Sostenibilità
Dieci conoscenze della scienza del clima 2023/2024 per le decisioni politiche

L’edizione 2023/2024 di «Dieci nuove conoscenze della scienza del clima» ha presentato una valutazione scientifica delle questioni climatiche più urgenti. Il rapporto è stato preparato congiuntamente da:
- Earth League
- Future Earth
- World Climate Research Programme
Le tre organizzazioni hanno raccolto il contributo di ricercatori di primo piano di tutto il mondo, con l’obiettivo di fornire indicazioni affidabili ai
responsabili politici chiamati ad affrontare l’urgenza della crisi climatica.
Lo scopo era sostenere decisioni mirate e fondate sulle evidenze per ridurre le emissioni e adattarsi ai cambiamenti climatici.
Le conoscenze scientifiche
Le conoscenze seguenti non mirano a suscitare paura, ma a chiarire le possibilità d’intervento. Ogni punto è accompagnato da esempi di iniziative pertinenti.
1. «Il superamento di 1,5°C diventa sempre più probabile. È essenziale limitarne entità e durata.»
Secondo il rapporto, politiche insufficienti rendono sempre più probabile un superamento del riscaldamento a lungo termine di 1,5°C. Non significa che agire sia inutile: ogni riduzione conta. Occorre evitare il superamento per quanto possibile e ridurne al minimo l’entità e la durata per contenere i danni irreversibili. Un singolo anno oltre 1,5°C non equivale automaticamente al superamento dell’obiettivo climatico di lungo periodo dell’Accordo di Parigi.
Cosa si sta facendo attualmente?
Servono dati affidabili per valutare i progressi delle politiche. Il Climate Action Tracker è un progetto scientifico indipendente che monitora l’azione dei governi e la sua coerenza con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
2. «Un abbandono rapido, pianificato ed equo dei combustibili fossili è necessario per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.»
Le emissioni cumulative di CO₂ determinano in larga misura il riscaldamento. Le emissioni future associate alle infrastrutture fossili esistenti superano il bilancio di carbonio residuo per 1,5°C. Il rapporto raccomanda quindi una transizione più rapida e gestita, guidata dai paesi ricchi con sostegno a quelli con minori risorse. Non si tratta di un’unica soglia oltre la quale ogni effetto diventa improvvisamente irreversibile.
Cosa si sta facendo attualmente?
Un’organizzazione che sostiene la transizione è l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA). Questa agenzia intergovernativa offre analisi, consulenza e cooperazione sulle energie rinnovabili. Un articolo collegato tratta l’abbandono dei combustibili fossili e il ruolo dei veicoli elettrici. I milioni di morti premature potenzialmente evitabili riguardano la riduzione complessiva dell’inquinamento fossile, non il solo passaggio ai veicoli elettrici.
3. «Politiche solide sono fondamentali per portare la rimozione dell’anidride carbonica (CDR) alla scala necessaria.»
La rimozione di CO2 deve integrare, non sostituire, profonde riduzioni delle emissioni. Il rimboschimento è utile, ma non basta da solo. Altri metodi che rimuovono permanentemente CO2 dall’atmosfera richiedono un aumento di scala, politiche adeguate e sistemi affidabili di misurazione e verifica.
Cosa si sta facendo attualmente?
Una delle aziende che sviluppano tecnologie di rimozione del carbonio è Climeworks. La cattura diretta dall’aria con stoccaggio permanente (DAC+S) mira a prelevare CO2 dall’atmosfera. Il gas viene prima legato a un materiale assorbente; quando questo è saturo, viene riscaldato per rilasciare CO₂ concentrata. I partner possono poi stoccarla permanentemente nel sottosuolo, anche attraverso la mineralizzazione. Il beneficio netto deve tenere conto delle emissioni dell’energia e dell’intero processo.
4. “Un’eccessiva dipendenza dai serbatoi naturali di carbonio è una strategia rischiosa: il loro contributo futuro è incerto.”
Sia la terra sia gli oceani assorbono parte delle emissioni umane, ma il riscaldamento e il degrado degli ecosistemi possono indebolire tale funzione. Proteggere e ripristinare le foreste aiuta il clima e gli habitat. Non sostituisce però i tagli alle emissioni, né garantisce che l’assorbimento futuro rimanga invariato.
Cosa si sta facendo attualmente?
Il partenariato Trillion Trees sostiene protezione e ripristino delle foreste e prevenzione della deforestazione. Queste attività contribuiscono ai pozzi naturali di carbonio e alla biodiversità, anche se non possono risolvere da sole la crisi climatica.
5. “Una governance congiunta è necessaria per affrontare le emergenze interconnesse di clima e biodiversità.”
