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L’adozione globale della tokenizzazione è in corso mentre i benefici suscitano interesse

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Uno degli studi più ottimisti e citati sul potenziale mondiale della tokenizzazione degli asset era stato pubblicato circa un anno prima di questo articolo del 2023. Intitolato «Relevance of on-chain asset tokenization in ‘crypto winter’», il rapporto BCG–ADDX del settembre 2022 indicava maggiore liquidità, accessibilità e ampliamento della partecipazione agli investimenti tra i benefici potenziali. Stimava per il 2030 un’opportunità di circa 16.000 miliardi di dollari, più precisamente 16.100 miliardi: una previsione sul valore degli asset tokenizzati, non ricavi già realizzati o un risultato garantito. Nel 2023, secondo l’autore, questa prospettiva si era rafforzata grazie agli esempi di adozione internazionale osservati nell’anno precedente.

Di seguito esaminiamo gli interventi di un gruppo di relatori nella seconda giornata della prima edizione del TokenizeThis Summit di STM, tenutasi nell’ottobre 2023, e le loro aspettative sulle tendenze della tokenizzazione.

Cos’è la tokenizzazione?

Prima di esaminare i relatori e i loro interventi, è utile chiarire il significato del termine «tokenizzazione».

Nel contesto delle blockchain, la tokenizzazione consiste nel rappresentare digitalmente i diritti relativi a un asset mediante un token registrato su una catena di blocchi. Il token può rappresentare, per esempio, immobili, azioni o materie prime. Può facilitare il frazionamento economico, il trasferimento e, dove consentito, la negoziazione su piattaforme decentralizzate. Tuttavia, i diritti effettivi dipendono dalla struttura giuridica dell’emissione: registrare un token non trasferisce automaticamente la proprietà del bene né garantisce liquidità o accesso senza restrizioni.

I relatori

Il primo incontro della seconda giornata del TokenizeThis Summit del 2023 affrontava l’adozione mondiale della tokenizzazione. Vi partecipavano:

  • Oi-Yee Choo, amministratrice delegata di ADDX
  • Jacobo Ochando Ortí, responsabile della tokenizzazione di Deloitte
  • Lorenzo Rigatti, amministratore delegato di BlockInvest
  • Graham Rodford, amministratore delegato di Archax

La provenienza dei relatori da Singapore, Italia, Spagna e Regno Unito evidenziava la dimensione internazionale del dibattito e delle iniziative di tokenizzazione.

Temi principali e osservazioni

Gli interventi riflettevano l’esperienza dei relatori in diversi contesti normativi. Alla domanda sulle blockchain pubbliche o private, secondo il resoconto del dibattito i partecipanti ritenevano che nel 2023 i regolatori preferissero spesso soluzioni private. Choo e Rodford collegavano tale preferenza soprattutto agli obblighi di identificazione del cliente (KYC) e di contrasto al riciclaggio (AML). Il gruppo vedeva comunque nelle blockchain pubbliche una possibile direzione futura. Si trattava delle valutazioni dei relatori, non di una regola universale imposta da tutte le autorità.

«Supportiamo entrambe le soluzioni, ma ritengo decisamente che in futuro saranno le blockchain pubbliche a far decollare questo settore». — Graham Rodford, amministratore delegato di Archax

Rigatti riteneva necessaria una transizione verso blockchain pubbliche per superare i limiti di scalabilità e interoperabilità delle soluzioni private. Aggiungeva che le reti pubbliche avrebbero dovuto dimostrare anche la propria sostenibilità ambientale. Erano considerazioni sul percorso futuro, non affermazioni secondo cui ogni rete privata sarebbe incapace di scalare.

Tra gli altri temi emersi dalla discussione figuravano:

  • Le raccolte di capitale avevano mostrato potenzialità, nonostante le difficoltà del contesto macroeconomico del 2023
  • Occorreva approfondire quali informazioni sugli investitori conservare sulla blockchain e quali al di fuori di essa
  • La tokenizzazione non rende automaticamente interessante un prodotto: l’offerta deve rispondere a una domanda effettiva e partire da asset validi
  • Secondo i relatori, un’organizzazione autonoma decentralizzata (DAO) pienamente regolamentata restava un obiettivo lontano

Pur riconoscendo che il mercato immobiliare viene spesso considerato adatto alla tokenizzazione, il gruppo suggeriva di iniziare da asset meno legati a mercati locali o di nicchia. Rigatti spiegava che BlockInvest si era quindi concentrata su obbligazioni societarie, quote di fondi e strumenti analoghi. Sono categorie distinte, non soltanto quote di fondi obbligazionari.

Considerazioni finali sulla tokenizzazione

Secondo la prospettiva espressa nell’articolo del 2023, la tokenizzazione poteva rendere gli asset più accessibili, migliorare l’efficienza degli scambi e ampliare la partecipazione agli investimenti. Il collegamento tra beni sottostanti e rappresentazioni digitali offriva opportunità di integrazione tra finanza tradizionale e decentralizzata, sia per gli investitori sia per le imprese. Questi benefici restavano potenziali e dipendevano dall’attuazione concreta.

Dagli interventi della seconda giornata emergeva la necessità di affrontare la scarsa interoperabilità e la frammentazione normativa per realizzare quel potenziale. L’autore riteneva incoraggiante che tali problemi fossero già allo studio. I circa 16.000 miliardi di dollari citati rimanevano la previsione BCG–ADDX del 2022 per il 2030, non una misura dell’adozione già raggiunta nel 2023.

Nel complesso, l’articolo offriva una lettura ottimistica: applicazioni ben progettate della tokenizzazione avrebbero potuto favorire una finanza più accessibile ed efficiente. Il risultato dipendeva però dalla domanda, dalle infrastrutture e dalla tutela giuridica dei diritti rappresentati.

Joshua Stoner è un professionista poliedrico. Ha un grande interesse per la rivoluzionaria tecnologia 'blockchain'.