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La SEC ritarda la domanda di ETF ARK 21Shares e apre un periodo di commenti di 21 giorni

Non sorprende che la Securities and Exchange Commission (SEC) abbia rinviato la decisione sulla quotazione dell’ARK 21Shares Bitcoin ETF, che dovrebbe seguire il prezzo spot di bitcoin. L’11 agosto la SEC ha avviato un procedimento di esame, anziché approvare o respingere la proposta entro la precedente scadenza del 13 agosto. Ha inoltre aperto un periodo di 21 giorni per presentare osservazioni, decorrente dalla pubblicazione nel Federal Register, e di 35 giorni per le repliche. La durata complessiva dell’esame può arrivare a 240 giorni dalla pubblicazione della proposta iniziale, collocando la scadenza definitiva per questa domanda a gennaio 2024.
Reazione del mercato
Pochi giorni prima, secondo le dichiarazioni riportate all’epoca, l’amministratrice delegata di ARK Invest Cathie Wood aveva detto di aspettarsi un rinvio. Questa aspettativa, insieme alle numerose esperienze precedenti degli investitori in asset digitali, può spiegare la reazione relativamente contenuta del mercato: il rinvio sembrava già scontato nei prezzi.
Approvazioni simultanee?
Sembra crescere la convinzione che un’eventuale approvazione di un ETF spot su bitcoin non riguarderà un solo prodotto. Molti osservatori ritengono che la SEC possa approvare più proposte contemporaneamente, per diversi motivi:
- Le proposte in esame presentano numerose somiglianze e prevedono meccanismi analoghi di sorveglianza del mercato.
- Approvazioni simultanee eviterebbero che un singolo operatore ottenga un vantaggio entrando per primo sul mercato.
Evitare un vantaggio per il primo operatore può inizialmente sembrare equo. Dal punto di vista delle società specializzate in asset digitali, tuttavia, potrebbe sminuire anni di perseveranza se le approvazioni arrivassero soltanto quando anche la finanza tradizionale decide di entrare nel settore.
In attesa della causa Grayscale?
Anche la causa in corso tra Grayscale e la SEC potrebbe incidere sulle valutazioni dell’autorità, ma il provvedimento non la indica come motivo del rinvio. Grayscale, gestore del grande fondo bitcoin GBTC, ha fatto ricorso nel 2022 contro il rifiuto di convertirlo in un ETF spot su bitcoin. Un argomento centrale è che la SEC aveva già approvato ETF sui futures di bitcoin, considerati da alcuni investitori più rischiosi dei prodotti spot.
Al momento della pubblicazione alcuni osservatori si aspettavano una decisione nel quarto trimestre del 2023. Il rinvio potrebbe quindi essere interpretato come un modo per attendere il verdetto prima di decidere la prossima mossa, ma si tratta di un’ipotesi sulle intenzioni della SEC, non di un nuovo rigetto della proposta.
Aumenta la pressione
La pressione sulla SEC cresce. Le nuove domande per ETF su bitcoin non provengono più soltanto da società di nicchia specializzate in asset digitali, ma anche da alcuni dei maggiori gestori patrimoniali del mondo. Secondo la valutazione dell’articolo, se aziende come BlackRock ritengono il mercato abbastanza maturo da associare il proprio nome a un simile prodotto, e i loro dirigenti promuovono i potenziali vantaggi di bitcoin, diventa più difficile giustificare un rifiuto.