Le crisi del clima e della biodiversità sono collegate. Affrontarle separatamente può produrre interventi in conflitto. Il rapporto raccomanda di coordinare politiche e finanziamenti affinché le azioni climatiche tutelino anche gli ecosistemi.
Cosa si sta facendo attualmente?
La Piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES), istituita nel 2012, valuta le conoscenze scientifiche sulla biodiversità e sui benefici degli ecosistemi per le persone. Fornisce elementi per le decisioni politiche, ma non è un’autorità di regolamentazione globale. La collaborazione con la comunità scientifica del clima aiuta a collegare le due questioni.
6. “Gli eventi composti amplificano i rischi climatici e ne aumentano l’incertezza.”
Pericoli simultanei o ravvicinati possono causare danni superiori alla somma dei singoli effetti. L’agricoltura, per esempio, è esposta a caldo e siccità concomitanti o a crescita precoce seguita da gelate. I governi devono pianificare risposte coordinate tra settori e considerare l’incertezza di questi rischi composti.
Cosa si sta facendo attualmente?
Un esempio pertinente al finanziamento della resilienza è il seminario di avvio del Climate Finance Network in Sri Lanka nel 2022, descritto dall’UNDP con il titolo “Resilience in the Face of Climate Change”. L’incontro tra governi e partner dello sviluppo riguardava bilanci coerenti con il clima, accesso ai finanziamenti, trasparenza e inclusione di genere. Non documenta un programma globale dell’UNDP con quel nome dedicato specificamente a tutti gli eventi climatici composti.
7. “La perdita dei ghiacciai di montagna sta accelerando”
Il rapporto descrive minacce all’approvvigionamento idrico per circa due miliardi di persone a valle, oltre a rischi di inondazioni improvvise nelle comunità montane. Le conseguenze variano tra regioni.
Le osservazioni indicano una perdita di massa dei ghiacciai di 267 ± 16 gigatonnellate l’anno, accelerata negli ultimi due decenni. La fusione sotto la superficie dell’acqua, non pienamente inclusa nelle stime disponibili, potrebbe rendere la perdita globale circa il 12% superiore alle valutazioni precedenti. Le proiezioni stimano inoltre una riduzione del volume dei ghiacciai di circa il 26% con un riscaldamento di 1,5°C e del 41% con 4°C entro il 2100, rispetto al 2015. Sono stime globali dipendenti dallo scenario, non la stessa previsione per ogni ghiacciaio.
Cosa si sta facendo attualmente?
Il programma Hindu Kush Himalayan Monitoring and Assessment Programme (HIMAP), coordinato dall’ICIMOD, monitora e valuta la regione dell’Hindu Kush Himalaya. Le conoscenze su ghiacciai, acqua, ecosistemi e mezzi di sussistenza sostengono l’adattamento. Il nome non è “High Mountain Adaptation Partnership”.
8. «Cresce l’importanza di chi rimane nelle aree esposte ai rischi climatici, per scelta o per necessità.»
Alcune persone non possono spostarsi per vincoli economici, fisici o politici. Altre scelgono di restare per ragioni culturali, economiche o di legame con il territorio e la natura. Le politiche devono distinguere queste situazioni, sostenere diritti e adattamento di chi rimane e facilitare spostamenti sicuri quando necessari.
Cosa si sta facendo attualmente?
L’Iniziativa Nansen è stata un processo consultivo guidato dagli Stati nel 2012–2015 per costruire un consenso sulla protezione delle persone costrette a oltrepassare le frontiere a causa di disastri e degli effetti dei cambiamenti climatici. Dal 2016 il lavoro è proseguito con la Platform on Disaster Displacement. Questo ambito riguarda lo sfollamento transfrontaliero e non esaurisce le questioni relative a chi non può o non vuole spostarsi.
9. «Nuovi strumenti per applicare la giustizia rendono più efficace l’adattamento climatico.»
I piani di adattamento spesso trascurano la giustizia e incontrano finanziamenti internazionali insufficienti e distorsioni strutturali. Il rapporto esamina l’indice di giustizia dell’adattamento, le motivazioni dell’adattamento e l’adattamento guidato a livello locale (LLA). Questi strumenti favoriscono partecipazione, trasparenza e una distribuzione più equa di costi e benefici, affrontando anche le cause sociali ed economiche della vulnerabilità.
Cosa si sta facendo attualmente?
Il Fondo verde per il clima (GCF), istituito nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), finanzia mitigazione e adattamento nei paesi in via di sviluppo. Sono importanti l’attenzione alle comunità vulnerabili, l’accesso equo e la partecipazione locale. Il sostegno finanziario aiuta, ma non elimina automaticamente tutte le disuguaglianze.
