di tutti i reati.
I gravi problemi della finanza tradizionale
Anche nella finanza tradizionale, o TradFi, si verificano insider trading, frodi, appropriazioni indebite e altri illeciti commessi da istituzioni e individui. Una struttura consolidata non garantisce automaticamente correttezza e sicurezza.
La finanza tradizionale si è sviluppata per secoli e rimane centrale nell’economia. Banche, borse e altri intermediari collegano risparmiatori, soggetti che richiedono finanziamenti e diversi partecipanti ai mercati.
La concentrazione di potere e informazioni nelle organizzazioni può favorire abusi se trasparenza e controlli sono deboli. I clienti possono avere difficoltà a capire come siano impiegati i loro fondi. Non significa, però, che un solo piccolo gruppo controlli tutta la finanza mondiale: istituzioni e ordinamenti differiscono.
Il 20 dicembre 2022 il Consumer Financial Protection Bureau statunitense impose a Wells Fargo pagamenti per circa 3,7 miliardi di dollari: oltre due miliardi per risarcire i consumatori e 1,7 miliardi di sanzione civile. Le violazioni riguardavano la gestione di prestiti automobilistici, mutui e conti di deposito, comprese commissioni, interessi e spese di scoperto illegittimi.
L’accordo principale di JPMorgan Chase con il Dipartimento di Giustizia sul caso Madoff risale al 2014, non al 2012, e comprendeva una confisca di 1,7 miliardi di dollari. Questo importo va distinto dai totali che includono altri accordi e autorità. Deutsche Bank (DB ) raggiunse un accordo da 7,2 miliardi sui titoli garantiti da mutui residenziali: annunciato in via di principio nel dicembre 2016, fu finalizzato nel gennaio 2017. Comprendeva una sanzione e misure di sostegno ai consumatori.
L’articolo originale citava una ricostruzione basata su Violation Tracker di oltre 7.150 registrazioni di provvedimenti dal 2000, per quasi 350 miliardi di dollari, relative a grandi banche. È un dato storico citato all’epoca, non un conteggio aggiornato qui ricalcolato. Le banche nominate erano Bank of America (BAC ), JPMorgan Chase, Wells Fargo, Citigroup, Goldman Sachs (GS ), Deutsche Bank, Credit Suisse, Morgan Stanley (MS ) e NatWest (NWG ) Group. Sono nove nomi distinti: l’elenco originale ne contava dieci ripetendo Goldman Sachs.
Le categorie comprendevano frodi, violazioni bancarie, false richieste di pagamento ai sensi del False Claims Act, vendita di titoli problematici, violazioni della tutela degli investitori, accordi sui prezzi, pratiche anticoncorrenziali, violazioni delle sanzioni economiche, carenze antiriciclaggio e violazioni del Foreign Corrupt Practices Act. Una registrazione di questo tipo non equivale necessariamente a una condanna penale.
Il ripetersi degli illeciti solleva dubbi sull’efficacia deterrente delle sanzioni e sul rischio che siano considerate un costo d’impresa. Non dimostra, tuttavia, che tutte le banche programmino deliberatamente reati o che ogni sanzione sia inutile.
L’autore sostiene che occorrano controlli bancari e sanzioni più efficaci. Critica inoltre le regole che ostacolano eccessivamente l’innovazione nelle criptovalute. L’idea che i regolatori vogliano collettivamente schiacciare il settore è una sua interpretazione, non uno scopo comune dimostrato.
La coerenza della regolamentazione blockchain
L’interesse dei risparmiatori e l’afflusso di grandi investimenti hanno attirato maggiore vigilanza sul settore. È comprensibile che le autorità esaminino i rischi per clienti e mercati.
L’articolo giudica incoerente descrivere tutto il mondo delle criptovalute come una truffa ignorando gli illeciti della TradFi. Le reti aperte possono favorire trasparenza, decentralizzazione e partecipazione, ma non tutti i servizi crittografici realizzano questi obiettivi. Allo stesso modo, non tutta la finanza tradizionale è chiusa o fondata sulla manipolazione.
Le autorità devono adattarsi a tecnologie in rapido mutamento. Obblighi sproporzionati o incompatibili con il loro funzionamento possono mettere in difficoltà piattaforme e imprese, frenando anche applicazioni utili. Servono comprensione tecnica e valutazione dei rischi concreti.
Nel dicembre 2022 la senatrice statunitense Elizabeth Warren propose misure contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo attraverso gli asset digitali. Il Digital Asset Anti-Money Laundering Act mirava a ridurre tali rischi, ma i critici ritenevano che i mezzi proposti potessero compromettere la riservatezza e rendere difficile il funzionamento dei servizi decentralizzati.
Il disegno di legge del 2022 proponeva di estendere obblighi relativi ai servizi di trasferimento di denaro a determinati fornitori di wallet, miner e validatori. Chiedeva inoltre a FinCEN di finalizzare una precedente proposta sulle segnalazioni e registrazioni richieste agli intermediari finanziari per alcune operazioni con wallet gestiti direttamente dagli utenti.
Gli oppositori temevano che simili obblighi ostacolassero fortemente l’autocustodia e la partecipazione alle blockchain pubbliche. Il testo, però, non vietava espressamente qualsiasi custodia personale o qualsiasi uso delle reti pubbliche. Si tratta della proposta del 2022, non dell’affermazione che tutte le sue disposizioni siano oggi legge.
