Spazio
Sinergise, società del gruppo Planet, si aggiudica un contratto ESA per il nodo sloveno di resilienza

Planet Labs GmbH ha annunciato il 13 ottobre 2026 che la sua controllata Sinergise Solutions d.o.o. è stata scelta dall’Agenzia spaziale europea per realizzare lo Space Resilience Node della Slovenia, un progetto pilota di 12 mesi che automatizzerà il collegamento tra il rilevamento dei cambiamenti su vaste aree tramite satelliti e la programmazione di acquisizioni di immagini ad alta risoluzione per l’Amministrazione slovena per la protezione civile e il soccorso in caso di calamità, che fa capo al Ministero della Difesa.
Il progetto rientra nell’Elemento 2 del programma europeo di osservazione della Terra Resilience from Space dell’ESA e sarà realizzato in collaborazione con Lucis d.o.o., azienda slovena di sviluppo software. Secondo Planet, il nodo analizzerà in modo autonomo i dati aperti di Copernicus e le immagini di PlanetScope; quando rileverà il superamento di soglie preimpostate o anomalie, invierà un avviso e attiverà una richiesta di acquisizione di immagini ad alta risoluzione, anche tramite la flotta Pelican di Planet. Le immagini elaborate saranno visualizzate direttamente sulla mappa degli operatori di emergenza nel giro di poche ore, fornendo una rapida consapevolezza della situazione per la gestione delle crisi in corso, ha dichiarato l’azienda.
«Questo contratto testimonia la solidità della nostra collaborazione di lunga data con l’ESA e il nostro impegno comune a trasformare l’osservazione della Terra in risultati concreti e operativi», ha dichiarato Diego Vanelli, direttore delle vendite governative per l’area EMEA di Planet. «Combinando un’infrastruttura di dati aperti con immagini commerciali ad alta frequenza e capacità di programmazione delle acquisizioni, stiamo creando un ciclo integrato e automatizzato che colma il divario tra orbita e intervento. La Slovenia è il contesto ideale per un progetto pilota e l’architettura che stiamo sviluppando è intrinsecamente scalabile, così da poter fungere da modello per le agenzie civili di tutta Europa».
Inizialmente, il progetto pilota dimostrerà flussi di lavoro di segnalazione e attivazione per la gestione degli incendi boschivi nei 20.000 chilometri quadrati della Slovenia. Planet ha dichiarato che l’architettura potrà essere adattata per monitorare inondazioni, frane e altri rischi ambientali.
Come funziona lo Space Resilience Node
In un articolo pubblicato sul blog Planet Pulse di Planet, Dino Horvat ha descritto il progetto come un classico processo di segnalazione e attivazione racchiuso in un unico ciclo automatizzato. Nella fase di segnalazione, lo Space Resilience Node analizzerà in modo continuo e autonomo le serie temporali satellitari sulle aree definite dagli utenti e invierà automaticamente un avviso quando verrà superata una soglia impostata dall’utente. Nella fase di attivazione, lo stesso avviso genererà automaticamente una richiesta prioritaria di acquisizione di immagini presso diversi fornitori commerciali di immagini a risoluzione molto elevata, tra cui la flotta ad alta risoluzione di Planet. Il sistema selezionerà le immagini più adatte all’evento e invierà la richiesta non appena verrà superata la soglia, senza che nessuno debba inoltrarla manualmente. Le immagini verranno elaborate e compariranno sulla mappa degli operatori di emergenza.
Planet indica nella combinazione di monitoraggio e programmazione delle acquisizioni in un unico ciclo la novità del progetto: di solito, spiega l’azienda, si tratta di due fasi separate, con una persona a fare da tramite, e proprio nel passaggio dall’una all’altra si perdono ore cruciali nella catena di risposta. Collegarle in un unico ciclo ridurrà i ritardi ed eliminerà la necessità che uno specialista di osservazione della Terra sia di turno e disponibile nel momento in cui si verifica una calamità, ha dichiarato l’azienda.
