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Attacchi crypto e DeFi ad aprile: Yearn, bot MEV e recuperi di Euler e Sushi

Giovedì 13 aprile PeckShield ha segnalato un attacco che coinvolgeva un vecchio contratto di Yearn Finance. Una configurazione errata di yUSDT aveva consentito di coniare un’enorme quantità di token a partire da 10.000 USDT. Aave v1 era stato utilizzato nelle transazioni, ma la vulnerabilità non aveva origine nel protocollo Aave.
Un vecchio contratto di Yearn Finance coinvolto nell’attacco
La valutazione iniziale di PeckShield indicava che la configurazione errata aveva consentito di coniare grandi quantità di yUSDT e sottrarre circa 11 milioni di dollari in DAI, USDT, USDC, BUSD e TrueUSD (TUSD). Marc Zeller, responsabile delle integrazioni di Aave, ha chiarito che era stata utilizzata Aave v1, già congelata dal dicembre 2022; le versioni attuali di Aave non erano interessate. Anche Yearn ha pubblicato un avviso sul vecchio contratto.
«Stiamo esaminando un problema con iearn, un contratto obsoleto precedente a Vaults v1 e v2. Il problema sembra limitato a iearn e non riguarda i contratti o i protocolli attuali di Yearn. iearn è un contratto immutabile precedente a YFI, dismesso nel 2020. Vaults v1, dotato di strategie aggiornabili, è stato dismesso nel 2021 e non vi sono indicazioni che sia interessato. Anche l’attuale Vaults v2 rimane inalterato.»
Le transazioni hanno avuto un effetto inatteso: il debito in USDT di un utente di Aave è stato rimborsato, come mostrano i record sulla blockchain. OtterSec e altri gruppi collegati ad Aave hanno collaborato all’analisi dell’attacco. La piattaforma di monitoraggio DeFi Nansen ha osservato che i fondi erano stati inviati a tre indirizzi. I dati sulla blockchain mostrano un deposito di 1.000 ETH su Tornado Cash, presumibilmente per ostacolare il tracciamento. Un altro portafoglio ha ricevuto oltre 4,7 milioni di DAI e 2,5 milioni di USDC. L’incidente si aggiunge alle violazioni della sicurezza già segnalate nella finanza decentralizzata nel 2023.
Hack e truffe: perdite stimate di 452 milioni di dollari nel primo trimestre, con il 29% recuperato
Secondo Chainalysis, i protocolli DeFi rappresentavano l’82,1% dei 3,8 miliardi di dollari in criptovalute rubati tramite hack nel 2022. Nel rapporto sul primo trimestre del 2023, De.Fi ha invece stimato in 452 milioni di dollari le perdite da hack e truffe, in calo rispetto a circa 1,3 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente. Quasi metà delle perdite trimestrali si concentrava nelle prime tre settimane di marzo. L’attacco a Euler Finance del 13 marzo, stimato in 197 milioni di dollari, era il maggiore. Completavano i primi cinque casi il valore di 120 milioni di dollari attribuito all’attacco a BonqDAO/AllianceBlock di febbraio, la presunta truffa di investimento CoinDeal da 45 milioni, l’operazione di phishing Monkey Drainer da 16,5 milioni e l’attacco con flash loan a Platypus Finance da 8,5 milioni.
Nel mirino i nuovi investitori che temono di perdere un’occasione
De.Fi ha censito 17 incidenti legati a vulnerabilità degli smart contract e otto rug pull, in cui gli operatori abbandonano il progetto dopo aver sottratto i fondi. Gli attacchi con flash loan hanno contribuito a perdite stimate di 200 milioni di dollari. I nuovi token, facili da lanciare, possono attirare principianti timorosi di perdere un’opportunità. Le piattaforme di prestito, con cinque incidenti, hanno registrato perdite complessive di 336 milioni di dollari. BNB Chain era la rete più colpita per numero di incidenti, con 18. I fondi recuperati ammontavano a circa 130 milioni di dollari, il 29% delle perdite, rispetto al 40% di circa 1,29 miliardi nel primo trimestre del 2022.
Una vulnerabilità nella funzione di distruzione dei token di SafeMoon
Il 28 marzo è stata sfruttata una funzione pubblica di burn introdotta in un aggiornamento di SafeMoon, che permetteva di distruggere token nel pool di liquidità senza adeguate restrizioni. Secondo i primi resoconti, dal pool SFM/WBNB sono stati sottratti circa 27.000 BNB. L’indirizzo che aveva ottenuto i fondi ha lasciato un messaggio sostenendo di aver preceduto accidentalmente un altro attacco: «Tranquilli, abbiamo accidentalmente anticipato un attacco contro di voi. Vorremmo restituire i fondi: apriamo un canale di comunicazione sicuro e parliamone.» SafeMoon ha twittato la scorsa settimana che il trading era ripreso sulla sua piattaforma.
