Stablecoin
L’ascesa delle stablecoin: come supereranno le reti di pagamento tradizionali

Le stablecoin sono attività digitali progettate per mantenere un prezzo vicino a quello di una valuta o di un altro bene di riferimento. Sono utilizzate per trasferimenti e regolamenti, ma la stabilità non è garantita: contano la qualità delle riserve, il diritto al rimborso, l’emittente e la rete impiegata.
Uno dei segmenti a più rapida crescita
Il rapporto Big Ideas 2025 di ARK Invest documenta una forte crescita delle stablecoin fino al 2024. Offerta e volumi sono fotografie di un periodo preciso; prima di usarli per valutazioni attuali occorre consultare dati aggiornati.
Cos’è una stablecoin?
Una stablecoin mira a seguire un valore di riferimento, spesso un dollaro USA. Il collegamento può basarsi su riserve monetarie, titoli a breve termine, garanzie in criptovalute o incentivi algoritmici. Il prezzo effettivo e la possibilità di rimborso possono però discostarsi dall’obiettivo.
Le stablecoin consentono di trasferire valore sulle blockchain. L’obiettivo di prezzo non è una garanzia: quotazione, costi e possibilità di riscatto dipendono dalla struttura del token e dalle condizioni di mercato.
In paesi come Brasile, Nigeria, Turchia, Indonesia e India alcuni utenti ricorrono a token denominati in dollari per pagamenti o risparmio. Devono comunque considerare cambio, custodia, commissioni, disponibilità del rimborso e norme locali: non esiste una protezione automatica dall’inflazione.
Tipi di stablecoin
Le principali strutture comprendono riserve in valuta fiat, oro o altre materie prime, garanzie in criptoattività e meccanismi algoritmici. Tutte puntano alla stabilità, ma i rischi e i diritti dei possessori sono diversi.
Algoritmica
I modelli algoritmici modificano offerta o incentivi tramite regole informatiche. Alcuni usano un secondo token come sostegno. Questo non assicura il cambio di uno a uno con il dollaro: in una crisi di fiducia il meccanismo può fallire.
I primi esperimenti algoritmici mostrarono i limiti di una garanzia in criptoattività volatili. Variazioni automatiche dell’offerta potrebbero non bastare a difendere l’ancoraggio durante una corsa alle vendite.
Anche algoritmi più recenti o garanzie differenti non eliminano il rischio. La qualità delle attività poste a garanzia, la liquidità e il funzionamento del rimborso vanno verificati in condizioni di mercato difficili.
Supportata da oro
Un token collegato all’oro afferma di rappresentare una determinata quantità di metallo. Prima di acquistarlo è necessario capire chi custodisce l’oro, chi ne detiene la proprietà, come viene verificato e se il token è rimborsabile.
Un token garantito da oro dovrebbe conferire un diritto ben definito su una quantità di metallo. Proprietà, custodia, verifiche e condizioni di rimborso determinano il valore effettivo di quel diritto.
Una ricevuta digitale sull’oro può agevolare i trasferimenti, ma commercio internazionale, custodia e rimborso sono soggetti a regole. Un token sostenuto genericamente da attività minerarie non equivale a un diritto su lingotti fisici custoditi in un caveau.
Supportata da fiat
Le stablecoin con riserve in valuta fiat sono il gruppo più diffuso. Gli emittenti possono detenere contanti e titoli pubblici a breve scadenza. Composizione delle riserve, depositari e diritti di rimborso variano da un progetto all’altro.

Fonte – Tether (USDT)
La diffusione non rende un token privo di rischio. Occorre leggere rendiconti sulle riserve, condizioni di rimborso ed eventuali attestazioni indipendenti.
Storia delle stablecoin
Prima delle blockchain esistevano servizi di saldi digitali collegati all’oro. E-gold ne è un esempio, ma non era una stablecoin su blockchain e non fu lanciato nel 2009 come «prima stablecoin», contrariamente a quanto affermava il testo originale.
E-gold permetteva lo scambio di saldi digitali collegati all’oro. Precedeva le stablecoin su blockchain e non va presentato come la prima di esse.
Gli utenti di E-gold trasferivano saldi digitali che rappresentavano un credito sull’oro. Il servizio ebbe gravi problemi giudiziari legati al riciclaggio e terminò. Il caso mostra l’importanza della governance e della conformità dell’operatore.
2014 BitUSD
BitUSD comparve nel 2014 nell’ecosistema BitShares e cercava di mantenere un prezzo di un dollaro con garanzie in criptoattività. Il risultato dipendeva dal valore della garanzia e dagli incentivi di mercato. Anche NuBits fu un esperimento di quell’epoca: nessuno dei due va scambiato per un deposito bancario garantito.
