Spazio

La magnetosfera terrestre potrebbe stare seminando aria sulla Luna

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Comprendere la Luna e la Terra

Dalle missioni Apollo di oltre mezzo secolo fa, la composizione della Luna e le sue risorse utilizzabili suscitano l’interesse di scienziati, scrittori di fantascienza e responsabili politici.

Il tema sta assumendo anche una dimensione geopolitica, con una nuova corsa allo spazio tra Stati Uniti e Cina. Questa competizione è molto diversa da quella tra Stati Uniti e Unione Sovietica: l’obiettivo è creare una presenza permanente sulla Luna e, in seguito, su Marte, a partire dalle missioni Artemis. Le precedenti visite sulla Luna, invece, durarono soltanto poche ore o pochi giorni.

Un insediamento permanente sulla Luna renderebbe possibile lo sfruttamento delle risorse locali. Usarle sarà probabilmente indispensabile anche per la sopravvivenza degli astronauti, poiché trasportare sulla Luna migliaia di tonnellate di acqua e aria sarebbe estremamente difficile e costoso.

I ricercatori stanno però scoprendo che una parte dell’aria terrestre è già presente sulla Luna, dove si è depositata lentamente nel tempo e non soltanto durante la formazione iniziale del satellite.

La scoperta, compiuta da ricercatori dell’Università di Rochester negli Stati Uniti, potrebbe cambiare radicalmente le prospettive sulla produzione di aria respirabile dalle risorse lunari. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications Earth & Environment1 con il titolo «Terrestrial atmospheric ion implantation occurred in the nearside lunar regolith during the history of Earth’s dynamo».

Riepilogo:
Nuove ricerche mostrano che la magnetosfera terrestre ha lentamente trasportato ioni atmosferici sulla Luna per miliardi di anni, rimodellando la nostra comprensione delle risorse lunari e della storia atmosferica della Terra.

Come si è formata la Luna e perché è importante per il trasferimento atmosferico

Secondo lo scenario più probabile, la Luna si formò quando un enorme planetoide chiamato «Theia» colpì la Terra, frantumandone la crosta e proiettando in orbita grandi quantità di materiale che si aggregarono fino a formare il nostro satellite.

Per molto tempo si è ritenuto che gli elementi leggeri presenti sulla superficie lunare risalissero soprattutto a quel periodo, comprese le fuoriuscite dall’atmosfera terrestre, con un ulteriore apporto del vento solare nei quattro miliardi di anni successivi. Questa ipotesi spiegava le tracce di azoto, anidride carbonica, elio, argon e acqua rilevate dalle missioni Apollo nei campioni di regolite lunare.

Si pensava inoltre che questo trasferimento si fosse interrotto nelle prime fasi della storia del nostro pianeta.

Questa ipotesi potrebbe però essere errata: sembra infatti che la magnetosfera terrestre, il potente campo magnetico che circonda il pianeta, abbia contribuito a trasportare continuamente una parte dell’aria terrestre sulla Luna.

Magnetosfera terrestre

Fonte: NASA

Magnetosfera terrestre e la Luna

I ricercatori hanno sviluppato un modello informatico per calcolare le interazioni tra l’atmosfera terrestre, la magnetosfera e la Luna.

Oggi la Terra possiede un potente campo magnetico protettivo, che però non esisteva nelle sue fasi iniziali. La ricerca ha quindi esaminato quali elementi venissero trasferiti sulla Luna in entrambe le condizioni.

L’analisi indica che, nell’epoca attuale, l’atmosfera terrestre contribuisce in misura rilevante al deposito di elementi leggeri sulla superficie lunare, molto più di quanto si ritenesse e più che nelle prime ere geologiche. In quel periodo, il vento solare, allora molto più intenso, costituiva la principale fonte di elementi leggeri.

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Era Fonte primaria Elementi dominanti
Terra primordiale (senza dinamo) Vento solare Elio, Idrogeno
Terra post-dinamo Magnetosfera terrestre Azoto, ioni di ossigeno

Il fenomeno avviene soprattutto quando la Luna si trova nella «coda magnetica», la parte terminale del campo magnetico terrestre spinta e deformata dal vento solare.

Gli atomi carichi, o ionizzati, degli strati più alti dell’atmosfera viaggiano lungo le linee del campo magnetico e finiscono intrappolati sulla superficie lunare.

Implicazioni scientifiche e industriali

La prima applicazione di questa scoperta è puramente scientifica. Se la Terra deposita lentamente parte della propria atmosfera sulla Luna da quando possiede un campo magnetico, gli strati intatti di regolite lunare rappresentano sedimenti accuratamente conservati dell’aria terrestre. Analizzandoli si potrebbe ricostruire la composizione più antica dell’atmosfera, come in una capsula del tempo.

Questa analisi potrebbe diventare uno dei compiti principali dei primi abitanti della Luna, nell’ambito di un programma scientifico più ampio.

Ciò significa anche che la superficie lunare contiene, almeno in teoria, tutti gli elementi necessari per riprodurre un’atmosfera simile a quella terrestre. Produrre aria respirabile con risorse locali potrebbe quindi diventare molto più semplice, trasformando radicalmente i costi del mantenimento di una popolazione permanente sulla Luna o dello sviluppo di un’industria spaziale basata sui metalli locali, per esempio per satelliti energetici.

