Asset digitali

Criptovalute in India nell’agosto 2022: indagine KuCoin, RBI e Shardeum

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Questo articolo dell’agosto 2022 partiva da una popolazione indiana stimata in circa 1,4 miliardi di abitanti. India e Cina figuravano quindi tra i paesi più popolosi del mondo, e gli sviluppi del settore indiano degli asset digitali potevano attirare notevole attenzione. La panoramica riguarda i risultati di un sondaggio, le dichiarazioni della banca centrale e i programmi di Shardeum di quel periodo.

Il rapporto Into the Cryptoverse

La piattaforma di scambio di criptovalute KuCoin pubblicò un rapporto intitolato ‘Into the Cryptoverse: Decoding the World of Crypto Consumer – India Edition’. L’articolo originale descriveva un sondaggio condotto su oltre 2.000 indiani tra i 18 e i 60 anni. Il collegamento porta a un modulo per richiedere il rapporto completo. I risultati seguenti sono dati dell’indagine KuCoin, non un censimento di tutti gli investitori.

L’articolo riportava questa descrizione dell’evoluzione del settore:‘Il settore delle criptovalute in India è cambiato profondamente negli ultimi anni. Nonostante l’incertezza normativa e la forte volatilità, i giovani investitori indiani preferiscono le criptovalute all’oro. Secondo le previsioni citate, il mercato indiano delle criptovalute potrebbe raggiungere 241 milioni di dollari statunitensi nel 2030.’

La cifra per il 2030 è una previsione, non un risultato certo né il valore attuale del mercato. Le motivazioni descritte riguardavano soprattutto il miglioramento delle condizioni di vita della famiglia, anziché l’acquisto di una Lamborghini, spesso chiamata ‘Lambo’. Le aspettative di reddito non dimostrano rendimenti effettivamente conseguiti.

KuCoin presentava le seguenti opinioni e motivazioni. Le percentuali riguardano i gruppi di investitori descritti e non rappresentano risultati d’investimento garantiti:

  • Il 56% degli investitori in criptovalute considerava il settore il futuro della finanza.
  • Il 54% si aspettava rendimenti maggiori nel lungo periodo.
  • Il 52% investiva in criptovalute per ottenere un reddito passivo e migliorare la qualità della vita.
  • Il 24% dei giovani investitori considerava le criptovalute una tendenza da seguire per divertimento.
  • Il 43% puntava a guadagni a breve termine.

KuCoin stimava che circa 115 milioni di indiani tra i 18 e i 60 anni possedessero criptovalute o le avessero negoziate nei sei mesi precedenti giugno 2022: circa il 15% di quella fascia d’età. Era una stima basata su un’indagine, non un registro verificato in modo indipendente. Circa un terzo manifestava preoccupazioni normative. I dati indicano sia interesse sia incertezza; non dimostrano che gli avvertimenti della Reserve Bank of India (RBI) fossero inefficaci.

La prospettiva della RBI

L’articolo citava dichiarazioni di Shaktikanta Das, governatore della RBI nel 2022, sull’intento di scoraggiare il ricorso ai criptoasset privati. Il confronto con la stima KuCoin di 115 milioni di investitori non basta a stabilire l’effetto di quella politica.
Occorre inoltre distinguere le tappe normative: nel 2018 la RBI limitò i servizi degli istituti regolamentati relativi alle valute virtuali, ma la Corte suprema indiana annullò la circolare il 4 marzo 2020. Il 31 maggio 2021 la RBI chiarì che le banche non potevano più richiamarla, mentre restavano applicabili gli obblighi di identificazione della clientela e gli altri requisiti di conformità. Nell’agosto 2022 non esisteva dunque un divieto ininterrotto fondato sulla circolare del 2018.
La RBI distingueva inoltre le proprie preoccupazioni sui criptoasset privati dal sostegno all’innovazione ordinata. Nel 2022 stava sviluppando una rupia digitale come valuta digitale della banca centrale, o CBDC. L’articolo ipotizzava allora una possibile introduzione prima della fine dell’anno. Si trattava di un programma dell’epoca, non dell’affermazione che il lancio sia ancora in attesa oggi.

Shardeum

L’articolo trattava anche un’indagine dell’Enforcement Directorate (ED) indiano relativa a WazirX e a sospetti di riciclaggio. L’ED comunicò attività investigative e il congelamento di fondi bancari nell’agosto 2022. Sospetti e indagini non equivalgono a una condanna dell’intera dirigenza. Nischal Shetty, cofondatore di WazirX, lavorava parallelamente al distinto progetto blockchain Shardeum. Quest’ultimo era già stato presentato nel febbraio 2022 e non nacque soltanto come reazione all’indagine.

Shardeum intendeva combinare decentralizzazione, sicurezza e maggiore capacità di elaborazione. L’articolo riferiva allora di trattative per raccogliere 20–30 milioni di dollari statunitensi, con una possibile valutazione di circa 200 milioni di dollari. Si trattava di aspettative riportate, non di un finanziamento concluso e qui confermato. Anche il lancio della rete principale entro il 2022 era un obiettivo. L’India era un mercato importante, ma la blockchain prevista non era destinata esclusivamente ai cittadini indiani.

Il nome Shardeum richiama lo sharding, che distribuisce lavoro o dati tra parti di un sistema. A seconda dell’architettura può favorire la scalabilità, ma non garantisce automaticamente commissioni basse, gestione semplice dei nodi o sicurezza. Su Ethereum occorre distinguere lo sharding da The Merge: la transizione del 15 settembre 2022 modificò il consenso passando alla proof of stake e non introdusse lo sharding. The Merge, da solo, non aumentò la capacità né garantì commissioni di transazione inferiori.

Joshua Stoner è un professionista poliedrico. Ha un grande interesse per la rivoluzionaria tecnologia 'blockchain'.