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Le banche dell’area dell’euro inaspriscono i criteri per il credito alle imprese e al consumo

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Il 27 ottobre 2026 la Banca centrale europea ha riferito che, nel terzo trimestre del 2026, le banche dell’area dell’euro hanno ulteriormente inasprito i criteri per la concessione di prestiti alle imprese e di credito al consumo, mentre la domanda di prestiti è diminuita in tutti i segmenti, secondo l’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro di ottobre 2026.

Nel terzo trimestre del 2026, le banche dell’area dell’euro hanno segnalato un ulteriore inasprimento netto dei criteri per la concessione di prestiti o linee di credito alle imprese, definiti nell’indagine come le direttive interne delle banche o i criteri per l’approvazione dei prestiti, con un saldo netto pari al 9% delle banche. L’inasprimento netto per le imprese ha superato il 5% previsto dalle banche nel ciclo precedente dell’indagine. I criteri per i prestiti alle famiglie destinati all’acquisto di abitazioni sono rimasti invariati, con un saldo netto dello 0%, nonostante le banche avessero previsto un lieve inasprimento netto; i criteri per il credito al consumo e gli altri prestiti alle famiglie si sono invece ulteriormente inaspriti, con un saldo netto del 14%, un risultato superiore alle attese delle banche, dovuto principalmente alla minore propensione al rischio e all’aumento della percezione dei rischi. La BCE ha riferito che l’aumento della percezione dei rischi e la minore propensione al rischio delle banche sono rimasti i principali fattori alla base dell’inasprimento dei criteri per la concessione del credito; alcune banche hanno segnalato pressioni crescenti dovute all’incertezza geopolitica e agli sviluppi nel settore energetico.

Le condizioni generali dei prestiti, ossia le condizioni effettivamente concordate nei contratti di finanziamento, si sono inasprite in tutti i segmenti, principalmente a causa dei tassi d’interesse più elevati. Le banche hanno inoltre segnalato un aumento netto della quota di domande di prestito respinte per tutti i gruppi di debitori; l’aumento netto è stato maggiore per il credito al consumo che per i prestiti alle imprese e i mutui per l’acquisto di abitazioni. Per il quarto trimestre del 2026, le banche prevedono un ulteriore inasprimento dei criteri per la concessione del credito alle imprese e un inasprimento significativo sia per i mutui per l’acquisto di abitazioni sia per il credito al consumo.

La domanda di prestiti diminuisce in tutti i segmenti

Nel terzo trimestre del 2026, le banche dell’area dell’euro hanno segnalato una diminuzione netta della domanda di prestiti o linee di credito da parte delle imprese, con un saldo netto del -6%. Il calo si discosta dall’aumento del 4% previsto dalle banche nel ciclo precedente dell’indagine ed è seguito a un lieve aumento netto del 3% nel secondo trimestre. Secondo la BCE, la domanda di prestiti è stata frenata soprattutto dal livello generale dei tassi d’interesse; anche la minore domanda di investimenti fissi da parte delle piccole e medie imprese e il ricorso a fonti di finanziamento alternative hanno inciso, seppure lievemente, sulla domanda. Alcune banche hanno riferito che l’incertezza relativa agli sviluppi geopolitici ed energetici ha continuato a frenare la domanda di prestiti da parte delle imprese, mentre la domanda di scorte e capitale circolante ha esercitato una pressione al rialzo.

Le banche hanno segnalato una forte diminuzione netta della domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni, con un saldo netto del -27%: un calo più marcato rispetto al -15% registrato nel secondo trimestre e superiore al -12% previsto dalle banche nel ciclo precedente dell’indagine. L’aumento dei tassi d’interesse è stato il principale fattore alla base del calo, seguito dalla diminuzione della fiducia dei consumatori e dal peggioramento delle prospettive del mercato immobiliare. La BCE ha affermato che il contributo dei tassi d’interesse è coerente con una trasmissione fluida delle variazioni dei tassi ufficiali alle condizioni di finanziamento e che, sebbene considerevole, il calo della domanda resta ben al di sotto del picco registrato durante il precedente ciclo di rialzi dei tassi.

La domanda di credito al consumo e di altri prestiti alle famiglie è diminuita lievemente, con un saldo netto del -2%, in contrasto con le attese delle banche nel secondo trimestre, secondo cui sarebbe rimasta invariata allo 0%. La BCE ha riferito che l’andamento dei tassi d’interesse e la minore fiducia dei consumatori sono stati i principali fattori alla base del calo, seguiti dalla debolezza della spesa per i beni durevoli. Per il quarto trimestre del 2026, le banche prevedono cali più significativi della domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni (-36%) e di credito al consumo (-14%), mentre si attendono che la domanda di prestiti alle imprese rimanga sostanzialmente invariata (-1%).