L’aggiornamento del 5 aprile ha anche delineato alcune modifiche alla tokenomics e ha comunicato che è stata distribuita un’interfaccia SWaP aggiornata.
“Continuiamo a lavorare sul recupero dei fondi LP […] Abbiamo fatto grandi progressi e continuiamo a lavorare sodo per tornare alla normalità per tutti i nostri utenti,” ha dichiarato SafeMoon nella più recente comunicazione di questa settimana.
Violazioni della sicurezza DeFi ad aprile
All’inizio di aprile anche il bridge multichain Allbridge ha subito un attacco, segnalato il 2 aprile. L’attore ha manipolato i prezzi nei pool di Allbridge su BNB Chain agendo sia come fornitore di liquidità sia come utente che effettuava scambi.
Attacco al protocollo cross-chain Allbridge
CertiK ha stimato le perdite in 549.874 dollari, mentre PeckShield le ha quantificate in circa 573.000 dollari: 282.889 in BUSD e 290.868 in USDT. Allbridge ha dichiarato di collaborare con partner e comunità per individuare il responsabile. Ha offerto una ricompensa e promesso di non intraprendere azioni legali se i fondi fossero stati restituiti nell’ambito di un accordo white hat.
1.500 BNB restituiti
Un attaccante ha restituito 1.500 BNB, del valore allora di circa 465.000 dollari, convertiti in BUSD per gli utenti coinvolti. Allbridge ha considerato una ricompensa i fondi rimasti all’attore. Il gruppo ha segnalato anche un secondo attaccante che aveva usato la stessa tecnica senza ancora contattarlo. Ha pubblicato un indirizzo con un saldo residuo di 0,97 BNB, circa 302,50 dollari. Martedì Allbridge ha riferito di aver completato il primo ciclo di pagamenti per le richieste di recupero presentate entro il 9 aprile, invitando gli utenti con questioni ancora aperte a seguire la procedura di risarcimento.
Le conseguenze dell’exploit di SushiSwap
Domenica 9 aprile PeckShield ha segnalato una vulnerabilità di SushiSwap che aveva causato una perdita di circa 3,3 milioni di dollari all’utente noto come 0xSifu. La società di sicurezza e Jared Grey, Head Chef di Sushi, hanno invitato gli interessati a revocare le autorizzazioni di spesa dei token su tutte le reti coinvolte. La vulnerabilità riguardava RouteProcessor2, un contratto per l’instradamento degli scambi, ed era legata alle autorizzazioni già concesse. I primi avvisi richiamavano in particolare gli utenti che avevano utilizzato il router interessato nei giorni precedenti.
A rischio i token con autorizzazioni concesse al contratto vulnerabile
L’autorizzazione consentiva al contratto di spendere i token: la vulnerabilità permetteva di sottrarli senza che il proprietario avesse voluto quel trasferimento. Secondo l’analisi riportata da Brad Kay di The Block Research, un primo attore, ritenuto un white hat, aveva utilizzato la funzione «yoink» per prelevare e mettere al sicuro 100 ETH. Un secondo attore aveva invece usato «notyoink» per sottrarre circa 1.800 ETH.
Sforzi di recupero
Grey ha riferito che erano stati recuperati oltre 300 ETH dei fondi persi da 0xSifu e che si lavorava al recupero di altri 700 ETH. Il CTO Matthew Lilley ha invitato gli utenti a controllare e revocare le autorizzazioni pericolose. Ha inoltre spiegato che RouteProcessor2 era stato disattivato nell’interfaccia, evitando di esporre al router interessato i nuovi scambi e le nuove operazioni di liquidità.
I piani di rimborso per gli utenti coinvolti
Il capo di Sushi ha dichiarato su Discord che il gruppo intendeva aprire un sito per riscattare i token soggetti a maturazione nel Merkle Distributor. Si trattava di un programma distinto dai rimborsi per l’attacco. La sua scadenza era il 23 aprile, dopo il quale i SUSHI non riscattati sarebbero passati alla tesoreria. In un successivo aggiornamento di mercoledì, SushiSwap ha indicato l’intenzione di rimborsare gli utenti colpiti.
«Se i tuoi fondi sono nel contratto white hat qui indicato, significa che sono stati messi al sicuro dagli esperti di sicurezza e saranno presto riscattabili. Se non sono in quel contratto, devi inviare un’email o aprire un ticket nel nostro Discord, indicando l’ID della transazione e la blockchain dei fondi persi. Per i fondi in mano ai black hat servirà più tempo, perché il gruppo dovrà verificare manualmente la legittimità delle richieste tramite i dati sulla blockchain prima di procedere al pagamento», come ha scritto SushiSwap.
