Fintech Notizie

L’opportunità di investimento dietro la banca digitale

mm
Aggiungi Securities.io alle tue fonti preferite su Google

Il sistema finanziario tradizionale era ancorato alle banche e alla loro presenza fisica nelle filiali locali. Era lì che persone e aziende si recavano per aprire conti, effettuare depositi, prelevare e trasferire denaro, richiedere prestiti, aprire conti di intermediazione, ecc.

Col passare del tempo, l’importanza di queste filiali è diminuita, poiché sempre più attività finanziarie sono state digitalizzate e l’accesso a esse è passato online.

Il cambiamento più radicale, però, è avvenuto con l’emergere delle società fintech (tecnologia finanziaria), che hanno sfruttato Internet per creare esperienze cliente nettamente migliori nella gestione del denaro: costi più bassi o nulli, maggiore rapidità, interamente online, procedure più semplici o senza necessità di modulistica, ecc.

L’impatto di ciò sull’attività bancaria tradizionale non è sempre chiaro. Da un lato, ci si aspetta che riduca l’utilità del modello tradizionale delle filiali bancarie. Dall’altro, una presenza umana effettiva in un edificio fisico può ancora essere preziosa in molti modi.

Due ricercatori dell’University College London (UK) e della Qatar Foundation hanno indagato gli effetti dell’ingresso delle fintech in un mercato su filiali bancarie, conti e sportelli automatici (ATM). Le loro stime strumentali associano l’ingresso delle fintech a una riduzione di ATM e filiali, sebbene la magnitudine e la direzione degli effetti più ampi varino per regione, penetrazione di Internet e capitalizzazione bancaria.

Hanno pubblicato i loro risultati in International Review of Economics & Finance1, sotto il titolo “Fintech e il futuro della banca: concorrenza, complementarità e dinamiche regionali.”

Dal banking tradizionale alle Fintech

Storicamente, il banking è un’attività molto intensiva in capitale che richiedeva una forte presenza locale per funzionare, con ogni banca costretta a costruire e gestire filiali locali. Ciò generava costi, ma anche un forte vantaggio competitivo, limitando la possibilità per i nuovi entranti con risorse minori di accedere al mercato.

“Le filiali ancorano le relazioni locali e il cross‑selling, gli ATM convertono i depositi in liquidità, e la proprietà del conto misura l’inclusione efficace. Ognuno di questi pilastri comporta costi fissi che scalano con la popolazione e la presenza fisica.”

Con il progresso della tecnologia digitale, tuttavia, una vasta rete fisica non era più l’unico modo praticabile per distribuire servizi finanziari. Dai primi giorni della creazione di aziende come PayPal, che hanno reso possibili i pagamenti online, le società fintech sono cresciute da un piccolo gruppo di startup di pagamento a metà degli anni 2000 a un settore distribuito a livello globale, che ha raccolto oltre 400 miliardi di dollari di capitale da investitori tra il 2005 e il 2021.

L’arrivo delle fintech nel mercato può avere due possibili effetti:

  • Essere complementare, con le banche che adottano strumenti fintech tramite partnership, partecipazioni azionarie e acquisizioni per trattenere i clienti e ridurre i costi di onboarding.
  • Essere un sostituto diretto che comprime i margini bancari e accelera la chiusura dei canali fisici.

Quindi non si tratta di un caso netto in cui le fintech competono sempre direttamente con le banche. Per esempio, è stato dimostrato che le fintech ampliano la portata delle banche rurali in Cina e hanno anche un ruolo positivo nell’accesso finanziario in tutta l’Africa.

La reazione delle banche alle fintech è valutata in questo studio attraverso tre metriche principali: filiali per 100.000 adulti, conti per 1.000 adulti e sportelli automatici per 100.000 adulti.

Reazioni delle banche alle fintech

Le banche possono modificare rapidamente alcune parti della loro infrastruttura fisica, ma con minore rapidità per altre. Per esempio, gli ATM sono più facili da rimuovere o trasferire a reti esternalizzate. Nel frattempo, le filiali sono lente da razionalizzare a causa di costi di locazione, lavoro e reputazione.

In secondo luogo, le banche stesse stanno investendo in fintech interne, inclusi applicazioni mobili, procedure elettroniche di know‑your‑customer e trasferimenti istantanei.