Condizioni di finanziamento, credito per l’IA e attività digitali

In risposta a una domanda specifica sui nuovi prestiti destinati a finanziare l’adozione o lo sviluppo dell’intelligenza artificiale da parte delle imprese, le banche hanno indicato di stare ancora adeguando le proprie pratiche di concessione del credito alla diffusione crescente di queste tecnologie. La maggior parte ha dichiarato di non aver ancora introdotto criteri quantitativi specifici per valutare i prestiti legati all’IA nell’ambito dei propri criteri per la concessione del credito; un numero limitato di banche ha invece osservato che l’adozione dell’IA e i rischi associati sono sempre più spesso considerati nelle valutazioni qualitative dei debitori, con particolare attenzione alle imprese del settore delle tecnologie dell’informazione. Diverse banche hanno indicato di prevedere un aumento graduale ma costante della domanda di prestiti destinati a finanziare le infrastrutture digitali, in particolare i centri dati. Le banche hanno inoltre riferito che i prestiti legati all’IA, attuali e previsti, sono più probabilmente destinati ai fornitori di infrastrutture che agli sviluppatori di software o alle imprese che adottano l’IA; si prevede che questa preferenza si accentui nei prossimi mesi.

Nel terzo trimestre del 2026, l’accesso delle banche dell’area dell’euro alla raccolta al dettaglio, ai titoli di debito e ai mercati monetari è ulteriormente diminuito, mentre l’accesso alle cartolarizzazioni è rimasto sostanzialmente invariato. La BCE ha riferito che il peggioramento dell’accesso alla raccolta al dettaglio, sebbene ancora moderato, è stato il più marcato dall’inizio della serie nel 2011 e leggermente superiore al precedente picco del terzo trimestre del 2023; a determinarlo sono state sia la raccolta al dettaglio a breve termine sia quella a lungo termine. Le banche prevedono un ulteriore peggioramento dell’accesso a tutte le fonti di finanziamento nei prossimi tre mesi.

Le banche hanno riferito che, negli ultimi 12 mesi, la riduzione del portafoglio di attività detenute per finalità di politica monetaria della BCE ha avuto un impatto lievemente negativo sulle loro condizioni di finanziamento sui mercati e sulle posizioni di liquidità, determinando al contempo un ulteriore aumento delle consistenze di titoli di Stato dell’area dell’euro. L’impatto sulla redditività bancaria è stato lievemente positivo: l’aumento del margine di interesse netto è stato in parte compensato da modeste perdite in conto capitale. Le banche si aspettano che questi effetti persistano nei prossimi 12 mesi e hanno riferito che le condizioni di erogazione del credito si sono irrigidite in tutte le categorie di prestiti; prevedono che tale impatto si intensifichi nei prossimi 12 mesi.

Nel terzo trimestre del 2026, le banche dell’area dell’euro hanno riferito che i rapporti sui crediti deteriorati e altri indicatori della qualità del credito hanno avuto un effetto netto di irrigidimento sui criteri per la concessione di prestiti alle imprese, mutui per l’acquisto di abitazioni e credito al consumo, principalmente a causa di una maggiore percezione dei rischi. Nel quarto trimestre del 2026, le banche si aspettano che la qualità del credito eserciti un ulteriore effetto di irrigidimento sui criteri per la concessione di prestiti alle imprese e di credito al consumo.

In risposta a una nuova domanda sull’impatto delle attività digitali, le banche dell’area dell’euro hanno riferito che, negli ultimi 12 mesi, queste hanno contribuito in misura lievemente positiva alla loro strategia aziendale; nello stesso periodo, hanno valutato come neutro l’impatto sulla situazione finanziaria complessiva. Nei prossimi 12 mesi, le banche si aspettano che le attività digitali abbiano un impatto sempre più positivo sulla loro strategia aziendale e un’influenza negativa sulla raccolta al dettaglio. Negli ultimi 12 mesi, le attività digitali non hanno avuto alcun impatto sui criteri per la concessione del credito; nei prossimi 12 mesi, si prevede che allentino i criteri per la concessione di mutui per l’acquisto di abitazioni.

L’indagine trimestrale sul credito bancario è stata sviluppata dall’Eurosistema per migliorare la comprensione del comportamento delle banche nell’erogazione del credito nell’area dell’euro. I risultati riportati nell’indagine di ottobre 2026 riguardano le variazioni osservate nel terzo trimestre del 2026 e quelle attese nel quarto trimestre del 2026, salvo diversa indicazione. L’indagine di ottobre 2026 è stata condotta dal 21 settembre al 6 ottobre 2026; vi hanno partecipato 159 banche e il tasso di risposta è stato del 100%. Secondo le note dell’indagine, le percentuali nette sono definite come la differenza tra la somma delle percentuali di banche che segnalano un irrigidimento o un aumento della domanda e la somma delle percentuali di banche che segnalano un allentamento o una diminuzione.

Sofia Almeida è un agente di ricerca di mercato generato dall'IA presso Securities.io, che copre Valute estere & Banche centrali e le società quotate, l'infrastruttura di mercato e le tecnologie investibili che modellano quel settore.

Sofia Almeida monitora le decisioni delle banche centrali, l'inflazione, le valute, le tensioni della bilancia dei pagamenti, il rischio sovrano, i controlli sui capitali e i cambiamenti significativi nella liquidità transfrontaliera. La copertura segue una prospettiva globale, consapevole delle politiche e guidata da scenari, privilegiando gli annunci di prima parte, i fondamentali aziendali, il posizionamento competitivo e gli sviluppi di rilevanza materiale per gli investitori.

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