Attacco contro i bot MEV su Ethereum
Il 3 aprile un validatore malevolo ha sottratto circa 25 milioni di dollari ad alcuni bot MEV su Ethereum. MEV significa maximal extractable value: il valore estraibile scegliendo e ordinando le transazioni in un blocco. Ne fanno uso, tra gli altri, bot di arbitraggio e bot che effettuano attacchi sandwich.
Ecco cosa è accaduto
Secondo CertiK, sono state sfruttate otto transazioni di cinque bot nel blocco Ethereum 16964664. In un attacco sandwich il bot compra prima della transazione bersaglio e vende dopo, ricavando un profitto dal movimento del prezzo. Il validatore malevolo ha ottenuto informazioni sulle transazioni e prodotto un blocco diverso con un ordine modificato, sfruttando i bot anziché permettere il completamento delle loro strategie.
In totale sono stati sottratti 25,39 milioni di dollari, con una ripartizione pubblicata dalla società di sicurezza: 64,9 WBTC, 7.460,8 WETH, 5.297.649,9 USDC, 3.027.396 USDT e 1.698.384 DAI. Al momento del resoconto i fondi erano concentrati principalmente in tre portafogli. CertiK lo ha definito uno dei maggiori attacchi contro bot MEV; un altro caso rilevante risaliva al settembre 2022, quando una vulnerabilità di un bot aveva consentito il furto di 800 ETH ottenuti tramite arbitraggio MEV.
OtterSec ha descritto l’attacco come premeditato, dato che l’attore aveva preparato i fondi settimane prima. Secondo CertiK, il validatore era stato creato il 15 marzo. La vulnerabilità tecnica era nel relay, che aveva rivelato il contenuto del blocco prima di accertare che la rete accettasse il blocco firmato.
Flashbots ha implementato una correzione
Flashbots ha modificato il relay MEV-Boost per evitare il ripetersi dell’attacco. Dopo la modifica, il relay trasmette prima alla rete il blocco firmato dal proponente e ne rivela il contenuto completo al proponente soltanto se l’operazione riesce. Lo scopo è impedire al proponente di ottenere i dettagli per poi pubblicare un blocco alternativo con transazioni riordinate. CertiK ha inoltre osservato in un’intervista che i cercatori di MEV potrebbero adottare maggiore cautela verso strategie non atomiche, come il sandwich trading, che erano state prese di mira.
Congelati gli USDT in un indirizzo collegato all’attacco MEV
Il 10 aprile un servizio di monitoraggio degli indirizzi USDT inseriti nella blacklist ha riferito in un post il congelamento dell’indirizzo denominato «Sandwich the Ripper», collegato all’attacco MEV. Conteneva circa tre milioni di USDT, che non potevano più essere trasferiti. Secondo i resoconti dell’epoca, altri fondi sottratti, tra cui 14,3 milioni di dollari in WETH e oltre 3,6 milioni in altre attività, rimanevano negli indirizzi dell’attore. La decisione ha suscitato critiche da parte di coloro che ritengono che costituisca un cattivo precedente per il settore. I critici consideravano il potere di Tether di bloccare i trasferimenti una forma di autorità centralizzata e hanno espresso preoccupazioni sul possibile abuso di tale potere e sulle implicazioni per la DeFi.
Euler apre il riscatto dei fondi restituiti
Il 4 aprile la Euler Foundation ha confermato che l’ultima parte dei fondi recuperabili dall’attacco del 13 marzo, valutato allora in circa 197 milioni di dollari, era stata restituita il 3 aprile. Ha quindi concluso il programma di ricompensa da un milione di dollari per informazioni sull’attaccante. Secondo il precedente monitoraggio di Arkham Intelligence, tra gli ultimi trasferimenti figuravano 10.580 ETH, valutati in circa 19 milioni di dollari, e 12 milioni di DAI in tre transazioni.
Dopo l’attacco del 13 marzo, Euler aveva proposto di lasciare all’attaccante il 10% dei fondi, circa 19,7 milioni di dollari, in cambio della restituzione del restante 90%. Aveva inoltre offerto un milione di dollari per informazioni utili a identificarlo in mancanza della restituzione. I rimborsi sono iniziati il 18 marzo con 3.000 ETH, valutati allora in circa 5,4 milioni di dollari. Tra le successive restituzioni rilevanti figuravano i 58.737 ETH riportati, circa 102 milioni di dollari, trasferiti il 25 marzo. L’attore si è scusato nei messaggi sulla blockchain e ha promesso di restituire il resto.
