Titoli digitali
Citi prevede una crescita per blockchain, CBDC e tokenizzazione in Money, Tokens, and Games

Nel marzo 2023 Citi ha riunito esperti e imprese per discutere gli sviluppi del denaro digitale. La banca individuava un possibile punto di svolta verso un impiego più ampio della tecnologia blockchain.
Secondo il rapporto di Citi “Money, Tokens, and Games: Blockchain’s Next Billion Users and Trillions in Value”, la blockchain avrebbe potuto raggiungere miliardi di utenti e sostenere attività per migliaia di miliardi di dollari. Si trattava di previsioni formulate nel 2023.
La banca si attendeva crescita soprattutto dalle valute digitali delle banche centrali (CBDC) e dalla tokenizzazione delle attività finanziarie e reali.
Le CBDC come possibile motore di diffusione
Un fattore importante era lo sviluppo delle valute digitali delle banche centrali (CBDC). Una CBDC è denaro digitale denominato nella valuta dell’emittente e costituisce una passività diretta della banca centrale. Non è una stablecoin privata e non deve necessariamente utilizzare una blockchain.
Nel 2023 erano allo studio o in sperimentazione CBDC per euro, sterlina britannica e rupia indiana, tra le altre valute. I progetti differivano per fase di sviluppo e impostazione tecnica.
Citi indicava un bacino potenziale di circa due miliardi di persone in Europa, India e Regno Unito. Le imprese avrebbero potuto utilizzare collegamenti transfrontalieri tra CBDC basati su registri distribuiti (DLT), anche se i sistemi nazionali non utilizzavano DLT.
Secondo il rapporto, progetti CBDC più piccoli utilizzavano già DLT. Citi esaminava la possibilità di un impiego parziale nei progetti maggiori, per esempio in India. La partecipazione della Cina al progetto transfrontaliero mCBDC Bridge non significava che l’intero yuan digitale nazionale funzionasse su blockchain.
Citi stimava che entro il 2030 le grandi economie avrebbero potuto avere fino a 5.000 miliardi di dollari in CBDC in circolazione, con una quota fino alla metà del valore collegata a DLT. Questi servizi potevano familiarizzare le persone con il denaro digitale senza richiedere conoscenze della tecnologia sottostante.
Il ruolo della tokenizzazione
Il rapporto del marzo 2023 individuava nella tokenizzazione di attività finanziarie e reali un altro possibile fattore di crescita.
La rappresentazione di diritti sulle attività mediante token digitali non era ancora diffusa. Citi la considerava una possibile applicazione decisiva per la blockchain, soprattutto nei mercati privati.
Secondo il rapporto, la tokenizzazione rappresentava allora meno dello 0,1% delle emissioni annue. Nei mercati privati Citi ne prevedeva una crescita superiore a 80 volte, fino a circa 4.000 miliardi di dollari nel 2030.
Anche le attività digitali nei giochi e i pagamenti blockchain sui social media avrebbero potuto favorire la diffusione.
Il rapporto distingueva la tokenizzazione di titoli già esistenti dall’emissione di titoli nativamente digitali.
Nel primo modello, il titolo tradizionale sottostante viene vincolato nel sistema e rappresentato da un token. Al contrario, i titoli digitali nativi vengono emessi direttamente su infrastrutture DLT e custoditi in portafogli digitali compatibili.
Per il 2030 Citi prevedeva circa 4.000–5.000 miliardi di dollari in titoli digitali tokenizzati: 1.900 miliardi di debito di imprese non finanziarie ed emittenti legati agli Stati, 1.500 miliardi in fondi immobiliari, 700 miliardi in fondi di private equity e venture capital e 500–1.000 miliardi in finanziamento tramite titoli e garanzie. Separatamente, stimava fino a 1.000 miliardi di dollari di volumi di finanziamento del commercio tramite DLT. Quest’ultimo dato indica flussi e non può essere sommato direttamente al valore dei titoli.
Secondo la banca, una diffusione su vasta scala poteva richiedere ancora sei–otto anni a partire dal 2023. Governi, istituzioni e imprese intensificavano gli esperimenti, ma il calendario non era certo.
La tokenizzazione poteva rendere più efficiente la gestione di fondi e titoli, suddividere i diritti in quote minori e ampliare l’accesso. Poteva anche ridurre costose riconciliazioni dei registri e mancati regolamenti, senza eliminarli automaticamente.
Oltre alla blockchain, erano necessari processi digitali, collegamenti con la finanza tradizionale, leggi tecnologicamente neutrali, definizioni comuni, piattaforme interoperabili e standard.
Diversi precedenti progetti blockchain nel finanziamento del commercio avevano incontrato difficoltà. Citi vedeva possibili miglioramenti nelle innovazioni tecniche e giuridiche.
Nel marzo 2023 il Regno Unito stava esaminando una proposta di legge per riconoscere giuridicamente i documenti commerciali elettronici. Citi stimava che circa l’80% dei volumi mondiali di finanziamento del commercio fosse soggetto al diritto inglese, spiegando così l’importanza della proposta. Non si trattava di una modifica automatica delle leggi di tutti i Paesi.
NFT e giochi
Con oltre tre miliardi di giocatori nel mondo nel 2022, i giochi potevano favorire una diffusione più ampia della blockchain. Anche una piccola parte di quel pubblico avrebbe costituito una base significativa.
Secondo il rapporto, ai giocatori interessa soprattutto l’esperienza di gioco, più che l’infrastruttura. I giochi Web3 avrebbero potuto attrarre più utenti offrendo qualità analoga ed eventuali funzioni aggiuntive, comprese possibilità di guadagno.