Lancio di Realcoin (Tether USDT)
Realcoin, poi chiamato Tether USDT, nacque nel 2014 con l’obiettivo di seguire il dollaro. La composizione delle riserve e le politiche dell’emittente sono cambiate negli anni; i dati del 2025 non descrivono necessariamente la situazione presente.
Realcoin assunse in seguito il nome Tether. Le riserve di USDT non sono state identiche in ogni periodo: per valutarle non basta la vecchia affermazione di una copertura interamente in contanti.
USDT è tra le stablecoin più utilizzate. Il suo uso diffuso non elimina i rischi delle riserve, del rimborso, della trasparenza e delle reti su cui circola. Per valutarli servono le comunicazioni più recenti dell’emittente.
2017 MakerDAO
DAI di MakerDAO utilizza garanzie le cui tipologie e soglie possono variare secondo le decisioni di governance. L’affermazione originale secondo cui ogni DAI richiederebbe sempre 1,70 dollari di ETH è una semplificazione non valida per ogni garanzia o periodo.
Crollo di TerraUSD nel 2022
TerraUSD perse l’ancoraggio al dollaro nel maggio 2022, mentre crollava anche il token LUNA collegato. La crisi riguardò il meccanismo algoritmico di conversione e gli incentivi, non un semplice calo temporaneo di riserve in contanti.
Stablecoin remunerate
Alcuni token o prodotti collegati distribuiscono rendimenti ottenuti dalle riserve o dalla finanza decentralizzata. Un rendimento maggiore porta rischi aggiuntivi di controparte, liquidità e contratto intelligente; non è un interesse su un deposito protetto.
Come le stablecoin continuano a rimodellare il mercato
Le stablecoin possono abbreviare i tempi di regolamento di alcuni trasferimenti. La diffusione di token denominati in dollari può però estendere l’uso digitale del dollaro: descriverla in generale come dedollarizzazione sarebbe fuorviante.
Interesse al dettaglio
Per confrontare i pagamenti bisogna includere commissioni di rete, conversione valutaria, intermediari e rimborso. Il solo costo di una transazione on-chain non è direttamente confrontabile con quello complessivo di una carta.
Nuove opportunità
Ethereum e reti come Arbitrum, Base e Optimism offrono costi e capacità diversi. La domanda di stablecoin, da sola, non dimostra perché cambi il valore di mercato dei token di queste reti.
Fonte del confronto: ARK Invest, Big Ideas 2025, pag. 41. Valore dei trasferimenti e numero di operazioni misurano aspetti diversi.
Volume delle transazioni vs. Visa & Mastercard
Secondo Big Ideas 2025, nel 2024 il valore annualizzato dei trasferimenti in stablecoin fu circa 15,6 bilioni di dollari: circa il 119% del valore di Visa (V ) e il 200% di quello di Mastercard (MA ). Il numero di trasferimenti era però circa 110 milioni al mese, soltanto lo 0,41% delle operazioni Visa e lo 0,72% di quelle Mastercard. Un valore più elevato non equivale quindi a più pagamenti al dettaglio; anche periodi e metodi di conteggio differiscono.
Considerazioni normative e di sicurezza
Norme, solidità dell’emittente, custodia e sicurezza della rete incidono sui rischi. Le regole variano tra giurisdizioni e sono cambiate dal 2025. La previsione allora riportata su una futura disciplina statunitense va letta nel suo contesto temporale: nel 2025 l’amministrazione statunitense annunciava di lavorare a nuove regole.
Trasparenza
Una buona trasparenza richiede dati comprensibili sulle attività di riserva, sul depositario, sul rimborso e sulle verifiche indipendenti. Anche un rapporto pubblicato non elimina ogni rischio. Il crollo di TerraUSD ha mostrato la fragilità di un determinato modello algoritmico.
Considerazioni di investimento
Possedere una stablecoin è diverso dall’investire nelle azioni di un emittente o nel token nativo della blockchain utilizzata. Più pagamenti in stablecoin non implicano automaticamente rendimenti per quegli altri asset.
Tether e Circle hanno detenuto titoli del Tesoro statunitense nelle rispettive riserve. Importi e posizioni in classifica cambiano: il numero fisso indicato nel testo originale non descrive necessariamente la situazione attuale.
Gli emittenti di stablecoin in dollari possono detenere titoli del Tesoro USA a breve termine come riserva. La crescita dei token può aumentarne la domanda, ma l’effetto dipende da composizione delle riserve, mercato e norme applicabili.
Il futuro delle stablecoin come strumento finanziario mainstream
I dati ARK riferiti al 2024 mostrano una crescita notevole e trasferimenti di valore elevato. L’uso futuro dipenderà dall’affidabilità del rimborso, dalla sicurezza, dalla tutela degli utenti e dai vantaggi reali rispetto ai sistemi di pagamento esistenti.
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