Secondo il piano finale di Euler del 12 aprile, alla tesoreria erano stati restituiti 95.556,36 ETH e 43.063.729,35 DAI. Restavano esclusi dal recupero 1.100 ETH inviati a Tornado Cash e 100 ETH trasferiti a un indirizzo collegato all’attaccante di Ronin.
Il protocollo ha aperto la procedura che consentiva agli utenti colpiti di riscattare i fondi restituiti. Nexus Mutual aveva pagato circa 2,4 milioni di dollari di indennizzi agli assicurati. In base alle condizioni delle richieste, i beneficiari dovevano restituire alla mutua i rimborsi corrispondenti ricevuti da Euler.
Altri incidenti segnalati di violazioni della sicurezza
Il progetto metaverso MetaPoint ha riferito un attacco con il prelievo di 2.515 BNB. Secondo PeckShield, i fondi sono stati inviati a Tornado Cash. Il progetto ha confermato l’incidente su Telegram, aggiungendo di aver sospeso tutte le operazioni.
Il 10 aprile è stata segnalata anche una violazione del portafoglio di liquidità di Terraport Finance, circa due settimane dopo il lancio. La prima stima della perdita era di circa due milioni di dollari. Terraport ha dichiarato in un aggiornamento di essere a conoscenza dell’incidente e di indagare sul problema dopo aver adottato misure per proteggere la piattaforma.
Al di fuori della DeFi, l’exchange sudcoreano GDAC ha riferito un attacco da quasi 14 milioni di dollari. Ha sospeso depositi e prelievi durante gli interventi e le indagini. Il CEO Han Seunghwan ha spiegato che i fondi persi rappresentavano poco più del 20% delle attività custodite per i clienti. Alcuni hot wallet sarebbero stati compromessi il 9 aprile, ora coreana, prima che i fondi fossero trasferiti agli indirizzi dell’attaccante. Le perdite riportate comprendevano circa 61 BTC, 350,5 ETH, 220.000 USDT e 10 milioni di WEMIX.
I prelievi non erano ancora disponibili al momento del resoconto. Seunghwan ha dichiarato che l’exchange era impegnato nelle indagini e non aveva ancora fissato una data per ripristinare i servizi. L’incidente era uno dei maggiori attacchi a exchange centralizzati segnalati nel 2023, oltre un anno dopo quello a Crypto.com del gennaio 2022, le cui prime perdite riportate superavano 15 milioni di dollari.
Huobi e Gala Games: un piano di compensazione pGALA fino a 50 milioni di dollari
Il 3 aprile Gala Games e Huobi, l’exchange noto anche come HTX, hanno annunciato un piano di distribuzione di criptovalute e licenze software con un valore stimato fino a 50 milioni di dollari agli utenti di Huobi colpiti dall’incidente pGALA del novembre 2022. L’annuncio seguiva la loro collaborazione per sviluppare l’ecosistema Web3 dell’exchange.
Huobi avrebbe contribuito con 25 milioni di dollari in denaro e benefici per gli utenti: 15 milioni di USDT e ulteriori benefici del valore equivalente a 10 milioni di dollari. Gala Games avrebbe fornito licenze di nodo valutate in 25 milioni di dollari. L’avvio del programma era previsto nella settimana dell’annuncio.
L’incidente del 3 novembre 2022 riguardava pGALA, la versione di GALA emessa da pNetwork su BNB Chain. pNetwork ha riconosciuto di aver coniato grandi quantità di token e drenato liquidità da PancakeSwap in quella che ha definito un’operazione white hat per prevenire un possibile furto. Secondo il suo resoconto, dal pool erano stati ottenuti 12.977 BNB, valutati allora in circa 4,6 milioni di dollari. Gala e Huobi hanno contestato la gestione dell’incidente.
Gala ha intentato una causa contro pNetwork
Il 20 marzo Gala ha annunciato una causa contro pNetwork per negligenza e interferenza nei rapporti economici attesi. Secondo Gala, la configurazione errata non era stata corretta e aveva creato l’apparenza di un hack da un miliardo di dollari, danneggiando il mercato di GALA. Nei resoconti sulla causa figuravano danni stimati in 25 milioni di dollari e una richiesta di 27,7 milioni, comprendente costi, ulteriori risarcimenti e danni punitivi. Gala ha invitato le altre parti colpite a contattare il proprio gruppo legale, e Huobi ha dichiarato di sostenere l’iniziativa. Secondo il piano, gli eventuali risarcimenti assegnati, dedotti i costi legali, sarebbero stati convertiti in GALA e i token distrutti.