Questi investimenti interni complicano la relazione tra l’ingresso delle fintech esterne e l’infrastruttura fisica. I canali digitali propri di una banca possono ridurre il valore delle filiali e degli ATM, ma possono anche aiutare la banca a competere con le fintech esterne. Lo studio non ha misurato direttamente gli investimenti fintech interni delle banche, quindi ciò rimane parte dell’interpretazione degli autori piuttosto che un meccanismo testato in modo indipendente.

Le reazioni delle banche variano anche da paese a paese, poiché l’infrastruttura di supporto all’intermediazione digitale, in particolare la penetrazione di Internet, la normativa e la profondità bancaria esistente, differiscono in modo misurabile.

Per questo motivo, lo studio ha incluso dati provenienti da 103 paesi coprendo il periodo dal 2005 al 2021, utilizzando i dati degli Indicatori di Sviluppo Finanziario della Banca Mondiale. L’attività fintech è stata ricavata da Crunchbase, anche se ciò potrebbe sottostimare l’attività fintech informale e l’attività nei paesi non anglofoni.

FinTech contro le banche

Una storia regionale

Forse la scoperta più importante di questo studio è che l’impatto delle fintech sulle banche è altamente variabile a seconda della regione.

L’Europa mostra l’effetto di sostituzione più evidente, con forti impatti sia sulle filiali sia sulle reti di sportelli ATM. Parte di questo effetto è anche legata allo sviluppo interno di fintech, poiché le banche della regione operano modelli ibridi che mantengono punti fisici selettivi accanto ai canali digitali.

In Asia e nel Consiglio di Cooperazione del Golfo, gli effetti diretti sono stati relativamente attenuati. Una possibile spiegazione è che le banche consolidate assorbono le funzioni fintech attraverso partnership e sviluppo interno anziché cedere quote di mercato. Tuttavia, i ricercatori non hanno misurato direttamente l’attività di partnership. I risultati potrebbero anche riflettere una penetrazione fintech più bassa rispetto a una rete bancaria già densa.

In Africa, il modello è costituito da fintech finanziati che operano tramite il banking agente e partnership che co-sviluppano punti di contatto fisici anziché sostituirli. Gli autori dello studio lo descrivono come “profondimento finanziario come precursore dell’estensione”.

“In Africa, i fintech finanziatori coesistono con l’espansione delle filiali, coerente con piattaforme creditizie guidate dall’inclusione che si affidano all’infrastruttura bancaria per la consegna dell’ultimo miglio.”

Altre correlazioni

Gli autori hanno anche esaminato l’effetto delle fintech su diverse attività bancarie e finanziarie.

Le assicurazioni tendono a correlarsi direttamente con le filiali bancarie, risultato coerente con la distribuzione integrata tramite accordi di bancassicurazione.

In linea con i risultati in Africa e in Europa, sembra che il numero di società fintech sia inizialmente positivamente legato al numero di sportelli ATM quando la penetrazione di Internet è bassa (“profondimento finanziario”), per poi diventare negativamente correlato a livelli più alti di penetrazione, poiché l’effetto di sostituzione prevale, con i pagamenti digitali che sostituiscono il contante.

In Africa, la sostituzione degli sportelli ATM da parte delle fintech avviene tramite le infrastrutture di denaro mobile, mentre in Europa avviene tramite pagamenti contactless e portafogli elettronici che comprimono l’uso pro capite degli sportelli ATM.

La crescita dei conti è stata associata all’ingresso delle fintech sia in Africa sia in Europa, sebbene la stima europea provenga da un campione relativamente piccolo. Gli autori interpretano ciò come coerente con l’onboarding digitale che compensa la perdita delle filiali fisiche. Asia e GCC hanno prodotto un risultato diverso, con la stima strumentale che associa l’ingresso delle fintech a un minor numero di conti.

L’effetto delle fintech può essere modulato anche dalle condizioni delle banche. I dati mostrano che le banche capitalizzate espandono la densità delle filiali insieme all’ingresso delle fintech, coerente con modelli ibridi.

Considerazioni per gli investitori

Le fintech non sostituiscono completamente le filiali bancarie e gli sportelli ATM, ma hanno sicuramente un impatto significativo su di essi, sia che siano sviluppate internamente sia esterne.

Il risultato è che pagamenti digitali, onboarding elettronico, denaro mobile e servizi finanziari integrati stanno trasformando le filiali in centri relazionali selettivi anziché punti di transazione di routine.

Ciò significa che le istituzioni finanziarie tradizionali potrebbero ancora trarre vantaggio dalla loro rete di filiali legacy, poiché essa le aiuta a operare su canali digitali, fisici e commerciali.

