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Un nuovo quadro mira ai rischi nascosti nella DeFi

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La finanza decentralizzata, o DeFi, è un sistema finanziario aperto costruito su blockchain pubbliche che utilizza codice auto‑eseguibile al posto di istituzioni finanziarie tradizionali come banche e broker. Questo può generare miglioramenti significativi in termini di efficienza e indipendenza dal sistema finanziario tradizionale, ma anche nuovi rischi.

Il primo tipo di rischio è legato ai cosiddetti “smart contract”, che costituiscono la spina dorsale della DeFi. Se scritti in modo approssimativo o addirittura malevoli, singoli smart contract difettosi possono provocare perdite finanziarie. E, con poche o nessuna istituzione o autorità di regolamentazione a proteggere gli utenti della DeFi, il recupero di fondi persi o rubati può risultare difficile.

Fortunatamente, con la maturazione della DeFi sono emersi standard per la progettazione sicura di smart contract, migliorando notevolmente la protezione da tali rischi.

Tuttavia, man mano che la DeFi diventa più complessa, una varietà di smart contract viene impiegata per costruire diversi protocolli DeFi. Ciò genera un nuovo tipo di rischio, in cui l’interazione tra i contratti appena distribuiti e la blockchain esistente viene sfruttata per provocare perdite economiche.

Un nuovo documento di ricercatori italiani dell’Università di Cagliari e dell’Università di Trento propone un nuovo quadro per affrontare tali rischi. Il loro documento, accettato per la pubblicazione sul Journal of Logical and Algebraic Methods in Programming, è intitolato “Un quadro formale per la sicurezza economica delle composizioni DeFi”.

DeFi e Valore Massimale Estraibile (MEV)

MEV spiegato

Per comprendere la situazione degli smart contract e della DeFi, gli investitori devono capire il concetto di Valore Massimale Estraibile (MEV).

Il MEV è il valore massimo che un avversario può estrarre interagendo in modo strategico con un sistema blockchain. È comunemente associato a validatori, miner e sequencer che riordinano o selezionano le transazioni, ma può sorgere anche quando utenti ordinari sfruttano la logica degli smart contract, le dipendenze di protocollo, le discrepanze di prezzo o l’accesso temporaneo al capitale.

“Mentre il MEV introduce dinamiche che possono svantaggiare gli utenti e distorcere gli incentivi, è anche un fenomeno trasparente e osservabile intrinseco all’infrastruttura delle blockchain pubbliche.”

Pranav Garimidi and Joseph Bonneau

Modificare il MEV con nuovi contratti

Il MEV è la fonte del nuovo vettore di rischi derivante dall’integrazione di nuovi smart contract con quelli esistenti.

“Gli avversari possono sfruttare interazioni non intenzionali tra protocolli per ottenere un profitto economico a danno degli utenti onesti.”

Questo è un problema in crescita, man mano che la DeFi si espande e nuove soluzioni generano nuovi rischi.

“Questi rischi sono ulteriormente aggravati dalle piattaforme emergenti che consentono agli utenti di creare senza soluzione di continuità composizioni arbitrarie di protocolli DeFi.”

Ciò solleva una domanda fondamentale per la DeFi che richiede una risposta solida: in quali condizioni una composizione DeFi è sicura?

Per questo motivo, i ricercatori che hanno redatto questo studio propongono un nuovo concetto di composabilità DeFi, chiamato “MEV non-interference”, che richiede che le interazioni con lo stato della blockchain esistente non aumentino il Valore Massimale Estraibile (MEV) ottenibile da un insieme di contratti appena distribuiti.

Successivamente hanno applicato questo quadro a composizioni DeFi rappresentative (exchange, market maker automatizzati, opzioni, pool di prestito, router e contratti di arbitraggio), dimostrando che esso distingue le composizioni sicure da quelle vulnerabili.

Dall’analisi della blockchain all’analisi a livello di contratto

Per determinare la non interferenza del MEV, non basta osservare il MEV a livello di blockchain. È necessario invece verificare i principi di non interferenza con i contratti esistenti.

Ecco perché i ricercatori hanno introdotto il concetto di local MEV. Si tratta di una nuova misura degli attacchi economici che quantifica la perdita massima che gli avversari possono infliggere a un determinato insieme di contratti vittima.

