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10 noti incidenti di sicurezza DeFi e bridge del 2021–2022

Dieci incidenti storici illustrano rischi diversi nella DeFi, nei bridge e nei servizi per criptovalute. DeFi significa finanza decentralizzata e comprende scambi, prestiti e fornitura di liquidità. La decentralizzazione non garantisce privacy, sicurezza o rendimento. Non tutte le imprese elencate sono protocolli decentralizzati.
La crescita ha portato alla luce carenze nei contratti, nella gestione delle chiavi, nella governance e nelle interfacce web. Questa selezione riguarda episodi noti del 2021–2022, non la classifica attuale dei maggiori attacchi. Gli importi in dollari sono stime storiche: beni rubati, fondi esposti e perdite definitive sono grandezze diverse.
1. Ronin Network — circa 625 milioni di dollari
Il bridge Ronin fu attaccato il 23 marzo 2022; la scoperta venne annunciata il 29 marzo. La valutazione storica era di circa 625 milioni di dollari. Il bridge collegava Ronin a Ethereum ed era utilizzato anche per gli asset dei giocatori di Axie Infinity.
Axie Infinity è un gioco blockchain in cui si collezionano, si fanno combattere e si allevano creature digitali. Le caratteristiche possono influenzare la rarità, ma ricompense e valore di mercato non sono garantiti.
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Fonte: homepage di Ronin Network
L’attaccante ottenne le autorizzazioni di cinque validatori su nove e firmò prelievi illeciti di 173.600 ETH e 25,5 milioni di USDC. Sky Mavis reintegrò successivamente i fondi degli utenti, cosa diversa dal recuperare la refurtiva. Nel settembre 2022 Chainalysis comunicò che oltre 30 milioni di dollari del bottino erano stati sequestrati. Era quindi errato affermare che non fosse stato recuperato nulla.
2. Poly Network — circa 610 milioni di dollari
Il 10 agosto 2021 Poly Network subì un furto di circa 610 milioni di dollari su Ethereum, BNB Smart Chain e Polygon. L’analisi tecnica di SlowMist mostrò un abuso delle chiamate tra contratti per sostituire il keeper fidato. Non si trattava del furto delle chiavi private dei validatori come nel caso Ronin.
Durante il recupero, un grande residuo rimase temporaneamente in un wallet multifirma che richiedeva la collaborazione del progetto e dell’attaccante. Poly Network offrì 500.000 dollari e parlò di non perseguire il responsabile, ma non poteva garantire immunità dalle autorità. L’affermazione secondo cui 268 milioni di dollari sarebbero tuttora bloccati non descriveva l’esito finale.
Il 23 agosto Poly Network dichiarò che il controllo degli asset rimanenti era stato ripristinato. Il 25 agosto Tether trasferì anche circa 33,43 milioni di USDT congelati al wallet designato. Il 26 agosto il progetto annunciò il recupero di tutti gli asset interessati. Quei 33 milioni non erano semplicemente scomparsi. L’attaccante sostenne di aver agito per divertimento: era una sua dichiarazione, non un fatto accertato sul movente.
3. Wormhole Bridge — circa 325 milioni di dollari
Wormhole gestisce messaggi e trasferimenti di token tra blockchain. Un token wrapped rappresenta asset su un’altra rete e dipende da verifiche corrette e adeguata copertura.
In questo incidente del 2 febbraio 2022 fu aggirata la verifica sul lato Solana. L’attaccante creò 120.000 wETH senza copertura, non soltanto 93.750. Di questi, 93.750 furono riscattati in ETH su Ethereum tramite il bridge. Jump Crypto fornì 120.000 ETH per reintegrare le riserve; non era una restituzione da parte dell’attaccante.
4. Nomad Bridge — circa 186–190 milioni di dollari
Il 1º agosto 2022 una modifica contrattuale aveva lasciato nel bridge Nomad un errore di autenticazione che accettava messaggi non validi. I prelievi non richiedevano quindi un deposito corrispondente. Non era una nuova possibilità di prestito creata dagli attaccanti.
La procedura era facile da copiare. Nomad riferì la partecipazione di oltre 300 indirizzi e pubblicò dati su indirizzi e transazioni per le indagini. Gli indirizzi non equivalgono necessariamente a persone distinte. Il team chiese restituzioni e istituì un wallet di recupero e un programma di ricompense.
Il 17 agosto 2022 Nomad comunicò il recupero di oltre 37 milioni di dollari, circa il 20%. Questo dato datato è più preciso di una generica affermazione su oltre 30 milioni restituiti e tutto il resto ancora disperso. Le restituzioni volontarie affiancarono le indagini successive.
5. Beanstalk Farms — circa 182 milioni di impatto, 77 milioni di asset non-Bean rubati
Beanstalk è un protocollo stablecoin basato sul credito. Il prezzo obiettivo di Bean doveva essere sostenuto da incentivi ai prestatori, non da una normale riserva di un dollaro per token. Le stablecoin algoritmiche hanno modelli diversi e non usano tutte le stesse riserve digitali.
Il 17 aprile 2022 l’attaccante utilizzò un prestito lampo per ottenere sufficiente potere di voto ed eseguire una proposta malevola che trasferiva gli asset del protocollo. L’impatto spesso citato di circa 182 milioni di dollari non era il ricavo netto dell’attaccante. Beanstalk dichiarò il furto di circa 77 milioni di dollari in asset diversi da Bean.
