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Sondaggio USA del 2022: il 13% degli intervistati dichiarava di possedere crypto

Un sondaggio statunitense commissionato nell’autunno 2022 dall’associazione di settore Crypto Council for Innovation (CCI) rilevò che il 52% del campione voleva più regole per le criptovalute. Un terzo riteneva appropriata la descrizione importante innovazione finanziaria. Erano opinioni dichiarate in quel campione, non una misura dell’opinione attuale.
La maggioranza del campione chiedeva più regole
I risultati provenivano da un sondaggio nazionale commissionato dal CCI, organizzazione che rappresenta interessi del settore. L’articolo citava allora il sostegno di Coinbase, Fidelity Digital Assets, Block Inc (XYZ ), Gemini e Paradigm. Non si tratta di un elenco aggiornato degli aderenti.
Pioneer Polling raccolse online le risposte di 1.208 probabili elettori dall’8 al 10 ottobre 2022. Secondo il CCI, il gruppo di lavoro aveva esponenti di entrambi gli schieramenti. Il questionario era in inglese e i dati furono ponderati per età, istruzione, area geografica, precedenti elettorali e altre caratteristiche. La documentazione indicava un margine di errore di ±3 punti percentuali.
Il 13% dichiarò di possedere criptovalute. In domande separate, il 16% indicò azioni, il 12% fondi comuni, l’8% metalli preziosi fisici e il 5% obbligazioni. Erano consentite più risposte. Questa fotografia del campione non dimostra una crescita nel tempo né garantisce il futuro del settore.
Nel campione complessivo, il 52% chiedeva più regole, il 7% meno regole e il 20% riteneva sufficienti quelle esistenti; il 21% non sapeva rispondere. Fra i possessori di criptovalute, invece, il 28% chiedeva più regole e il 45% le riteneva sufficienti. Ciò non significa che il 28% dei favorevoli a nuove regole possedesse crypto o che il 45% del gruppo soddisfatto delle regole ne possedesse. Il testo originale aveva invertito il denominatore.
Fra due descrizioni alternative, il 45% scelse che il governo dovesse trattare le crypto come parte seria e legittima dell’economia nel lungo periodo, mentre il 36% scelse la descrizione di meccanismo di frode, riciclaggio e abusi. Gli altri non sapevano rispondere.
In un’altra domanda, il 58% diede priorità alla protezione delle persone da frodi e oscillazioni del mercato rispetto all’alternativa di privilegiare leadership statunitense e occupazione nel settore. Era una scelta fra formulazioni specifiche, non sostegno misurato a una singola legge.
Il 33% riteneva calzante importante innovazione finanziaria e il 32% futuro della finanza. Per la descrizione usate per attività criminali, il 27% la riteneva calzante, il 26% no e il 47% non sapeva. Per l’evasione fiscale le quote erano 25%, 24% e 51%. Si misuravano percezioni, non il volume effettivo di reati.
Possibile ruolo nelle elezioni di metà mandato del 2022
Il sondaggio suggeriva che le posizioni sulle crypto contassero per alcuni elettori in vista del voto di novembre 2022. Non dimostrava come avrebbero votato né che i possessori di crypto avrebbero determinato i risultati.
Il 20% si disse più propenso a votare un politico favorevole alle crypto, il 39% meno propenso e il 42% dichiarò che questo non avrebbe influenzato la scelta; gli arrotondamenti possono portare il totale oltre 100. Il quasi 30% indicato nel testo originale per i meno propensi era errato. Fra gli intervistati latinoamericani, il 38% si dichiarò più propenso; fra quelli neri il 30%. I sottogruppi erano più piccoli del campione totale e si trattava di intenzioni dichiarate, non voti espressi.
https://twitter.com/crypto_council/status/1585249043256856577
Cory Gardner, già senatore repubblicano del Colorado e allora responsabile della strategia politica del CCI, commentò i risultati con questo messaggio, qui riassunto:
A suo giudizio, diverse competizioni elettorali potevano decidersi con margini ristretti e la comunità crypto voleva farsi sentire a novembre. La promessa di voti ai candidati disposti ad ascoltare era un argomento politico, non un esito garantito.
Gardner interpretò le risposte come fiducia nelle possibilità degli asset digitali e nel loro ruolo futuro nell’economia e nelle finanze personali. Era l’interpretazione dell’organizzazione di settore.
Chiese regole chiare per proteggere i consumatori e sviluppare le possibilità della tecnologia. Questa era la sua posizione, non l’opinione condivisa da tutti gli elettori.
Le valutazioni delle autorità statunitensi nel 2022
Anche le autorità discutevano la vigilanza. Il Financial Stability Oversight Council (FSOC), incaricato di monitorare i rischi del sistema finanziario, pubblicò il 3 ottobre 2022 un rapporto con una scheda riepilogativa sui rischi e sulle lacune normative degli asset digitali. Il collegamento qui porta alla scheda. La valutazione era condizionata: i rischi potevano crescere se dimensioni e legami con la finanza tradizionale aumentavano senza regole adeguate e rispetto delle norme.
Il FSOC, presieduto dal segretario al Tesoro, nacque dopo la crisi finanziaria del 2008 per identificare e affrontare rischi sistemici. L’articolo presentava questo documento come il suo primo grande rapporto dedicato alle crypto.
Nel marzo 2022, il segretario al Tesoro riunì il consiglio per elaborare il documento in risposta alla sezione 6 dell’allora ordine esecutivo del presidente Joe Biden sullo sviluppo responsabile degli asset digitali.
Il FSOC concluse che le attività crypto potevano minacciare la stabilità finanziaria statunitense se crescevano nei collegamenti con la finanza tradizionale o nelle dimensioni senza adeguata regolamentazione o applicazione delle regole esistenti. Non affermava che ogni attività crypto avesse già causato una crisi sistemica.
Il consiglio descriveva attività in crescita ma legami allora relativamente limitati con la finanza tradizionale. Le leggi vigenti coprivano molte operazioni, pur lasciando lacune. Le raccomandazioni comprendevano applicazione delle norme, maggiore capacità di vigilanza e nuovi poteri ove fosse necessario legiferare. Non erano già nuove regole adottate per tutto il settore.
Le stablecoin potevano creare collegamenti attraverso attività tradizionali detenute a riserva. Licenze statali o regole sui servizi monetari per alcuni emittenti non equivalevano a vigilanza completa su ogni rischio finanziario. Il FSOC indicava possibili rischi di contagio se i collegamenti aumentavano, non una vigilanza identica per tutte le stablecoin.
Alla riunione del 3 ottobre, Janet Yellen, allora segretaria al Tesoro e già presidente della Federal Reserve, illustrò la propria valutazione nelle osservazioni preparate per l’intervento:
Gli asset digitali erano cresciuti e avevano attirato capitale e interesse di investitori individuali e istituzionali. Nel contempo si erano verificati forti shock e oscillazioni. Per questo il consiglio aveva già inserito il tema fra le priorità nella riunione di febbraio. È una sintesi del suo intervento.
L’articolo descriveva una maggiore attenzione statunitense alla vigilanza e la confrontava con il lavoro europeo sul regolamento sui mercati delle cripto-attività, MiCA. Il 5 ottobre 2022 gli ambasciatori degli Stati membri approvarono il testo di compromesso: non era ancora l’adozione definitiva né l’entrata in vigore. L’adozione formale del Consiglio arrivò il 16 maggio 2023. Il percorso europeo non dimostrava da solo quali decisioni avrebbe preso il Congresso statunitense.












