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DeFi e tokenizzazione: come possono cambiare i mercati finanziari

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Editorial image for How DeFi Solutions Redefine the Financial Market – Thought Leaders

Articolo d’opinione del 2022 di Gene Deyev, cofondatore e amministratore delegato di Stobox

Il mercato finanziario moderno si è sviluppato nel corso di circa due secoli. Oltre alle banche, comprende intermediari che custodiscono attività, ne facilitano lo scambio o ne registrano la titolarità: broker, borse, soggetti che curano il collocamento dei titoli, depositari e altri operatori. Le autorizzazioni e i controlli dipendono dal ruolo e dalla giurisdizione; non tutte queste attività seguono le stesse regole.

Tra gli strumenti finanziari vi sono azioni di società quotate e non quotate, obbligazioni e quote di fondi. In molti casi l’investitore si affida a un intermediario per comprare, vendere o custodire le attività: per esempio un broker, una piattaforma di scambio o una banca. Le strutture giuridiche e tecniche variano tra paesi. La dipendenza da terzi e la loro trasparenza sono il problema che, nella prospettiva dell’autore, le soluzioni DeFi possono contribuire ad affrontare.

I limiti del mercato finanziario tradizionale

Anche gli intermediari regolamentati possono fallire, subire blocchi operativi o commettere abusi. L’impiego improprio dei beni dei clienti, i conflitti di interesse e un’eccessiva esposizione finanziaria possono rendere difficile capire i rischi assunti. Il fallimento di Lehman Brothers mostra che la notorietà di un’istituzione non elimina il rischio; ciò non significa però che tutti gli intermediari regolamentati agiscano in modo fraudolento.

Il punto sollevato dall’autore è la possibilità, per i titolari, di disporre delle proprie attività senza dipendere da processi poco trasparenti. L’esistenza di inefficienze negli operatori centralizzati invita a chiedersi quali funzioni possano essere migliorate con strumenti decentralizzati.

Il contributo dei sistemi decentralizzati

Le soluzioni non custodial possono permettere agli utenti di controllare direttamente le chiavi dei propri criptoasset. Questo riduce alcune dipendenze da intermediari, ma trasferisce all’utente responsabilità di sicurezza e recupero. Nel caso di beni reali e titoli, il controllo di un token e la titolarità giuridica del bene sottostante vanno distinti.

Le blockchain distribuiscono la registrazione e la verifica dei dati tra più partecipanti. Bitcoin ne è un esempio, senza un amministratore centrale che possa riscrivere unilateralmente il registro. Non è però corretto considerare qualunque blockchain impossibile da attaccare o bloccare. La sicurezza del protocollo va distinta da quella di wallet, chiavi private, piattaforme e smart contract, che possono essere compromessi.

La crescita del settore nel decennio precedente al 2022 indicava un forte interesse per queste tecnologie. L’autore citava allora circa 300 milioni di utilizzatori di criptovalute: una stima storica, non una rilevazione attuale. Anche il trattamento normativo dipende dall’attività, dal tipo di strumento e dal paese.

Nel quadro del 2022, l’autore richiamava 21 provvedimenti statunitensi in tre anni e un valore di 239 miliardi di dollari bloccato nei protocolli DeFi. Questi numeri descrivono il suo riferimento storico, non un conteggio normativo o una misura attuale del mercato. DeFi indica servizi finanziari basati su protocolli decentralizzati, non ogni transazione in criptovalute. Tra gli esempi vi sono exchange decentralizzati, prestiti e strategie che combinano rendimenti o forniscono liquidità. Il TVL misura attività depositate nei protocolli: non coincide con ricavi o capitalizzazione e può includere sovrapposizioni.

Secondo l’autore, un passo importante consiste nel collegare questi strumenti anche a immobili e titoli societari. I criptoasset possono avere usi economici senza rappresentare un bene fisico; un security token, invece, può rappresentare diritti definiti su un investimento. La tokenizzazione può modernizzare registri e trasferimenti, ma non cancella i requisiti legali, i vincoli alla circolazione o la necessità di strutture che rendano esercitabili i diritti. Avere un wallet non dà automaticamente accesso a ogni mercato mondiale.

Tokenizzazione e nuove possibilità per le imprese

Le partecipazioni nelle società non quotate sono spesso meno liquide delle azioni quotate. Anche dopo aver trovato un acquirente, verifiche, approvazioni e documenti possono richiedere tempo, senza una durata identica per ogni operazione. La tokenizzazione può semplificare alcuni processi amministrativi, ma non elimina questi passaggi né crea da sola una domanda per le partecipazioni.

Una società può valutare l’emissione di diritti rappresentati da token quando la struttura e la normativa lo consentono. Per le imprese private questo apre nuove modalità di gestione e raccolta, senza rendere automaticamente liquido qualunque investimento.

In primo luogo, una maggiore trasferibilità può attirare investitori. Nel 2022 il nostro team lavorava a Stobox DS Swap per facilitare lo scambio di security token. L’obiettivo di ridurre alcuni intermediari non equivale alla possibilità di vendere sempre: servono controparti, liquidità e rispetto delle restrizioni applicabili.

In secondo luogo, la distribuzione digitale può ampliare la platea oltre la cerchia del proprietario o del broker locale. Una raccolta online conforme resta però soggetta alle regole sull’offerta, all’identificazione dei clienti e ai criteri di ammissibilità nei paesi coinvolti; la conformità non deriva automaticamente dall’uso di token.

In terzo luogo, le funzioni DeFi possono sostenere modelli che includono utility token e NFT. L’autore citava un progetto immobiliare a Tulum, in Messico, che usava NFT e una propria criptovaluta per interagire con investitori e clienti. È un esempio riportato nell’articolo del 2022, non una valutazione attuale del progetto o della sua redditività.

Il frazionamento può abbassare la soglia d’accesso, in alcuni casi a 100 dollari o meno, secondo le condizioni dell’offerta. L’autore collegava questa possibilità all’inclusione finanziaria e richiamava una stima di 2 miliardi di persone prive di conto. È un riferimento storico: il Global Findex 2021 della Banca Mondiale, pubblicato nel giugno 2022, stimava invece circa 1,4 miliardi di adulti senza conto.

L’immagine di edifici commerciali rappresentati da milioni di token, conservati su smartphone Android anche da piccoli risparmiatori come pescatori indiani, esprime una visione di accesso più ampio. Un reddito annuo del 10–12% e la rivendita in qualsiasi momento non sono però garantiti: rendimento, valore dell’immobile, costi, diritti giuridici e liquidità possono variare. Un security token collegato a immobili non è di per sé un deposito sicuro né assicura protezione dall’inflazione.

Conclusioni

Nella prospettiva dell’autore, la tokenizzazione rappresentava un’importante direzione di sviluppo. Egli riferiva che un gruppo di analisti di Stobox aveva partecipato a lavori sulla normativa con il Ministero della Trasformazione Digitale dell’Ucraina. Questa collaborazione, riportata nel 2022, non costituisce un’approvazione pubblica di ogni prodotto della società.

Pur essendo un settore ancora in evoluzione, esistono numerosi materiali formativi ed esperienze applicative. Il suo sviluppo richiede di distinguere i vantaggi tecnici dai risultati commerciali e dai diritti effettivamente riconosciuti agli investitori.

Gene ha 20 anni di esperienza nei mercati aziendali e finanziari. È il CEO di Stobox, una piattaforma vincitrice di premi per l'emissione, offerta, amministrazione e regolamento transazionale di titoli. È anche autore del libro "Come attirare investimenti con STO: Una guida pratica".