Un trasferimento minore di circa 250.000 dollari andò a un indirizzo di donazioni per l’Ucraina. Era falso che l’attaccante avesse trattenuto circa 70 milioni e donato ai rifugiati tutto il resto dei 182 milioni. Il rimborso dei prestiti lampo e la differenza tra impatto lordo e ricavo netto non costituivano un’enorme donazione benefica.
6. Wintermute — circa 160 milioni di dollari
Wintermute è un market maker di criptovalute. Il 20 settembre 2022 furono sottratti circa 160 milioni di dollari dalle sue attività DeFi. L’episodio fu collegato a un indirizzo riconoscibile generato con Profanity e a una debolezza nella generazione delle chiavi. Vanity wallet non era il nome di un prodotto di custodia per tutti gli utenti.
Conservare le chiavi offline può limitare l’esposizione agli attacchi online, per esempio mediante una separazione fisica dalla rete. Tuttavia, il cold storage non risolve ogni errore contrattuale o autorizzazione malevola sui token. Restano necessari chiavi generate in sicurezza, privilegi limitati e corretta gestione dei wallet operativi.
7. Compound — distribuzioni COMP errate, non una perdita netta provata di 150 milioni
Compound è un protocollo di prestito che continuò dopo l’incidente. Il 29 settembre 2021 la proposta 62 introdusse un errore nel calcolo delle ricompense COMP. Il difetto, talvolta descritto come un rubinetto che perde, distribuiva troppi COMP esistenti; non coniava nuovi token senza limiti.
I 280.000 COMP inizialmente citati erano ricompense disponibili nel contratto Comptroller, non un pool creato dagli hacker. Altri COMP potevano successivamente arrivare dal Reservoir. La correzione richiedeva proposte di governance e attese e non poteva essere applicata subito.
Il 14 ottobre Compound riferì che 163.000 COMP riscossi erroneamente erano stati restituiti, 130.000 erano rimasti nel Comptroller e circa 200.000 distribuiti per errore erano ancora fuori. La proposta 64 aveva corretto il difetto l’8 ottobre; serviva un seguito per la contabilità residua. Il problema riguardava le ricompense, non un furto documentato di 150 milioni dai depositi degli utenti. I dati non provano neppure che oltre metà di un totale fisso fosse stata recuperata.
8. Vulcan Forged — circa 140 milioni di dollari
L’attacco di dicembre 2021 a Vulcan Forged colpì i wallet dei giocatori. La piattaforma offre giochi blockchain e un mercato NFT. L’impiego dei token in altre applicazioni non garantisce rendimenti superiori.
Secondo Venly, furono compromessi i server di Vulcan Forged e furono abusati PIN e credenziali aziendali per esportare almeno 96 wallet. Venly dichiarò che i propri server non erano stati violati. Il bottino in PYR era allora valutato intorno a 140 milioni di dollari, non 140 milioni di token. Il 13 dicembre Venly riferì che Vulcan Forged aveva rimborsato la maggior parte dalla propria tesoreria, non che tutti i danni fossero stati immediatamente coperti.
9. BadgerDAO — circa 120 milioni di dollari
L’attacco del 2 dicembre 2021 provocò secondo le stime dell’epoca perdite di circa 120 milioni di dollari in token legati a Bitcoin e in ETH. La lista originale citava circa 2.100 BTC e 151 ETH: il dato Bitcoin indicava token rappresentativi o valore in bitcoin, non BTC nativi in un contratto Ethereum. BadgerDAO offriva prodotti DeFi orientati a Bitcoin; fu attaccata l’interfaccia web.
Codice malevolo indusse gli utenti a firmare autorizzazioni indesiderate sui token. Il rapporto tecnico descrisse l’abuso di una chiave API Cloudflare per l’ambiente Badger, non una violazione accertata dell’intera Cloudflare. Successivamente il sito del progetto descrisse la dismissione dei prodotti vault esistenti. Era un’evoluzione distinta, non la prova che tutti i contratti fossero cessati durante l’attacco.
10. Horizon Bridge — circa 100 milioni di dollari
L’attacco al bridge Horizon avvenne il 23 giugno 2022 e fu annunciato il 24 giugno. Circa 100 milioni di dollari furono sottratti dal lato Ethereum. Harmony limitò le operazioni e avviò indagini con partner di sicurezza e autorità.
Le chiavi private compromesse consentirono firme non autorizzate. La soglia iniziale era due firmatari su cinque, non due su quattro. Harmony dichiarò poi di averla aumentata a quattro su cinque. Preoccupazioni per la soglia bassa erano già state espresse pubblicamente prima dell’attacco. La sicurezza multifirma dipende dalla soglia e da una gestione indipendente e sicura delle chiavi.
Lezioni dagli incidenti
La tecnologia nuova non elimina frodi e attacchi. Questi casi mostrano problemi diversi nella governance con voti finanziati a prestito, nella logica contrattuale, nelle chiavi e nelle interfacce web. Indagini e recupero possono aiutare, ma un attacco passato non garantisce la prevenzione altrove né il rimborso alle vittime.