Il modello play-to-earn presentava però difficoltà: economie complesse e, in diversi primi giochi Web3, contenuti limitati ed esperienze poco coinvolgenti che ostacolavano la fidelizzazione.
In un’intervista contenuta nel rapporto, Ryan Wyatt di Polygon Labs stimava che i giochi Web3 potessero raggiungere 50–100 milioni di utenti entro il 2025. Era una previsione del 2023, non un numero di utenti effettivamente misurato nel 2025.
Inoltre, arte, oggetti da collezione e NFT potevano offrire nuove fonti di reddito ai creatori, secondo la banca.
Gli NFT consentono di registrare e trasferire token digitali riferiti a opere d’arte. Possedere un token non trasferisce automaticamente il diritto d’autore né garantisce l’autenticità dell’opera. I diritti e l’affidabilità delle informazioni sulla provenienza vanno verificati separatamente.
Il metaverso, come ambiente virtuale tridimensionale, poteva offrire nuovi modi di esporre e vivere l’arte, collegando esperienze fisiche e digitali.
Il rapporto citava marchi come Nike e Uniqlo che esploravano NFT e attività digitali nei giochi. Le notizie su un mercato NFT di Amazon (AMZN ) nel 2023 erano allora non confermate. La stima di 167 milioni di utenti Prime statunitensi non dimostrava né il lancio del servizio né la sua adozione da parte di tutti gli abbonati. Citi vedeva sviluppi simili come possibili fattori di crescita fino al 2030.
Anche la musica e altri settori creativi avrebbero potuto usare NFT per rapporti diretti con il pubblico e nuove entrate.
Secondo Citi, il Web3 avrebbe potuto integrarsi nei servizi Web2 esistenti attraverso i marchi di consumo. La registrazione di opere e collezionabili su blockchain poteva sostenere investimenti in quote minori e una migliore documentazione della provenienza, purché dati e diritti fossero attendibili.
Digitalizzazione e DAO
Il riconoscimento dei documenti commerciali elettronici poteva favorire la blockchain nel finanziamento del commercio. Identità e documentazione digitali potevano anche migliorare la visibilità delle filiere e la verifica della proprietà.
Smart contract, documenti digitali e denaro digitale potevano collegare meglio finanziamento, regolamento e trasporto delle merci. Reti come SWIFT potevano contribuire all’interoperabilità, senza essere per questo esse stesse blockchain.
Citi esaminava anche le organizzazioni autonome decentralizzate (DAO), che potevano aiutare le comunità a gestire progetti e decisioni. I partecipanti potevano contribuire con tempo o competenze e ricevere compensi o diritti di partecipazione.
Le DAO potevano ampliare alcune opportunità d’investimento senza eliminare i requisiti legali d’accesso. I creatori potevano inoltre offrire opere o diritti collegati tramite NFT e altri token.
La banca vedeva possibilità di maggiore autonomia, entrate aggiuntive e partecipazione più gratificante al lavoro.
La partecipazione ai progetti poteva avvicinare alcuni interessi di collaboratori e organizzazioni. I compensi potevano includere token per attività come la moderazione dei contenuti nei mondi virtuali. Un token non equivale però automaticamente a un’azione societaria né attribuisce specifici diritti del lavoro.
Citi prevedeva che più comunità potessero usare DAO con lo sviluppo dell’infrastruttura Web3. Le idee di decisione partecipativa potevano influenzare le imprese esistenti senza necessariamente sostituirle.
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Requisiti tecnici per una diffusione ampia
Il rapporto sottolineava la necessità di capacità di elaborazione adeguata e servizi facili da usare.
Citi citava identità digitali decentralizzate, prove a conoscenza zero, servizi di dati esterni (oracoli) e collegamenti tra blockchain.
L’identità decentralizzata può dare agli utenti più controllo su credenziali e dati personali. Sicurezza e riservatezza dipendono però dalla progettazione e dall’utilizzo del sistema e non derivano automaticamente dalla decentralizzazione.
Le prove a conoscenza zero (ZKP) permettono di dimostrare un’affermazione senza rivelare i dati segreti che ne costituiscono la base. Citi le considerava un modo per unire verifica e riservatezza.
Gli oracoli forniscono dati da fonti esterne alle applicazioni blockchain che ne hanno bisogno.
Collegano quindi la blockchain alle informazioni esterne alla rete. Restano essenziali fonti affidabili e trattamento sicuro: registrare un dato su blockchain non lo rende vero.
Citi sottolineava inoltre l’esigenza di interoperabilità, affinché le applicazioni su blockchain diverse non restassero isolate.
I collegamenti tra reti consentono lo scambio di informazioni e attività e sono importanti per la finanza decentralizzata (DeFi). Richiedono una gestione attenta della sicurezza e non sono privi di rischi.
Servivano inoltre scalabilità, capacità di elaborazione, sicurezza robusta e buona esperienza utente.
Erano necessari anche quadri giuridici appropriati per accordi con esecuzione automatizzata. Il codice di uno smart contract non è automaticamente un contratto giuridicamente vincolante. Citi chiedeva regole chiare per favorire innovazione e diffusione.
Nel 2023 Citi vedeva dunque grandi possibilità per la blockchain e un possibile punto di svolta nella sua diffusione. Le previsioni dipendevano comunque dagli sviluppi tecnologici, aziendali e giuridici.