10. “Riformare i sistemi alimentari contribuisce a un’azione climatica giusta.”
Il rapporto 2023/2024 attribuisce ai sistemi alimentari circa il 31% delle emissioni globali di gas serra. La trasformazione deve ridurre le emissioni e contrastare l’insicurezza alimentare, che grava particolarmente sui gruppi emarginati. Una gestione frammentata spesso ignora vulnerabilità sociali e differenze regionali.
Servono partecipazione inclusiva, collaborazione tra discipline e soluzioni adatte ai luoghi. Diete a basse emissioni, diversità produttiva e riduzione degli sprechi devono tener conto del contesto locale. Sufficienza, rigenerazione, distribuzione equa e contenimento del potere dominante delle imprese sono elementi della trasformazione.
Cosa si sta facendo attualmente?
La Global Alliance for Improved Nutrition (GAIN) collabora con governi e imprese per migliorare nutrizione e sistemi alimentari. Le attività comprendono l’arricchimento nutrizionale degli alimenti e il rafforzamento delle capacità. La copertura geografica cambia secondo programma e periodo; un dato storico non va presentato come una presenza attuale immutabile.
Attori del Settore
*Le tabelle riportano valori storici del periodo di pubblicazione dell’articolo nel 2023, non prezzi o valutazioni attuali. Le quotazioni dinamiche possono riferirsi a un altro momento. Verificare i dati prima di investire.*
1. Alphabet Inc.
GOOGL Grafico dei prezzi
GOOGL Grafico dei prezzi
| Capitalizzazione di mercato | Rapporto P/E | Utile per azione (EPS) |
| 1,636,028,940,000 | 25.17 | $5.21 |
Alphabet Inc. (GOOG ), società madre di Google, ha dichiarato la neutralità carbonica dal 2007 anche mediante compensazioni delle emissioni. Ciò non equivale a zero emissioni effettive. Dal 2017 Google ha abbinato il consumo elettrico annuo ad acquisti di energia rinnovabile; l’abbinamento annuale non significa fornitura senza carbonio a ogni ora. Nel piano discusso nel 2023, l’obiettivo era operare con energia priva di carbonio 24 ore su 24 entro il 2030. Gli investimenti in energia pulita sostengono questo obiettivo, ma non lo rendono un risultato già conseguito.
2. Unilever
UL Grafico dei prezzi
UL Grafico dei prezzi
| Capitalizzazione di mercato | P/E previsto 1 anno | Utile per azione (EPS) |
| 120,720,503,000 | 17.00 | N/A |
Nel piano climatico pertinente al 2023, Unilever puntava ad azzerare le emissioni delle proprie attività entro il 2030 e a raggiungere emissioni nette nulle nell’intera catena del valore entro il 2039, non a diventare negativa in termini di carbonio nel 2030. Un precedente obiettivo di dimezzamento dell’impronta riguardava l’impatto per uso dei prodotti, non indistintamente l’intera impronta aziendale. Il codice per l’agricoltura sostenibile e le collaborazioni sugli imballaggi rientravano nelle iniziative. L’affermazione secondo cui 26 marchi utilizzavano già materiali sostenibili al 100% non risulta dimostrata dalle fonti primarie esaminate e non viene presentata come un risultato accertato. Gli investitori devono valutare attuazione ed esiti.
3. Beyond Meat
BYND Grafico dei prezzi
BYND Grafico dei prezzi
| Capitalizzazione di mercato | P/E previsto 1 anno | Utile per azione (EPS) |
| 586,683,290 | -2.73 | $-3.89 |
Beyond Meat (BYND ) sviluppa alternative vegetali alla carne. Una valutazione del ciclo di vita dell’Università del Michigan del 2018, commissionata dall’azienda, confrontava il Beyond Burger di allora con un hamburger statunitense contenente un quarto di libbra di manzo. Lo studio stimava circa il 90% in meno di emissioni di gas serra, il 46% in meno di energia, il 93% in meno di impatto sull’uso del suolo e oltre il 99% in meno di impatto sulla scarsità idrica. Questi risultati valgono per quel prodotto, confronto e metodo, non automaticamente per tutti i prodotti o tipi di carne.
Considerazioni Finali
“Dieci nuove conoscenze della scienza del clima 2023/2024” collegava riduzione delle emissioni, abbandono dei combustibili fossili, rimozione responsabile della CO₂ e adattamento a biodiversità e giustizia. Evitare e limitare il superamento di 1,5°C rimane un obiettivo che richiede interventi urgenti.
Gli esempi mostrano contributi diversi delle iniziative. Il rapporto sottolinea che l’azione collettiva urgente deve comprendere la valutazione dei risultati e il sostegno alle comunità più colpite.