Significa anche che le banche più capitalizzate sono quelle che beneficiano maggiormente delle fintech, attraverso lo sviluppo di un modello ibrido che replica internamente le fintech (caso europeo) o che co-opta e integri fintech esterne (caso Asia/GCC).

Nei paesi in via di sviluppo (caso Africa), le fintech stanno effettivamente aiutando le banche a far crescere il loro mercato e a raggiungere una più ampia fetta della popolazione, ampliando i mercati dei servizi finanziari per tutti gli attori. In questo contesto specifico, l’espansione delle fintech in un paese dovrebbe probabilmente essere vista come un segnale rialzista per le azioni bancarie.

Tuttavia, gli investitori dovrebbero essere cauti nel non sovrainterpretare i risultati di questo studio. In particolare, la metrica per valutare la diffusione delle fintech (dati Crunchbase) potrebbe non raccontare l’intera storia. Inoltre, le fonti dei dati dello studio si fermano al 2021, mentre il periodo 2021‑2026 ha visto importanti sviluppi nelle fintech, in particolare la tecnologia blockchain che sta diventando “mainstream”.

Investire in infrastrutture finanziarie

Fiserv, Inc.

Fiserv è una delle prime società “fintech” prima ancora che esistesse il termine. Fornisce elaborazione dei pagamenti, banking digitale, elaborazione dei conti, acquisizione di merchant e infrastrutture correlate.

Fornendo tecnologia finanziaria al settore finanziario consolidato, Fiserv è un fornitore chiave del modello ibrido e dell’integrazione diretta di fintech e banca prevalente in Europa, Asia e GCC. Questo la rende anche una parte importante dell’infrastruttura finanziaria globale, conferendo all’azienda un solido vantaggio economico contro le fintech più recenti.

L’azienda è la numero 1 per volume lordo annuale di pagamenti merchant a livello globale, elaborando il 35 % del volume lordo di pagamenti negli USA, con milioni di piccole e medie imprese nel suo ecosistema e migliaia di istituzioni finanziarie in tutto il mondo.

Fonte: Fiserv

Il profilo di early mover di Fiserv le consente di essere presente in più mercati rispetto a tutti i suoi concorrenti che operano in un ambito di prodotto più ristretto. Fiserv è attiva in stablecoin, gestione della liquidità, pagamenti point‑of‑sale, elaborazione per emittenti, ecc.

Fonte: Fiserv

Fiserv sta inoltre distribuendo rapidamente l’IA nel suo stack tecnologico preesistente, il che aumenta l’efficienza operativa, la qualità del servizio e riduce i rischi di frode.

Grazie alla sua gamma di prodotti e partnership, Fiserv è una buona opzione per ottenere esposizione al tipo di implementazione fintech discusso in questo studio: dove le banche tradizionali si adattano progressivamente riducendo le infrastrutture ridondanti (alcune filiali, sportelli automatici, ecc.) e integrano il fintech nelle loro operazioni quotidiane, invece di essere direttamente minacciate dall’ascesa delle nuove tecnologie finanziarie.

Fiserv contribuisce inoltre alla modernizzazione del settore finanziario in altri modi. Lontano dall’essere un fintech “legacy”, supporta anche le principali società fintech nel lanciare rapidamente e scalare, come con le soluzioni crypto Bakkts o MoonPay, la banca mobile Goalsetter e la soluzione per il debito studentesco Candidly.

Gli investitori dovrebbero comunque analizzare il recente movimento del prezzo azionario dell’azienda, poiché è sceso bruscamente dai massimi storici di inizio 2025 a causa di un inatteso calo della crescita. Pertanto, qualsiasi investimento nella società dovrà valutare se il prezzo più basso del 2026 rappresenta un affare o un’azienda che necessita di ricostruire il proprio motore di crescita.

Ultime notizie e sviluppi azionari di Fiserv, Inc. (FI)

Studio citato

1. Hassnian Ali e Ahmet Faruk Aysan. Fintech e il futuro della banca: concorrenza, complementarità e dinamiche regionali. International Review of Economics & Finance. dicembre 2026. Articolo: 105829. Volume 112. 10.1016/j.iref.2026.105829

Jonathan è un ex ricercatore biochimico che ha lavorato nell'analisi genetica e nelle sperimentazioni cliniche. Ora è un analista di titoli e scrittore finanziario con un focus su innovazione, cicli di mercato e geopolitica nella sua pubblicazione 'The Eurasian Century'.