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Binance accusata di mantenere una presenza in Cina nonostante il divieto interno sulle criptovalute

Dopo il divieto sulle offerte iniziali di token (ICO) del 2017, nel 2021 le autorità cinesi hanno qualificato come attività finanziarie illegali i servizi di scambio, emissione e derivati su criptovalute, compresi i servizi offerti via Internet da exchange esteri ai residenti della Cina continentale. Secondo un’inchiesta basata su documenti interni relativi al maggio 2023, tuttavia, Binance conservava un volume rilevante di operazioni riconducibili alla clientela cinese.
Binance non ha abbandonato del tutto il mercato cinese
Secondo i documenti citati dal Wall Street Journal martedì, nel maggio 2023 i clienti cinesi avrebbero generato circa 90 miliardi di dollari di scambi spot e futures su Binance. La Cina sarebbe stata quindi il maggiore mercato regionale della piattaforma, davanti alla Corea del Sud, cui erano attribuiti 1,39 miliardi di dollari di scambi spot e 56,9 miliardi di futures. Turchia, Vietnam e Isole Vergini Britanniche seguivano al terzo, quarto e quinto posto. Si tratta di volumi sulla piattaforma, non delle dimensioni dell’intero mercato cinese.
Secondo il resoconto del WSJ, i futures rappresentavano la maggior parte del volume mensile attribuito ai clienti cinesi, pari a 80,6 miliardi di dollari. Dei 5,6 milioni di utenti registrati con sede in Cina, 911.650 risultavano attivi nel periodo.
Un ex dipendente che aveva esaminato i documenti riferiva inoltre che, a gennaio 2023, circa 100.000 clienti cinesi erano classificati come “persone politicamente esposte” (PEP). Si tratta di persone che ricoprono o hanno ricoperto importanti funzioni pubbliche; le regole di verifica possono riguardare anche familiari e stretti collaboratori. I controlli rafforzati mirano a prevenire rischi di corruzione e riciclaggio: la classificazione non implica, di per sé, attività criminali.
Per contestualizzare, l’articolo indicava circa 128 milioni di utenti registrati nel mondo e un volume complessivo di scambi spot e futures su bitcoin di circa 670 miliardi di dollari nel maggio 2023. Il WSJ sosteneva inoltre che Binance avesse aiutato utenti cinesi a eludere i controlli geografici indirizzandoli indirettamente alla piattaforma internazionale. La notizia arrivava mentre Binance affrontava una crescente vigilanza regolamentare in diversi mercati in cui operava. I dati interni e le accuse restano attribuiti a quel resoconto.
Separatamente, The Information riportava che Binance aveva valutato la chiusura della controllata statunitense per proteggere le attività delle piattaforme principali.
La testata riferiva che il consiglio di amministrazione di Binance.US aveva discusso e votato la chiusura dell’attività negli Stati Uniti in vista delle indagini, senza raggiungere l’unanimità. Secondo il resoconto, l’allora CEO Brian Shroder si era opposto, mentre altri amministratori erano favorevoli. Changpeng Zhao (CZ), allora CEO di Binance e presidente del consiglio di Binance.US, non aveva commentato l’accuratezza della notizia. Non si trattava dell’annuncio di una chiusura effettiva.
Binance ha invece avviato il servizio giapponese il 1º agosto 2023. Il giorno precedente, la controllata di Dubai Binance FZE, distinta dalla società giapponese, aveva ottenuto una licenza Operational MVP dall’autorità di Dubai VARA. In quella fase, i servizi autorizzati a Dubai erano riservati a investitori istituzionali e clienti al dettaglio qualificati.
Binance lancia le offerte BNB per gli utenti giapponesi
L’allora CEO di Binance Changpeng Zhao, descrivendo il Giappone come un paese all’avanguardia nella regolamentazione del Web3, aveva annunciato il ritorno nel paese durante un intervento video alla conferenza WebX il martedì precedente.
La testata specializzata Coinpost riferiva martedì che Binance Japan avrebbe offerto 34 token, superando per numero di asset i principali operatori locali quali Bitbank, GMO Coin e Coincheck. L’annuncio ufficiale distingueva i 34 token supportati per la conversione dai 32 inizialmente disponibili per il trading spot.
Tra gli asset figuravano Solana (SOL), Astar (ASTR), Avalanche (AVAX) e Axie Infinity (AXS), oltre al debutto di BNB in Giappone. BNB è l’asset nativo di BNB Chain, non una stablecoin progettata per mantenere un prezzo stabile.
Oltre al trading spot e alla vendita o conversione di asset, la piattaforma annunciava Simple Earn, un servizio che consente di depositare criptovalute per ricevere ricompense. L’articolo menzionava anche il progetto di un marketplace NFT, da leggere come una previsione riportata all’epoca.
Binance Japan non prevedeva inizialmente il trading con leva, che utilizza fondi presi in prestito o altri meccanismi per ampliare l’esposizione e non richiede necessariamente compravendite ripetute. L’articolo spiegava che il servizio avrebbe richiesto il rispetto dei rigorosi requisiti per la registrazione come operatore di strumenti finanziari di tipo I. Gli utenti giapponesi della piattaforma globale avrebbero ricevuto una comunicazione separata dopo il 14 agosto 2023 per avviare la migrazione, comprensiva di una nuova verifica dell’identità.