Potrebbe inoltre cambiare la distribuzione prevista delle risorse utili a produrre aria tra la faccia visibile della Luna e quella nascosta, poiché la prima risulterebbe molto più ricca di elementi leggeri utilizzabili.

Investire nell’economia lunare

Intuitive Machines

LUNR Grafico dei prezzi

Inviare sonde verso corpi celesti richiederà una notevole competenza nella costruzione di grandi veicoli spaziali e nella capacità di farli arrivare integri a destinazione. Finora questo settore è stato prevalentemente appannaggio di istituzioni pubbliche come la NASA, l’ESA e le università associate.

La situazione sta cambiando, mentre ci avviciniamo al momento in cui aziende private potranno inviare missioni automatiche o con equipaggio per sfruttare gli asteroidi, soprattutto gli oggetti vicini alla Terra.

Progetti di questo tipo rappresenteranno probabilmente il passo successivo oppure procederanno in parallelo con il ritorno delle missioni con equipaggio sulla Luna, previsto nei prossimi anni.

Fondata nel 2013 a Houston, in Texas, Intuitive Machines (LUNR ) rimane per ora un’azienda fortemente incentrata sulla Luna, come indica il simbolo di borsa LUNR. È già stata selezionata per quattro missioni lunari della NASA e impiega oltre 400 persone.

È stata la prima azienda commerciale a completare con successo un allunaggio e a trasmettere dati scientifici dalla Luna. Ha inoltre eseguito la prima accensione nello spazio di un motore LOx/LCH4, alimentato con ossigeno e metano liquidi.

L’azienda sta lavorando a numerosi progetti destinati a costituire la base di un’infrastruttura lunare per l’esplorazione e l’insediamento.

Il primo è il «servizio di trasmissione dati»: la tecnologia è in fase di collaudo e l’obiettivo finale è creare una costellazione per la trasmissione di dati in orbita lunare.

Il secondo ambito è l’«infrastruttura come servizio». Dovrebbe comprendere un veicolo lunare LTV capace di operare autonomamente, oltre a servizi di telecomunicazione e localizzazione GPS.

L’ultimo segmento riguarda la consegna di materiali sulla superficie lunare. Finora l’azienda ha trasportato carichi scientifici con il lander Nova-C, alto 4,3 metri e capace di portare sulla Luna 130 kg di carico utile.

Il passo successivo sarà il lander Nova-D, in grado di consegnare sulla Luna da 1.500 a 2.500 kg di materiale. Questa capacità di carico sarà necessaria per trasportare il Lunar Terrain Vehicle (LTV) e il reattore nucleare Fission Surface Power da 40 kW destinato ad alimentare la base lunare.

L’azienda si è aggiudicata diversi contratti importanti con la NASA, tra cui quello per il Near Space Network, dal valore potenziale massimo di 4,82 miliardi di dollari.

La decisione finale della NASA fra i tre potenziali fornitori dell’LTV era attesa alla fine del 2025 e l’esito dovrebbe essere imminente. Anche questo accordo potrebbe valere fino a 4,6 miliardi di dollari.

Oltre alla NASA, l’azienda cerca di diversificare la clientela. Nell’aprile 2025 la Texas Space Commission l’ha selezionata per una sovvenzione fino a 10 milioni di dollari, destinata allo sviluppo di un veicolo di rientro sulla Terra e di un laboratorio di produzione orbitale per la biomanifattura in microgravità.

Il veicolo di rientro offrirà inoltre una soluzione di riserva e ridurrà i rischi delle future missioni aziendali per il ritorno di campioni lunari.

Un altro progetto riguarda lo sviluppo di satelliti furtivi nucleari a basso consumo per un contratto JETSON con il laboratorio di ricerca dell’aeronautica statunitense.

Con l’obiettivo di raggiungere un flusso di cassa disponibile positivo nel 2025 e il contratto per le telecomunicazioni lunari già acquisito, l’azienda sta diventando meno rischiosa per gli investitori. Si allontana così dal modello di startup ad alto consumo di liquidità per affermarsi come fornitore di servizi dell’economia spaziale in crescita.

Potrebbe inoltre costituire un elemento fondamentale per l’esplorazione dello spazio profondo e l’utilizzo delle risorse spaziali, soprattutto se diventerà un partner affidabile della NASA al pari di SpaceX (SPCX ) o Rocket Lab (RKLB )

(È inoltre possibile leggere un’analisi più approfondita di Intuitive Machines nel nostro rapporto d’investimento dedicato all’azienda.)

Considerazione per gli investitori:
La conferma scientifica dell’accumulo di risorse lunari nel lungo periodo rafforza il valore strategico dei fornitori di infrastrutture incentrate sulla Luna, come Intuitive Machines, mentre l’era Artemis accelera.

Ultime notizie e sviluppi sulle azioni Intuitive Machines (LUNR)

Studio di riferimento

1. Paramanick, S., Blackman, E.G., Tarduno, J.A. et al. L’impianto ionico dell’atmosfera terrestre si è verificato nel regolite lunare del lato vicino durante la storia del dinamismo terrestre. Commun Earth Environ 6, 1001 (2025). https://doi.org/10.1038/s43247-025-02960-4

Jonathan è un ex ricercatore biochimico che ha lavorato nell'analisi genetica e nelle sperimentazioni cliniche. Ora è un analista di titoli e scrittore finanziario con un focus su innovazione, cicli di mercato e geopolitica nella sua pubblicazione 'The Eurasian Century'.