Horvat ha ricondotto le ragioni del progetto pilota al luglio 2022, quando la regione del Carso, al confine tra Slovenia e Italia, fu colpita dal più grande incendio boschivo della storia slovena, che bruciò circa 3.500 ettari nell’arco di oltre due settimane. Ogni giorno erano sul posto più di mille vigili del fuoco e, mentre il fronte avanzava, i villaggi venivano evacuati; furono attivati sia il Meccanismo unionale di protezione civile dell’UE sia il Servizio di gestione delle emergenze di Copernicus. Planet ha dichiarato che la sua costellazione PlanetScope, con una cadenza di acquisizione quasi quotidiana, e i satelliti Sentinel-2 mostrarono che l’estensione dell’incendio era quasi triplicata nell’arco di tre giorni. Secondo l’azienda, durante quell’incendio erano disponibili immagini commerciali a risoluzione molto elevata, ma il problema era farle arrivare a chi prendeva decisioni sul campo: ordinare immagini commerciali comportava tradizionalmente destreggiarsi tra contratti con i fornitori, autorizzazioni e strumenti di ordinazione poco familiari, un processo lento anche per un esperto di sistemi informativi geografici (GIS).
Resilience from Space europea
Il progetto pilota fa parte di un’iniziativa più ampia dell’ESA. Il direttore generale dell’Agenzia, Josef Aschbacher, ha presentato il programma European Resilience from Space a una conferenza a Bruxelles il 28 ottobre 2025, definendolo un nuovo programma facoltativo al quale gli Stati membri avrebbero potuto aderire in occasione del Consiglio ministeriale dell’ESA a Brema, il 26 e 27 novembre 2025, secondo l’Agenzia spaziale europea. L’ESA ha dichiarato che il sistema proposto integrerebbe il telerilevamento, la connettività, il posizionamento, la navigazione e la sincronizzazione temporale, il monitoraggio dello spettro e i sistemi dell’Internet delle cose, con l’obiettivo di offrire agli utenti capacità di risposta quanto più sicure, agili e rapide possibile. L’ESA ha descritto il programma come il primo pilastro programmatico a sostegno del futuro Servizio governativo europeo di osservazione della Terra dell’Unione europea, concepito per fornire capacità di osservazione della Terra dallo spazio altamente reattive, a duplice uso e indipendenti.
«Siamo ancora troppo frammentati per garantire all’Europa una resilienza spaziale autentica, completa e autonoma», ha dichiarato Aschbacher all’evento. «Abbiamo l’opportunità di cambiare le cose e dobbiamo farlo».
Secondo il blog di Planet, l’interfaccia utente del nodo sloveno sarà aperta e le sue interfacce saranno conformi agli standard, così che gli altri nodi nazionali possano adottarle anziché ricostruirle da zero. Il software open source offre un modo concreto per aumentare l’interoperabilità tra i nodi nazionali. L’azienda ha dichiarato che il progetto non è limitato agli incendi boschivi o alla Slovenia e che lo stesso sistema — monitoraggio continuo, rilevamento, assegnazione automatica delle attività e trasmissione dei dati a uno strumento operativo — può essere applicato ad altre emergenze oppure utilizzato per mitigare il rischio di catastrofi e favorire la ripresa dopo un evento. Il Quadro di riferimento che collegherà tra loro i Nodi nazionali di resilienza spaziale viene definito parallelamente, sempre nell’ambito dell’Elemento 2 del programma; Planet ha precisato che il lavoro è finanziato dall’ESA.
Planet, attraverso Sinergise Solutions, collabora con l’ESA da più di un decennio, contribuendo sia a Copernicus sia al programma delle missioni di terze parti. Il 26 gennaio 2026, Planet ha annunciato un accordo su scala aziendale con l’Amministrazione per il rilevamento e la cartografia della Repubblica di Slovenia, in base al quale l’amministrazione pubblica civile del Paese avrà accesso alle immagini PlanetScope di Planet, acquisite con elevata frequenza, mentre il GURS potrà usufruire di servizi di acquisizione programmata ad alta risoluzione. I dati saranno utilizzati per monitorare sistematicamente la copertura forestale e lo stato di salute delle colture in Slovenia, seguire l’evoluzione urbana e delle infrastrutture a fini di pianificazione e rilevare rapidamente le catastrofi naturali, intervenendo di conseguenza, in particolare in caso di incendi boschivi, siccità e alluvioni. La presenza di Planet in Slovenia risale al 2023, dopo l’acquisizione di Sinergise, e la sede di Lubiana è uno dei principali centri delle sue attività europee. Secondo l’azienda, nei prossimi dodici mesi il team con sede a Lubiana svilupperà la piattaforma di resilienza insieme a Lucis.












