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Le società di mining Bitcoin vendettero più di quanto produssero a luglio 2022

Il calo dei ricavi del mining nella prima metà del 2022 mise sotto pressione le società che finanziavano le attività vendendo i bitcoin prodotti. Nelle settimane precedenti questo articolo di agosto 2022, prezzi e ricavi giornalieri mostrarono una certa ripresa. Ciò consentiva vendite a prezzi migliori rispetto ai minimi recenti, ma non dimostrava che fossero redditizie al netto di tutti i costi.
Le società esaminate vendettero più BTC di quanti ne produssero a luglio 2022
I recenti risultati del secondo trimestre delle grandi società di mining indicavano una crescita della produzione di Bitcoin e dei ricavi di alcune società rispetto all’anno precedente, senza implicare un utile netto per tutte. Tuttavia, un report di Hashrate Index pubblicato il 9 agosto 2022 indicava che la maggioranza delle società del campione aveva venduto BTC a luglio e, fra quelle che avevano venduto, soltanto Riot aveva ceduto meno di quanto aveva prodotto.
I dati di luglio
Core Scientific (CORZ ) comunicò una produzione di 1.221 BTC e vendite per 1.975 BTC a luglio; i 1.121 BTC riportati nella tabella ripresa dall’articolo non coincidevano con il comunicato societario. Nel campione, Hut 8 (HUT ) e Marathon Digital (MARA ) produssero rispettivamente 330 e 72 BTC senza venderne. Le altre coppie produzione/vendite riportate erano: Bitfarms, 500/1.623 BTC; Riot, 318/275 BTC; Hive, 280/427,9 BTC; Argo Blockchain (ARBK ), 219/887 BTC; CleanSpark (CLSK ), 384/426 BTC; Iris, 154/154 BTC. Il rapporto indicava complessivamente 5.767,9 BTC venduti e 3.478 BTC prodotti. Erano totali del campione, non dell’intero settore; la discrepanza nei dati di Core richiede cautela anche nel confrontarli con le singole voci.

In quel periodo Hut 8 continuava a conservare i bitcoin prodotti, seguendo una strategia HODL. Nell’aggiornamento sulla produzione e sulle attività di luglio 2022, la società dichiarò di aver aggiunto 330 BTC, una media di 10,61 BTC al giorno, portando le riserve a 7.736 BTC tenuti in custodia. Il totale comprendeva i proventi del mining di ETH ricevuti in BTC.
Core Scientific pubblicò inoltre il 5 agosto la propria comunicazione sulle attività di luglio 2022. La produzione salì da 1.106 a 1.221 BTC, circa il 10,4%, nonostante le interruzioni legate al caldo estremo in vari impianti. La vendita di 1.975 BTC generò circa 44 milioni di dollari USA. Al 31 luglio la società deteneva 1.205 BTC e circa 83 milioni di dollari in liquidità. I proventi finanziarono soprattutto l’ampliamento dei data center e i pagamenti relativi a un ordine di 100.000 server ASIC effettuato presso Bitmain nel 2021, non a schede GPU.
Oltre al calo di Bitcoin, le società di mining negli Stati Uniti dovettero affrontare le ondate di caldo di luglio 2022. Hashrate Index segnalò riduzioni temporanee dei consumi da parte di numerosi operatori industriali per alleggerire e stabilizzare le reti elettriche. Queste interruzioni limitarono anche la produzione di alcune società.
Riserve dei miner in calo e possibile pressione di vendita
L’indicatore delle riserve dei miner stima i BTC nei wallet attribuiti ai miner; non è un censimento infallibile di tutte le loro disponibilità. Secondo i dati citati allora, le riserve aumentarono mentre Bitcoin oscillava prevalentemente fra 20.000 e 22.000 dollari a luglio 2022. Quando il prezzo tornò verso 24.000 dollari in agosto, un post su CryptoQuant segnalò deflussi da questi wallet e una diminuzione dell’indicatore. I trasferimenti possono precedere vendite, ma non dimostrano che ogni moneta trasferita sia stata venduta.

Alcuni analisti ritenevano che deflussi persistenti potessero aumentare la pressione di vendita e ostacolare la ripresa del BTC nel breve termine. Era un’interpretazione, non una previsione certa: contavano anche la domanda e altri fattori. In quel momento, nell’agosto 2022, Bitcoin non aveva ancora consolidato una permanenza sopra i 25.000 dollari.
Le azioni delle società di mining in ripresa
Anche le azioni di alcune società di mining si erano riprese, più che raddoppiando da metà luglio 2022. I dati di Yahoo Finance citati nell’articolo mostravano un rialzo del 144,18% per Marathon Digital, con sede in Nevada, nei 30 giorni terminati il 12 agosto 2022. Era un rendimento storico, non un’indicazione sui rendimenti futuri.

Nello stesso intervallo riportato, Core Scientific, Hut 8 e Riot Blockchain registrarono rialzi rispettivamente del 118,18%, 141,31% e 106,875%. L’articolo collegava la ripresa al miglioramento di Bitcoin e degli indicatori del mining, senza dimostrare che fossero le sole cause o che tutte le società fossero redditizie.
Redditività del mining, hashrate e difficoltà
Il grafico di BitInfoCharts citato allora mostrava una ripresa del suo indicatore di redditività del mining dopo il minimo di 22 mesi del 1º luglio 2022. Un indicatore della rete non coincide con l’utile netto di ogni società, che dipende dai rispettivi costi e dalle condizioni operative.

La difficoltà del mining era diminuita e, nell’ultima settimana di luglio 2022, risultava ai minimi da aprile secondo i dati citati. L’hashrate medio, una stima della potenza di calcolo dedicata alla rete, sembrava risalire dal minimo del 14 luglio, ma scese nuovamente all’inizio della settimana descritta nell’articolo. Sono osservazioni relative a quel periodo e soggette alle oscillazioni delle stime di rete.
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