Con lo sviluppo del settore, i governi continueranno probabilmente a elaborare regole. Occorre bilanciare la prevenzione degli abusi con la possibilità di offrire e utilizzare servizi legittimi.
L’innovazione finanziaria può giovare all’intera economia. La prudenza delle autorità verso nuove tecnologie può tuttavia rallentarne l’adozione.
La cautela ha ragioni valide: la regolamentazione tutela consumatori e investitori, mentre le novità portano anche nuovi rischi. Un’impostazione troppo restrittiva può però soffocare innovazioni utili.
La blockchain può facilitare l’individuazione di irregolarità, la verifica delle informazioni e una vigilanza più efficiente. Può anche aiutare a seguire l’attuazione e i risultati dei progetti. Non basta adottarla per eliminare frodi o corruzione.
Imprese di analisi blockchain e conformità assistono già investigatori e forze dell’ordine nel ricostruire i movimenti dei fondi. L’accuratezza dipende dai dati disponibili e dai metodi impiegati.
Il ruolo dell’avidità umana
In sistemi come Bitcoin, la blockchain è un registro distribuito che permette di verificare le transazioni senza affidare tutto a un solo gestore. Modificare una cronologia sufficientemente confermata è difficile.
Le operazioni registrate su una blockchain pubblica possono essere consultate e analizzate. Non tutta l’attività legata alle criptovalute vi compare: i movimenti contabili interni di una piattaforma possono restare fuori dalla catena. Esistono inoltre blockchain non pubbliche.
Molte transazioni crittografiche sono difficili da annullare, complicando il recupero dei fondi dopo una frode. Neppure nella finanza tradizionale ogni pagamento è reversibile. Gli attacchi possono colpire piattaforme, wallet, bridge o smart contract, oltre alla rete di base. Senza dati completi non si può affermare che la maggior parte degli attacchi recenti abbia riguardato soltanto gli exchange.
Molti reati di grande rilievo applicano vecchi schemi a un nuovo ambiente. Schemi Ponzi e truffe d’investimento possono sfruttare l’entusiasmo per la tecnologia e le lacune degli investitori.
Il crollo di FTX ha evidenziato anche il peso della condotta umana e della governance. Nell’audizione al Congresso statunitense del 13 dicembre 2022, John J. Ray III, alla guida della società dopo il fallimento, descrisse l’uso dei fondi dei clienti per altri scopi come un’appropriazione indebita di vecchio stampo. Era la sua spiegazione di allora, non una prova che il problema dipendesse soltanto dalla blockchain.
Chainalysis analizza anche fondi rubati, truffe e flussi collegati a criminali informatici. I reati possono sfruttare sia vulnerabilità tecniche sia la fiducia delle persone.
La tendenza a distinguere Bitcoin
Alcuni operatori sottolineano le differenze tra Bitcoin e gli altri asset digitali. Un’idea centrale è ridurre la fiducia necessaria negli intermediari di pagamento, non eliminare ogni presupposto di fiducia.
Satoshi Nakamoto pubblicò il documento di Bitcoin nel 2008 e la rete entrò in funzione nel 2009. Era progettata per pagamenti elettronici tra utenti senza un intermediario finanziario tradizionale. Non risolve automaticamente tutta la corruzione del sistema finanziario.
Bitcoin offre una cronologia pubblica e difficile da alterare ed è diventato ampiamente utilizzato. I riferimenti originali a milioni di utenti e a miliardi di dollari di trasferimenti quotidiani descrivevano la scala percepita all’epoca, non statistiche aggiornate e ricalcolate qui. Il prezzo rimane volatile e persistono rischi di custodia e frode.
Bitcoin ha attirato l’attenzione di cittadini e governi. Anche se il suo futuro ruolo globale resta incerto, le sue idee possono cambiare il modo di concepire il denaro. Definirlo la forma più pura di criptovaluta è il giudizio di alcuni sostenitori, non una conclusione oggettiva.
Ciò non rende le altre reti eticamente inferiori. Ethereum, per esempio, supporta smart contract e applicazioni complesse, riducendo in determinati contesti il bisogno di intermediari. I presupposti di sicurezza e fiducia variano da una rete all’altra.
Secondo l’autore, l’attenzione alle differenze di Bitcoin potrebbe crescere con una maggiore comprensione degli investitori, soprattutto dopo il crollo di FTX. Un rinnovato interesse per l’autocustodia e i sistemi aperti è una possibile direzione, non una previsione certa per l’intero settore.
Conclusione
Nella finanza tradizionale, concentrazione del potere e asimmetrie informative possono favorire abusi. Le reti crittografiche aperte possono aumentare la verificabilità, ma non tutte le attività sono pubbliche e la tracciabilità non garantisce l’identificazione o l’arresto dei responsabili.
Quale settore è dunque più onesto? La tesi dell’articolo è che decentralizzazione e blockchain possano rendere la finanza più trasparente. Il risultato dipende anche da governance, custodia dei fondi, vigilanza e comportamenti degli utenti.
Le criptovalute possono migliorare alcuni aspetti della finanza tradizionale, ma presentano rischi seri. Esempi di frode e importi di sanzioni raccolti con criteri diversi non dimostrano che l’intero settore sia più onesto. L’interesse per un’alternativa finanziaria va distinto da una superiorità etica provata.












