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Dieci progetti e fornitori che collegano IoT e blockchain

L’Internet delle cose (IoT) può migliorare la tracciabilità e gli scambi di dati tra macchine. La tecnologia trova applicazione in numerosi settori. L’integrazione con registri distribuiti può aggiungere strumenti per verificare identità, condividere informazioni e automatizzare operazioni, a seconda della progettazione del sistema.
‘IoT’ – L’Internet delle Cose
L’Internet delle cose comprende miliardi di dispositivi connessi in tutto il mondo. Sensori, attuatori e collegamenti di rete consentono a questi dispositivi di raccogliere informazioni e interagire con altri sistemi. Alcune applicazioni permettono anche lo scambio di valore in tempo reale.
Vantaggi dell’IoT
I dispositivi IoT sono importanti per l’automazione: monitorano processi e possono ridurre la necessità di interventi manuali. Possono inoltre limitare ritardi ed errori dovuti al trasferimento dei dati tra sistemi, per esempio quando le informazioni su carta devono essere inserite a mano.
Tra le applicazioni figurano la tracciabilità delle filiere e le identità digitali delle macchine. Di seguito presentiamo dieci progetti e fornitori legati a IoT e blockchain, senza un ordine di classifica. Non sono tutti blockchain autonome.
1. IOTA
IOTA è uno dei progetti più conosciuti nell’ambito dei registri distribuiti per l’IoT. Nato nel 2015, ha sviluppato un’infrastruttura per lo scambio di dati e valore tra dispositivi e per applicazioni programmabili. Le funzionalità disponibili dipendono dalla versione e dai componenti della rete.
Nel contesto storico di questo articolo, IOTA utilizza il Tangle, una struttura a grafo aciclico diretto (DAG). Il Tangle è una struttura del registro, non semplicemente il nome di un algoritmo di consenso. Il suo scopo è supportare il trasferimento e la registrazione verificabile di dati e valore.
Il token IOTA, storicamente indicato anche con la denominazione MIOTA per un milione di unità, è utilizzato nell’ecosistema ed è negoziabile su vari exchange. Non tutte le operazioni sui dati richiedono il pagamento di commissioni nel modo tipico delle altre blockchain.
Il progetto ha affrontato incidenti di sicurezza e ha introdotto aggiornamenti negli anni. Chrysalis, nel 2021, ha modificato in modo sostanziale l’infrastruttura. La maturità del progetto non elimina i rischi tecnici.
2. Helium
Helium è un altro progetto con una lunga storia di sviluppo. La società fu fondata nel 2013 da Amir Haleem, Shawn Fanning e Sean Carey; la rete IoT fu lanciata nel 2019. Il suo obiettivo era offrire un modello alternativo per la connettività wireless.

Fonte – Helium
Helium utilizza reti di infrastrutture fisiche decentralizzate (DePIN). La componente IoT impiega hotspot LoRaWAN per collegare dispositivi a basso consumo su ampie distanze. LoRaWAN non è un protocollo che funziona attraverso Wi-Fi, VPN, CDN e 5G: queste sono tecnologie e servizi distinti.
HNT svolge un ruolo nell’economia della rete. I trasferimenti di dati vengono pagati tramite Data Credits, ottenibili convertendo HNT secondo le regole del protocollo. Helium è migrata su Solana nel 2023. La governance della comunità contribuisce a definire gli aggiornamenti del sistema.
3. Chainlink
Nel 2017 Sergey Nazarov e Steve Ellis presentarono il protocollo Chainlink. Chainlink non è una blockchain autonoma né un insieme di soli sensori fisici: fornisce reti di oracoli che collegano gli smart contract a dati, eventi e servizi esterni.
Gli oracoli sono importanti nella DeFi, per esempio per fornire prezzi e altri dati di mercato. Le reti decentralizzate di Chainlink aggregano informazioni da più fonti e operatori, riducendo la dipendenza da un unico fornitore. Questo approccio mitiga alcuni rischi, ma non garantisce che ogni dato sia corretto.
I dispositivi IoT possono fornire dati utilizzabili da un sistema di oracoli, come misurazioni ambientali, posizione e stato delle merci. Occorre comunque verificare l’affidabilità dei sensori e il collegamento tra dati digitali e realtà fisica.
Chainlink offre strumenti per collegare dati e servizi esterni agli smart contract. Protezione delle informazioni sensibili e correttezza dipendono dalla soluzione concreta. L’integrazione con nuovi dispositivi e settori costituisce una possibile area di sviluppo, non un risultato commerciale garantito.
4. IoTex
IoTeX è un fornitore di infrastruttura blockchain open source per IoT e DePIN. Il progetto nacque nel 2017; tra i fondatori figurano Raullen Chai, Qevan Guo, Xinxin Fan e Jing Sun. La rete mira a sostenere applicazioni che collegano dispositivi e servizi digitali.
IoTeX presenta un’infrastruttura per identità dei dispositivi, scambio di dati e applicazioni connesse. La sicurezza deve essere valutata in base ai meccanismi tecnici e agli audit pertinenti; notorietà e volume delle transazioni, da soli, non dimostrano che una rete sia la più sicura.
