Asset digitali
BitForex Scompare Senza Traccia—Il Sito Scompare, gli Investitori Restano in Sospeso

BitForex, un exchange che dichiarava elevati volumi di scambio a livello globale, era diventato inaccessibile. All’inizio di marzo 2024, gli utenti non riuscivano ad accedere al sito ed erano incerti sul destino dei loro asset e delle operazioni. Quali eventi avevano preceduto questa interruzione? Per ricostruirli, esaminiamo le notizie disponibili alla data dell’articolo, nel marzo 2024.
La cronologia a ritroso
Partiamo dalla notizia più recente. Il 4 marzo 2024 la Securities and Futures Commission di Hong Kong ha avvertito il pubblico di una sospetta frode relativa a BitForex. La SFC ha dichiarato che BitForex, che affermava di avere sede a Hong Kong, non aveva ottenuto né richiesto una licenza della SFC per gestire una piattaforma di negoziazione di asset virtuali. Su richiesta della SFC, la polizia di Hong Kong ha adottato misure per bloccare i siti pertinenti e rimuovere le relative pagine sui social. Si trattava di un avvertimento su sospetti, non di una sentenza definitiva di frode.
Secondo quanto riportato, il 23 febbraio BitForex è andata offline dopo che sono stati prelevati fondi per 57 milioni di dollari statunitensi dal portafoglio a caldo dell’exchange. Poco dopo, gli utenti si sono trovati davanti a un sito non funzionante con il messaggio: «Spiacenti, sei stato bloccato».
ZachXBT, un investigatore di criptovalute, ha segnalato che i wallet caldi di BitForex hanno subito uscite per 56,5 milioni di dollari USA il 23 febbraio. Queste comprendevano oltre 54 milioni di dollari in TRB, quasi 1 milione di dollari in ETH e più di 0,25 milioni di dollari in USDC.
Secondo la ricostruzione di ZachXBT, dopo queste uscite BitForex aveva smesso di elaborare ulteriori prelievi e, al momento della segnalazione, non aveva pubblicato spiegazioni ufficiali. L’investigatore ha evidenziato due elementi:
- L’amministratore delegato di BitForex si era dimesso circa un mese prima.
- Ai wallet attribuiti all’exchange risultavano associati circa il 18% dell’offerta di TRB e il 7% di quella di OMI; tali saldi non implicavano che i token appartenessero economicamente all’exchange anziché ai clienti.
Perché l’amministratore delegato di BitForex si era dimesso?
Jason Luo aveva annunciato le dimissioni in una lettera alla comunità di BitForex del 31 gennaio 2024. La motivazione da lui dichiarata era il passaggio a un nuovo gruppo dirigente; la lettera, da sola, non permette di accertare altre ragioni né un eventuale collegamento con i successivi problemi della piattaforma.
In sintesi, Luo dichiarava che una nuova dirigenza avrebbe assunto il controllo dell’exchange e che avrebbe continuato a sostenerlo.
La lettera non segnalava un pericolo imminente. Luo esprimeva invece fiducia nel ruolo di BitForex nel settore degli asset digitali.
Sempre in sintesi, Luo prospettava nuove opportunità nel mercato delle criptovalute e un futuro positivo per BitForex.
Alla data dell’articolo non erano disponibili qui elementi verificati sufficienti per ricostruire le successive attività di Luo; ciò non dimostra che fosse scomparso.
Che cosa sono i token TRB e OMI?
Secondo ZachXBT, i wallet attribuiti a BitForex custodivano circa il 18% dell’offerta di TRB. TRB è il token nativo di Tellor, un protocollo di oracoli decentralizzati che incentiva la pubblicazione di dati on-chain e consente di contestare quelli errati, con possibili penalizzazioni. Nel periodo di sette giorni considerato all’epoca, il prezzo era passato da circa US$117 a poco più di US$115. Si tratta di quotazioni storiche riportate nell’articolo del marzo 2024.
Ai wallet dell’exchange era inoltre attribuito circa il 7% dell’offerta di OMI. La performance del prezzo del token OMI nel periodo storico di sette giorni considerato era positiva: da circa 0,0009 a 0,001 dollari. ECOMI è il progetto associato a OMI, destinato all’ecosistema di collezionabili digitali VeVe. La descrizione di VeVe come piattaforma leader è un’affermazione promozionale del progetto.
Le dimissioni del CEO e la concentrazione di token nei wallet dell’exchange erano elementi da approfondire. Presi isolatamente, non dimostravano né escludevano irregolarità.
Gli eventi precedenti all’improvvisa interruzione di BitForex
Poco prima di diventare inaccessibile, il sito di BitForex continuava a dichiarare oltre 2 miliardi di dollari di volume di scambio. Secondo i dati di CoinGecko citati all’epoca, il volume dichiarato era sceso da circa 2,5 miliardi a 1 miliardo di dollari tra il 22 e il 24 febbraio 2024, prima di un ulteriore forte calo.
Il confronto con il volume normalizzato, una stima che considerava anche il traffico web, mostrava tuttavia una forte discrepanza. Una simile misura può segnalare dati da verificare, ma non dimostra da sola una manipolazione fraudolenta.
Per BitForex, il volume normalizzato riportato per il 22 febbraio 2024 era di circa 25 milioni di dollari. La differenza rispetto al volume dichiarato richiedeva approfondimenti; non consentiva da sola di stabilire che l’exchange nascondesse qualcosa. Anche i dati del token BF andavano interpretati con cautela.
Che cosa era accaduto al token BF?
