Leader di pensiero
Le criptovalute ci hanno fatto girare la testa: serve un intermediario

Di Richard McCall, amministratore delegato e cofondatore di Armalytix
È arrivata l’estate del 2022 e torna uno dei programmi televisivi britannici più discussi: Love Island. Anno dopo anno domina le conversazioni estive, dai pettegolezzi in ufficio e dalle riviste ai lunghi articoli sui temi che solleva. Molti, però, trovano insopportabile la sua immagine patinata e artificiosa.
In un mondo molto diverso, quello dei servizi finanziari, anche le criptovalute dividono le opinioni. Negli ultimi anni hanno vissuto un percorso movimentato e sono diventate più popolari. Alcuni critici della finanza tradizionale ne respingono tuttavia l’immagine appariscente, associata a una vigilanza insufficiente e alle promesse di arricchirsi in fretta.
A differenza delle criptovalute, Love Island non fa nulla di fondamentalmente rivoluzionario. Il suo successo si basa su una tradizione collaudata per chi cerca l’amore: affidarsi a qualcuno che trovi un partner. Nel 2022 il pubblico ha scelto le prime coppie prima ancora del loro ingresso nella villa. Forse anche il settore cripto ha bisogno di un intermediario capace di migliorare la comprensione reciproca con la finanza tradizionale. Se ci riuscisse, potrebbe nascere una relazione proficua.
La reputazione da cattivo ragazzo delle criptovalute
Le lacune nella vigilanza e i controlli deboli di alcune piattaforme e imprese cripto possono agevolare frodi e riciclaggio. Anche criminali e persone soggette, per esempio, a sanzioni legate alla Russia possono cercare di sfruttare queste debolezze. Questo non significa che tutte le transazioni siano anonime e impossibili da rintracciare, o che l’intero settore sia privo di regole. Truffe sofisticate possono sottrarre alle vittime i loro risparmi e fondi pensionistici. Recuperare il denaro può essere difficile e il rimborso non è assicurato.
Anche i forti ribassi hanno indebolito la fiducia. Secondo la stima fornita allora dall’autore, la capitalizzazione complessiva del mercato cripto era diminuita di circa 1.000 miliardi di dollari in pochi mesi. Le turbolenze hanno rafforzato le richieste di una vigilanza efficace. TerraUSD era una stablecoin algoritmica progettata per mantenere un valore legato al dollaro statunitense. I sostenitori speravano che trasformasse i sistemi di pagamento nel mondo. Nel maggio 2022, però, perse la parità con il dollaro e crollò. I rapidi ritiri degli investitori aggravarono la crisi, con effetti sul mercato cripto più ampio. Per il governo britannico, l’episodio sottolineò l’importanza di un quadro normativo adeguato.
Già il 4 aprile 2022, prima del crollo di TerraUSD, il governo britannico aveva presentato piani per fare del paese un centro della tecnologia cripto. Fra gli obiettivi figurava l’inclusione di determinate stablecoin utilizzate per i pagamenti nel quadro regolamentare. Erano proposte, non un’autorizzazione generale già in vigore per tutte le criptovalute. Regole chiare avrebbero potuto favorire il collegamento con i servizi finanziari tradizionali e l’impiego nei pagamenti. Non garantiscono da sole accettazione universale o sicurezza degli asset.
La regolamentazione tradizionale si avvicina alle criptovalute
I due mondi si avvicinano e le autorità si concentrano sui loro punti di contatto. Nel Regno Unito determinati servizi di scambio e custodia di criptoasset sono soggetti alle norme antiriciclaggio e alla relativa registrazione presso la Financial Conduct Authority (FCA) dal gennaio 2020. Si tratta delle Money Laundering, Terrorist Financing and Transfer of Funds Regulations, non di un’approvazione generale della FCA per qualsiasi prodotto cripto. Va rispettata anche la cronologia delle linee guida. Il Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) aggiornò le indicazioni sull’approccio basato sul rischio per gli asset virtuali e i relativi prestatori di servizi nell’ottobre 2021. Il documento di consultazione FCA CP19/3 sui criptoasset risaliva invece al 2019; le indicazioni definitive uscirono nel luglio dello stesso anno. Questi documenti definiscono standard e perimetro regolamentare. Non erano nuove leggi uniformi sulle criptovalute appena introdotte nell’estate del 2022. Nella metafora del programma, influenzano comunque le condizioni della convivenza nella villa.
Serve qualcuno che faccia da tramite
Quando i due mondi si incontrano, un intermediario può colmare la distanza. Le imprese cripto devono svolgere controlli adeguati ai rispettivi obblighi. Ciò comprende l’identificazione e la verifica dei clienti e, in base al rischio e alle circostanze, l’esame dell’origine dei fondi e del percorso delle transazioni. Per gli operatori finanziari tradizionali, le informazioni su saldi e operazioni dei portafogli cripto possono offrire elementi aggiuntivi. Un indirizzo di portafoglio, da solo, non dimostra però l’identità di chi lo usa o la provenienza lecita di tutti i fondi.
L’autore propone di combinare l’Open Banking con le informazioni dei portafogli cripto. Con i consensi e i permessi di accesso necessari, servizi tecnologici di verifica possono raccogliere dati pertinenti e condividerli fra il cliente e il destinatario previsto. Si tratta di condividere informazioni in modo autorizzato, non di consegnare chiavi private o il controllo degli asset. Un rapporto comprensibile che riunisca più fonti può agevolare i controlli di conformità e adeguata verifica. Fornitori specializzati possono alleggerire il lavoro e liberare tempo per altre attività. Affidarsi a loro non garantisce il rispetto delle norme antiriciclaggio: il soggetto obbligato rimane responsabile dei controlli adeguati.
E vissero felici e contenti…
Secondo l’autore, lo spirito innovativo del settore cripto e la finanza consolidata, spesso più lenta, possono completarsi. La reputazione di agevolare il riciclaggio e nascondere attività criminali pesa sulle criptovalute. Non descrive però ogni utilizzo e non implica che tutte le transazioni siano completamente anonime. I ribassi di Bitcoin ed Ethereum di allora aumentarono la pressione per affrontare seriamente i rischi. Non furono l’unica causa di norme che in parte esistevano già. Anche agenti immobiliari e professionisti legali che seguono i trasferimenti di proprietà devono valutare le prove sull’origine dei fondi cripto secondo i rispettivi obblighi. Qui l’intermediario può dimostrare il proprio valore: riunire diverse fonti informative per sostenere un rapporto più solido fra criptovalute e finanza tradizionale. Che questa coppia vinca Love Island resta la speranza dell’autore, non una promessa.












