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Nel 2022, regole statunitensi e sanzioni contro la Russia spingevano gli exchange a cambiare

Nel marzo 2022, le iniziative normative statunitensi e le sanzioni internazionali contro la Russia prospettavano cambiamenti importanti per gli exchange di criptovalute. Il 17 marzo la senatrice Elizabeth Warren e altri senatori presentarono una proposta per contrastare l’uso di asset digitali nell’elusione delle sanzioni. Il testo avrebbe consentito di sanzionare operatori esteri che facilitavano tale elusione. Prevedeva inoltre che FinCEN richiedesse ai contribuenti statunitensi coinvolti in transazioni offshore di criptovalute superiori a 10.000 dollari di presentare il modulo FBAR. Si trattava di una proposta, non di un obbligo già introdotto da quella legge.
Le sanzioni contro la Russia portarono gli exchange al centro del dibattito geopolitico. Il 6 marzo 2022 Coinbase dichiarò di bloccare oltre 25.000 indirizzi blockchain collegati a persone o entità russe che riteneva coinvolte in attività illecite. Non si trattava di un blocco indiscriminato di 25.000 utenti russi: molti indirizzi erano stati individuati prima dell’invasione. Binance, dal canto suo, affermò: «Decidere unilateralmente di impedire alle persone di accedere alle proprie criptovalute contraddirebbe la ragione per cui le criptovalute esistono». Nello stesso periodo, l’annuncio di filtri nelle procedure di coinjoin del coordinatore associato a Wasabi Wallet mostrava, secondo l’analisi dell’epoca, come le pressioni normative potessero raggiungere anche servizi diversi dagli exchange tradizionali.
Secondo questa analisi del 2022, gli operatori esterni agli Stati Uniti avrebbero avuto meno spazio per beneficiare di controlli più deboli, costi inferiori e minori vincoli operativi. Era una valutazione delle prospettive, non la prova che tutti gli exchange esteri ignorassero le regole. L’accoglienza positiva riservata all’ordine esecutivo statunitense mostrava anche opportunità: il settore doveva valutare gli effetti di lungo periodo su investitori e trader alla ricerca di condizioni convenienti e transazioni sicure.
L’ordine esecutivo firmato il 9 marzo 2022 indicava un nuovo approccio di coordinamento federale agli asset digitali. Chiedeva anche al Dipartimento del Commercio un quadro per sostenere competitività, leadership statunitense e utilizzo delle tecnologie digitali. Le sei priorità riguardavano tutela di consumatori, investitori e imprese; stabilità finanziaria; contrasto agli usi illeciti e ai rischi per la sicurezza nazionale; leadership statunitense; accesso ai servizi finanziari; innovazione responsabile. Come spiegava un rapporto di CoinDesk, l’ordine avviava un lavoro coordinato delle agenzie senza introdurre direttamente un nuovo insieme di regole settoriali. Molti operatori lo accolsero favorevolmente. Jeremy Allaire, amministratore delegato di Circle, società legata alla stablecoin USDC, lo definì «un momento di svolta per criptovalute, asset digitali e Web3», paragonandolo all’attenzione del governo verso Internet commerciale nel 1996–1997.

Jeremy Allaire, amministratore delegato di Circle, commenta la notizia in un thread su Twitter.
Le iniziative legislative mostravano tuttavia che le decisioni concrete restavano decisive. Le notizie di quel periodo sulle richieste di chiarimento rivolte alla SEC da alcuni membri del Congresso evidenziavano un confronto ancora aperto. I parlamentari contestavano richieste di informazioni a operatori crypto e blockchain non regolamentati che, a loro giudizio, non rispettavano gli standard della Commissione per avviare indagini. Era una critica al metodo di vigilanza, non la dimostrazione che il Congresso avesse già limitato i poteri della SEC.
Il cambiamento non era iniziato soltanto negli Stati Uniti. La Cina aveva vietato le ICO nel 2017 e inasprito le restrizioni su trading e mining nel 2021. Singapore era invece descritta nel luglio 2021 come un centro ricco di opportunità per operatori quali Binance, nonostante la crescente pressione normativa mondiale. Nell’ottobre 2021 veniva considerata una possibile destinazione delle imprese che lasciavano la Cina. Queste descrizioni appartengono al contesto di allora.
Nel dicembre 2021 Binance Asia Services ritirò la domanda di licenza a Singapore. L’articolo dell’epoca citava un volume giornaliero di Binance pari a 76 miliardi di dollari e interpretava i tempi e la scarsa chiarezza percepita del processo MAS come possibili motivi della decisione: non erano motivazioni accertate dal regolatore. Nei primi mesi del 2022 Binance collaborò con Paysafe per accedere alla rete britannica dei pagamenti, nonostante le preoccupazioni della FCA. Nello stesso periodo Changpeng Zhao, allora amministratore delegato, incontrò autorità brasiliane dopo un’intesa preliminare per acquisire un intermediario mobiliare; Binance ottenne inoltre una licenza per asset virtuali a Dubai. Erano iniziative storiche specifiche, non un’autorizzazione generale a operare ovunque.
Nel quadro del marzo 2022, Binance e concorrenti come FTX e Coinbase cercavano di adattarsi a un mercato più regolamentato. Anndy Lian, allora presidente di BigONE Exchange, prevedeva che nei successivi 12–18 mesi la regolamentazione guidata dagli Stati Uniti e le sanzioni contro la Russia avrebbero prodotto un settore più ampio e regolamentato, più concorrenza fra exchange e margini inferiori. Era la sua previsione di allora. Dopo il suo intervento a Crypto Expo Dubai, Lian ipotizzò anche una distinzione più netta fra exchange tradizionali, piattaforme decentralizzate e servizi per la privacy. Per l’offerta degli operatori tradizionali, aggiunse, il punto di partenza dovevano essere «le esigenze della comunità, degli utenti dell’exchange».
Restava aperta la questione di come coinvolgere quella comunità. Nel dibattito dell’epoca Joseph Lubin, cofondatore di Ethereum, mise in dubbio la sostenibilità economica di Solana, criticando ricompense ai validatori che considerava troppo generose e sostenute dal capitale di rischio. Invitò la rete a trovare «un modello di business più sostenibile». Solana Labs rispose che guardare soltanto ai ricavi del protocollo non descriveva pienamente la sostenibilità di lungo periodo del modello economico. Nell’analisi del 2022, capire come finanziare attività centralizzate e decentralizzate in presenza di nuove regole e sanzioni era una questione centrale per il futuro del settore.
Durante il panel «Perché gli exchange di criptovalute continuano a prosperare?» a Crypto Expo Dubai, il 16 marzo 2022, Lian sostenne: «Ritengo molto positivo essere regolamentati; è il motivo per cui negli anni ho dedicato tempo a consigliare i governi su criptovalute e blockchain. Dobbiamo però considerare anche l’altro elemento delle startup crypto: l’innovazione. Se ci limitassimo a una sandbox, a un ambiente regolamentato chiuso, rischieremmo di perdere l’elemento innovativo e decentralizzato e di ritrovarci in un mondo centralizzato».