Il token BitForex aveva un’offerta massima dichiarata di 10 miliardi. La rilevazione on-chain citata nell’articolo riportava 2.208 indirizzi detentori e 3.236 trasferimenti. L’ultimo trasferimento osservato risaliva a circa sette giorni prima ed era superiore a 1,4 milioni di token. Questi dati storici riguardavano il contratto e la rete osservati, non necessariamente tutti gli utenti o tutte le operazioni dell’exchange.
La stessa rilevazione riportava altri tre trasferimenti, ciascuno superiore a 50.000 token, circa 19 giorni prima. I soli trasferimenti on-chain non permettono di identificare con certezza i proprietari economici dei wallet né le ragioni delle operazioni. Il riferimento agli indirizzi era indicato qui.
Cosa Potrebbe Essere Accaduto a BitForex?
Le dimissioni del CEO, le uscite dai wallet e l’inaccessibilità del sito sollevavano seri interrogativi. Tuttavia, la loro successione non bastava a dimostrare un intento malevolo o a spiegare con certezza quanto fosse accaduto.
Già nel 2019 un’analisi di Chainalysis aveva segnalato possibili anomalie nei volumi dichiarati da BitForex. Questi precedenti meritavano attenzione, ma non provavano la causa dei problemi del 2024 né giustificavano attribuire ai clienti la responsabilità delle eventuali condotte della piattaforma.
Il Rapporto Chainalysis del 2019 su BitForex
Il rapporto Chainalysis esaminava i volumi di Bitcoin dichiarati da cinque exchange che figuravano allora ai vertici della graduatoria di CoinMarketCap: BitMEX, EXX, Coinsuper, BHEX e BitForex. Il confronto tra attività dichiarata e flussi on-chain mirava a individuare possibili anomalie.
Secondo la ricostruzione del rapporto citata nell’articolo, BitForex presentava un rapporto particolarmente elevato tra volume di scambio dichiarato e afflussi on-chain. Chainalysis lo interpretava come un indizio di volumi gonfiati. Si trattava di un’analisi dei dati, non di un accertamento giudiziario di frode.
Per la sua analisi, il rapporto ha esaminato il rapporto tra volume di scambio e volume on-chain dell’exchange dall’inizio del 2019 fino a novembre, notando un picco significativo a partire da agosto, seguito da aumenti sostanziali del volume di scambio.
L’articolo citava un rapporto di circa 40.000:1 tra volume di scambio dichiarato e afflussi on-chain: circa 40.000 bitcoin di scambi dichiarati per ogni bitcoin entrato nell’exchange nel periodo considerato. Ciò sollevava dubbi sulla credibilità dei volumi. Non equivaleva però a misurare direttamente la liquidità eseguibile o la solvibilità: la stima citata di un ottocentesimo del volume dichiarato dipendeva dalle ipotesi dell’analisi.
Le anomalie nei volumi non riguardavano soltanto BitForex. Nel 2019, un’analisi di Bitwise stimava che quasi il 95% del volume di Bitcoin dichiarato dagli oltre 80 exchange esaminati fosse artificiale o privo di significato economico. Nel campione iniziale considerato, Bitwise stimava circa 273 milioni di dollari di volume giornaliero effettivo, rispetto ai circa 6 miliardi dichiarati. Le cifre descrivevano quel campione e quel periodo, non tutto il mercato Bitcoin in ogni momento.
I problemi di BitForex richiamavano quindi l’importanza di verificare l’affidabilità dei dati sugli scambi. Le discrepanze nel volume di scambio di Bitcoin possono essere un segnale di rischio, ma non dimostrano che ogni exchange o l’intero mercato operi in modo fraudolento.
Alla data dell’articolo restavano molti interrogativi su BitForex. Il caso FTX offriva un confronto utile sui rischi di custodia e gestione dei fondi, senza dimostrare che le cause dei due episodi fossero identiche.
FTX era stata una delle maggiori piattaforme di scambio di criptovalute e aveva ampliato la propria attività anche tramite acquisizioni, fra cui Liquid Global, LedgerX e Blockfolio. Queste operazioni non implicavano che tutte le società acquisite fossero concorrenti in difficoltà.
Nel novembre 2022 la crisi di FTX aveva rivelato gravi problemi nella gestione dei fondi dei clienti e nella liquidità. Una ricostruzione del bilancio circolata all’epoca riportava circa 9 miliardi di dollari di passività e 900 milioni di dollari di attività liquide: un divario di circa 8,1 miliardi. Le attività liquide non coincidevano però con tutte le attività dell’azienda, quindi il confronto non misurava da solo il suo patrimonio netto.
I timori sulla disponibilità dei fondi avevano provocato una corsa ai prelievi. L’ex CEO Sam Bankman-Fried era stato riconosciuto colpevole da una giuria statunitense nel novembre 2023 per reati di frode e cospirazione legati alla gestione di FTX e Alameda Research. Le indagini avevano descritto l’uso illecito di fondi dei clienti per varie spese e investimenti. Binance aveva inizialmente prospettato un’acquisizione di FTX, per poi rinunciarvi mentre emergevano ulteriori problemi nella gestione dei fondi dei clienti.
La ricostruzione della caduta di FTX comprendeva quindi la cattiva gestione e l’illecita distrazione dei fondi dei clienti, oltre alla crisi di liquidità.
Conclusione
All’inizio di marzo 2024 BitForex era oggetto di un avvertimento della SFC per sospetta frode, mentre precedenti analisi avevano sollevato dubbi sui volumi dichiarati. Era necessario distinguere questi sospetti e segnali di rischio dai fatti definitivamente accertati.
Per valutare un exchange è utile verificare la sua autorizzazione, le condizioni di custodia e prelievo e l’attendibilità dei dati pubblicati. Nessuna verifica elimina ogni rischio, e la responsabilità di eventuali frodi resta di chi le commette.
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