Biotecnologia
Nomelcitinib di InventisBio raggiunge gli endpoint della fase III nella psoriasi a placche

Il 2 novembre 2026, InventisBio Co., Ltd. ha annunciato i risultati principali di uno studio registrativo di fase III sul nomelcitinib (D-2570), il suo inibitore orale selettivo di TYK2 diretto al dominio JH2, in pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave. L’azienda ha dichiarato che lo studio ha raggiunto sia l’endpoint primario sia il principale endpoint secondario, dimostrando quella che ha descritto come una superiorità clinicamente e statisticamente significativa rispetto al placebo.
Lo studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo ha arruolato 391 pazienti, assegnati casualmente con un rapporto di 1:1:1 a uno dei due gruppi trattati con nomelcitinib o al gruppo placebo. L’endpoint primario è la percentuale di pazienti che, alla settimana 16, ottengono un miglioramento di almeno il 90% rispetto al basale nel punteggio del Psoriasis Area Severity Index (PASI 90). Il principale endpoint secondario è la percentuale di pazienti che, alla settimana 16, raggiungono un punteggio di 0 (lesioni scomparse) o 1 (lesioni quasi scomparse) alla Physician Global Assessment, con una riduzione di almeno 2 punti rispetto al basale.
Alla settimana 16, in entrambi i gruppi trattati con nomelcitinib oltre il 70% dei pazienti ha raggiunto il PASI 90, una percentuale significativamente superiore a quella del gruppo placebo (p<0.0001), ha riferito l’azienda. Nei gruppi trattati con nomelcitinib, la percentuale di pazienti che ha raggiunto un punteggio PGA 0/1 ha superato l’80%, risultando anch’essa significativamente superiore a quella del gruppo placebo (p<0.0001). I gruppi trattati con nomelcitinib hanno ottenuto risultati costantemente migliori rispetto al placebo anche per gli altri endpoint secondari di efficacia; già alla settimana 4, in entrambi i gruppi di trattamento le percentuali di pazienti che avevano raggiunto il PASI 90 e un punteggio PGA 0/1 erano significativamente superiori a quelle osservate con il placebo, e sono ulteriormente aumentate con il proseguire del trattamento.
Secondo l’azienda, nel corso dello studio il nomelcitinib ha mostrato un profilo di sicurezza favorevole ed è stato ben tollerato, in linea con i risultati del precedente studio di fase II; non sono stati rilevati nuovi segnali di sicurezza. «Questo studio ha confermato l’entità del miglioramento del PASI 90 e del punteggio PGA 0/1 osservata nel nostro precedente studio di fase II, mentre tutti gli altri endpoint secondari di efficacia hanno mantenuto un miglioramento significativo rispetto al gruppo placebo», ha dichiarato Ling Zhang, direttore medico di InventisBio. «È importante sottolineare che il profilo di sicurezza è in linea con quello del nostro studio di fase II e che non sono emersi nuovi segnali di sicurezza».
Il nomelcitinib è un inibitore orale selettivo della tirosin-chinasi 2 (TYK2), sviluppato autonomamente da InventisBio. Il farmaco si lega selettivamente al dominio pseudachinasico JH2 di TYK2, inibendone l’attività chinasica e bloccando la fosforilazione delle proteine STAT mediata dalla segnalazione delle citochine dipendente da TYK2, sopprimendo così il rilascio di fattori infiammatori. Sulla base dei dati preclinici, l’azienda ha affermato che il nomelcitinib presenta una selettività quasi 1.000 volte maggiore rispetto a JAK1, caratteristica che, secondo l’azienda, suggerisce un ampio margine di sicurezza terapeutica in ambito clinico.
Risultati precedenti della fase II
I risultati registrativi seguono quelli positivi dello studio di fase 2 che l’azienda ha annunciato il 3 dicembre 2024. Lo studio, randomizzato, multicentrico, in doppio cieco e controllato con placebo, ha arruolato 161 pazienti, assegnati a tre dosaggi di D-2570 o al placebo. Alla settimana 12, almeno l’85% dei pazienti in ciascuno dei tre gruppi di dosaggio aveva raggiunto il PASI 75, rispetto al 12,5% dei pazienti trattati con placebo (p<0.001); inoltre, il 50% dei pazienti che avevano ricevuto il dosaggio alto aveva raggiunto il PASI 100, corrispondente alla completa scomparsa delle lesioni cutanee, rispetto al 2,5% del gruppo placebo. L’azienda non ha segnalato eventi avversi gravi in quello studio; la maggior parte degli eventi avversi è stata di intensità da lieve a moderata.
Lo studio di fase 2, registrato con il numero NCT06278350, è stato successivamente pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology. Per 12 settimane, i pazienti hanno ricevuto D-2570 alla dose di 18, 27 o 36 mg una volta al giorno, oppure placebo. Alla settimana 12, i tassi di risposta PASI 90 variavano dal 70,7% al 77,5% nei diversi gruppi di dosaggio, rispetto al 5,0% con il placebo; le percentuali di pazienti con un punteggio 0/1 alla valutazione globale statica del medico variavano dall’80,5% all’87,5%, rispetto al 20,0%. Gli autori hanno indicato tra i limiti dello studio la ridotta dimensione del campione e la durata relativamente breve del trattamento e del periodo di follow-up.
InventisBio è un’azienda biotecnologica in fase clinica con sede a Pudong, Shanghai, e attività a Pechino e nel New Jersey. Ha due farmaci approvati e si concentra su oncologia, malattie autoimmuni e disturbi metabolici; oltre al D-2570, anche il suo SERD orale taragarestrant (D-0502) sta avanzando negli studi registrativi di fase III.
Oltre allo studio registrativo, è in corso un secondo studio di fase III che valuta il nomelcitinib per la psoriasi in uno schema di confronto diretto con deucravacitinib come controllo attivo. L’azienda ha dichiarato di aspettarsi che lo studio fornisca ulteriori dati di efficacia e sicurezza nella psoriasi a placche da moderata a grave. Sono inoltre in corso uno studio di fase II sulla psoriasi negli Stati Uniti e diversi studi di fase II in Cina su colite ulcerosa, artrite psoriasica, lupus eritematoso sistemico e vitiligine.