“In contrasto con il MEV classico, definito per l’intero stato della blockchain, il local MEV si concentra sui contratti la cui sicurezza è oggetto di analisi. Questo passaggio da una prospettiva globale a una locale è l’elemento chiave del nostro approccio.”

Questo quadro li ha aiutati ad analizzare composizioni DeFi rappresentative, poiché hanno utilizzato una collezione di composizioni DeFi tipiche, tra cui exchange, AMM, opzioni binarie, pool di prestito, router di swap e protocolli di arbitraggio.

Verso la verifica delle interazioni economiche

Gli autori dello studio forniscono numerosi esempi dettagliati su come questo quadro di analisi possa essere usato per individuare vulnerabilità e rischi derivanti da nuovi contratti, come la manipolazione dell’oracolo, i attacchi flash‑loan, o dipendenze precedentemente nascoste.

Ciò includeva un modello avversario più forte (avversari benestanti), in cui si assume che l’avversario disponga sempre di token sufficienti per infliggere la perdita massima possibile ai contratti vittima.

Nel complesso, fornisce agli sviluppatori una base più pratica per verificare se nuove integrazioni espongono il capitale degli utenti ad attacchi indiretti che sfruttano l’effetto sui contratti intelligenti esistenti.

Va però osservato che questo framework non è un sistema di sicurezza pronto per la produzione, ma solo una base formale. Esclude inoltre l’attività del mempool, i costi del gas, gli attacchi di congelamento dei token, la determinazione dinamica dei prezzi e alcuni comportamenti di Ethereum. (ETH ) come la rientranza e le dipendenze cicliche.

Quindi, come spesso accade nella DeFi, migliorare la sicurezza non deriva solo da algoritmi perfetti e composizioni matematicamente sicure, ma anche dall’adattamento alle reali implementazioni su Ethereum.

Investire nella Finanza Decentralizzata

Chainlink

LINK Grafico dei prezzi

Chainlink (LINK ) Chainlink è una rete decentralizzata che collega i contratti intelligenti blockchain a dati del mondo reale, API esterne e sistemi di pagamento tradizionali. Chainlink è ampiamente adottato da importanti infrastrutture di mercato, istituzioni finanziarie e protocolli DeFi per abilitare casi d’uso avanzati, tra cui Swift, Euroclear, MasterCard, Fidelity International, UBS, ANZ, Aave, GMX, Lido e molti altri.

Source: Chainlink

Chainlink risolve un problema fondamentale dei protocolli DeFi basati su blockchain: le blockchain sono ambienti isolati; per impostazione predefinita, non possono accedere a informazioni esterne.

Ciò le rende vulnerabili alla “manipolazione dell’oracolo dei prezzi”, dove i contratti intelligenti vengono eseguiti sulla base di dati falsi, ad esempio il prezzo errato di un titolo. Con Chainlink, tali contratti intelligenti devono eseguire automaticamente in base a eventi reali verificati.

Pertanto, Chainlink affronta direttamente questa forma di rischio di composabilità. Questo rende Chainlink utile per diversi casi d’uso:

  • Fornire prezzi di mercato altamente accurati e a prova di manomissione per criptovalute, materie prime e azioni.
  • Fornire numeri casuali crittograficamente sicuri direttamente on-chain per giochi blockchain e distribuzioni di NFT.
  • Protocollo di interoperabilità cross-chain (CCIP) per la comunicazione tra reti blockchain o con infrastrutture bancarie tradizionali come SWIFT.

Gli investitori nel token LINK dovrebbero, tuttavia, essere consapevoli che gli sviluppatori usano i token LINK per pagare gli operatori dei nodi Chainlink per il recupero, la validazione e la consegna dei dati.

Devono inoltre sapere che LINK non fornisce una proprietà azionaria diretta, ma una partecipazione nell’infrastruttura correlata.

Ultime Notizie e Sviluppi su Chainlink (LINK)

Studio di Riferimento

1. Massimo Bartoletti, Riccardo Marchesin e Roberto Zunino. A formal framework for the economic security of DeFi compositions. Journal of Logical and Algebraic Methods in Programming. 23 settembre 2026. Articolo: 101171. 10.1016/j.jlamp.2026.101171

Jonathan è un ex ricercatore biochimico che ha lavorato nell'analisi genetica e nelle sperimentazioni cliniche. Ora è un analista di titoli e scrittore finanziario con un focus su innovazione, cicli di mercato e geopolitica nella sua pubblicazione 'The Eurasian Century'.