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LFG rinvia i rimborsi per controversie giudiziarie; nuovo LUNA in calo di circa l’87% da maggio 2022

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La Luna Foundation Guard (LFG), organizzazione senza scopo di lucro con sede a Singapore che sosteneva la rete Terra originale, il 7 ottobre 2022 ha aggiornato i suoi piani per distribuire le riserve residue. Dopo il crollo di maggio, intendeva usare quanto rimasto dai tentativi di difendere la parità di UST e proteggere la rete da attacchi alla governance per compensare gli utenti, dando precedenza ai piccoli detentori.

Nel resoconto di maggio 2022, la fondazione indicava riserve residue pari a 313 BTC, 39.914 BNB, 1.973.554 AVAX, 1.847.079.725 UST, 222.713.007 LUNA (di cui 221.021.746 erano allora in staking presso i validatori). I token LUNA precedentemente in staking stavano completando lo svincolo, previsto entro 20 giorni da quella comunicazione di maggio. La fondazione intendeva destinare gli asset rimasti agli utenti di $UST, partendo dai piccoli detentori, come LFG aveva dichiarato. Il termine riguardava lo svincolo dei token, non una promessa di rimborso entro 20 giorni in ottobre. UST e LUNA erano i nomi dei token della rete originaria, poi rinominati USTC e LUNC; il nuovo LUNA appartiene invece alla rete lanciata dopo il crollo.

Le controversie giudiziarie ritardavano la distribuzione

La valutazione delle riserve citata nell’articolo di ottobre 2022 era di 105,65 milioni di dollari, contro oltre 4 miliardi in un momento di maggio. Il resoconto menzionava anche i Bitcoin prestati a operatori fuori borsa (OTC) su decisione del consiglio LFG. Si tratta di dati storici, non di una verifica del saldo attuale né di importi da sommare nuovamente ai prestiti già conteggiati.

Composizione storica delle riserve LFG

Nell’aggiornamento di ottobre la fondazione ribadiva di voler distribuire gli asset, ma sosteneva che i procedimenti in corso e il rischio di nuove cause impedissero di procedere. Non fissava una data e prometteva aggiornamenti. Il testo collegava l’attesa alle questioni giudiziarie relative a Terra, senza stabilire una regola giuridica che imponesse di concludere ogni causa prima di qualsiasi pagamento.

L’investitore e critico noto con lo pseudonimo FatMan Terra contestò la spiegazione. In un commento chiese alla LFG di “rispettare la [sua] promessa” di compensare gli utenti colpiti e accusò i responsabili di averli truffati. Si trattava di un’accusa del commentatore, non di una conclusione giudiziaria riportata nell’articolo.

L’aggiornamento arrivò nella settimana in cui la Commissione per i servizi finanziari sudcoreana (Financial Services Commission) partecipò al controllo parlamentare annuale. La seduta di giovedì 6 ottobre 2022 affrontò, fra gli altri temi, il crollo di Terra. Gli osservatori citati giudicarono insufficienti i chiarimenti ricevuti; la loro valutazione non equivale a dire che la seduta non produsse alcuna informazione.

Le indagini sul crollo di Terra proseguivano. La notizia allora riportata riguardava il rilascio di Yoo Mo, dipendente di Terraform Labs responsabile degli affari generali e delle attività operative, dopo che il giudice aveva respinto la richiesta di custodia. Il fermo riferito per quel giovedì veniva indicato come il primo di una persona collegata al caso da parte delle autorità sudcoreane. Il rilascio non era un’assoluzione.

Il nuovo LUNA aveva perso circa l’87% da maggio 2022

Il LUNA della nuova rete Terra, lanciata a maggio 2022, era sceso nettamente dai circa 20 dollari del primo giorno di contrattazioni. L’articolo stimava una perdita di circa l’87% in approssimativamente 19 settimane e lo confrontava sfavorevolmente con grandi criptoasset, compresi token che avevano raggiunto il massimo prima del suo lancio. Per lo stesso intervallo citava cali di circa il 32% per Bitcoin (BTC), il 24% per Ethereum (ETH) e l’8,69% per Cardano (ADA). Era un confronto storico del resoconto, non un’indagine completa che dimostrasse il peggior risultato fra tutte le altcoin.

All’inizio della settimana di pubblicazione il nuovo LUNA arrivò a circa 2,70 dollari dopo l’annuncio del primo burn di LUNC da parte di Binance. Il burn riduceva l’offerta di LUNC sulla vecchia rete, non quella del nuovo LUNA. La successione degli eventi, da sola, non dimostra la causa dell’oscillazione.

Grafico storico degli scambi LUNA/USD

L’articolo collegava il modesto rialzo temporaneo di LUNA/USD alla reazione del mercato alla comunicazione del burn. Binance convertiva in LUNC l’equivalente delle commissioni sugli scambi spot e a margine delle coppie LUNC e inviava i token al burn. Il calendario descritto era quello settimanale di allora: calcoli il lunedì e pubblicazione entro martedì, non una frequenza garantita per il futuro.

Changpeng Zhao, allora amministratore delegato di Binance, indicò che il primo burn valeva circa 1,8 milioni di dollari in LUNC. La tabella storica riporta 5.595.907.838,67 LUNC, pari a circa 5,6 miliardi di token.

Registrazione storica del burn di LUNC

Nella quotazione domenicale citata dal resoconto, il nuovo LUNA oscillava intorno a 2,50 dollari secondo l’aggregatore di dati sulle criptovalute CoinMarketCap. Separatamente, l’attenzione verso il burn di LUNC spinse membri della sua comunità a chiedere a piattaforme come Gemini, Coinbase e Robinhood di valutare la quotazione di LUNC. Le richieste non confermavano che le piattaforme avessero approvato la quotazione.

Sam è uno specialista di contenuti finanziari con un grande interesse per lo spazio blockchain. Ha lavorato con diverse società e testate giornalistiche nei settori Finanza e Sicurezza informatica.