IoTeX è compatibile con la macchina virtuale di Ethereum (EVM), non con lo standard EMV delle carte di pagamento. Questa compatibilità consente agli sviluppatori di usare strumenti e smart contract dell’ecosistema Ethereum, pur verificando eventuali differenze operative.
5. VeChain
VeChain si è sviluppata con un’attenzione particolare alla logistica e alla tracciabilità. Il cofondatore Sunny Lu era stato CIO di Louis Vuitton China. La sua esperienza nelle filiere della moda ha contribuito all’orientamento del progetto verso applicazioni aziendali.
La piattaforma combina smart contract, token e integrazioni con dispositivi IoT. Questi strumenti possono registrare posizione e stato dei beni, ma l’autenticità delle informazioni dipende anche dalla qualità dei dati raccolti.
VeChain utilizza due token con ruoli diversi. VET è il token nativo, mentre VTHO, chiamato anche VeChainThor Energy, serve a pagare il gas per transazioni e smart contract. VeChainThor è il nome della blockchain, non il nome del token delle commissioni.
6. NetObjex
NetObjex offre soluzioni per collegare IoT, registri distribuiti e gestione dei dati. La standardizzazione può ridurre il lavoro duplicato e facilitare la compatibilità tra dispositivi, un aspetto importante per l’adozione su larga scala.
Le sue soluzioni includono identità digitali per dispositivi e integrazioni con token non fungibili (NFT). Un’identità registrata può aiutare a controllare gli accessi, ma non sostituisce tutti i controlli necessari per autenticare l’hardware e proteggere i dati.
NetObjex propone anche servizi di sicurezza informatica e soluzioni Web3 e AI. È quindi un fornitore di applicazioni e infrastrutture, da distinguere da una blockchain IoT autonoma.
7. ArcTouch
ArcTouch sviluppa applicazioni e prodotti digitali per le imprese. Le sue competenze comprendono IoT, AI e blockchain. Il costo e la fattibilità di un’integrazione dipendono dalle esigenze del cliente, non sono uguali per qualsiasi azienda.
L’azienda offre servizi per collegare dispositivi e applicazioni, gestirne le identità e progettare l’esperienza utente. Tra gli ambiti citati figurano smart TV, assistenti vocali e dispositivi indossabili.
L’integrazione di AI, sensori e registri distribuiti può supportare nuove applicazioni. ArcTouch è però un fornitore di sviluppo software, non un protocollo blockchain aperto sul quale chiunque possa necessariamente operare. Trasparenza e sicurezza dipendono dalla soluzione realizzata.
8. Suffescom Solutions Inc
Suffescom Solutions è un fornitore di servizi di sviluppo software che propone soluzioni legate ad AI, blockchain e IoT. Non va confuso con una blockchain autonoma progettata specificamente per sostituire reti ad alto consumo energetico.
Il consumo energetico di AI, blockchain e dispositivi IoT varia in funzione dell’hardware, del carico di lavoro e, per i registri distribuiti, del meccanismo di consenso. Le eventuali riduzioni devono essere misurate rispetto a un caso concreto.
L’azienda offre sviluppo di applicazioni per settori come trasporti, agricoltura, immobiliare, filiere e servizi pubblici. L’impiego di Ethereum o di altre tecnologie, così come l’impronta ambientale, dipende dal singolo progetto.
9. Blockchain for Energy
Blockchain for Energy è un consorzio non profit di aziende energetiche. In collaborazione con Enovate AI ha sviluppato soluzioni per la gestione delle emissioni, combinando dati IoT, registri distribuiti e analisi. I sensori possono fornire misurazioni tempestive, mentre AI e apprendimento automatico possono aiutare a rilevare anomalie. Rimangono necessari controlli sulla qualità dei dati.
Il progetto utilizza anche la tecnologia di registro distribuito Hedera e modelli sviluppati nell’ambito dell’InterWork Alliance (IWA). L’IWA è un’organizzazione che promuove standard di interoperabilità, non semplicemente un elenco di regole che elimina automaticamente i silos informativi.
I silos informativi sono insiemi di dati isolati, difficili da condividere o utilizzare con altri sistemi. Possono ostacolare logistica e gestione delle filiere. Collegare dati IoT e registri condivisi può ridurre questi problemi se formati, accessi e procedure sono compatibili.
10. SealSQ
SEALSQ, produttore di semiconduttori e soluzioni di sicurezza, ha annunciato una collaborazione con CarbonMinus per strumenti di gestione delle emissioni. L’obiettivo è aiutare le imprese a monitorare energia e risorse e a condividere informazioni sulle iniziative di decarbonizzazione.
Il progetto comprende anche token collegati al carbonio e strumenti per finanziare e tracciare iniziative ambientali. Un token, da solo, non dimostra una riduzione reale delle emissioni: servono misurazioni e criteri di verifica adeguati.
Dieci progetti e fornitori per IoT e blockchain
Numerosi progetti cercano di collegare dispositivi connessi e registri distribuiti. Quelli presentati coprono ruoli diversi, dalla connettività agli oracoli, fino allo sviluppo software. Il loro futuro dipenderà dall’utilità concreta, dalla sicurezza, dai costi e dall’adozione da parte di imprese e utenti.
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