Produzione additiva

Mycofluid: Come i Funghi Stampati in 3D Potrebbero Sostituire i Rifiuti di Plastica

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I ricercatori dell’Università di Washington hanno sviluppato un impasto stampabile in 3D a base di fondi di caffè usati, nel quale può crescere il micelio dei funghi. Dopo la crescita del micelio, gli oggetti sperimentali hanno resistito meglio all’acqua. Si tratta di un metodo di ricerca per produrre biocompositi, non di un sostituto già approvato per tutti gli imballaggi in plastica.

Che cos’è Mycofluid?

Nello studio originale, Danli Luo, Junchao Yang e Nadya Peek descrivono Mycofluid, un impasto che impiega soprattutto fondi di caffè e altri ingredienti necessari alla stampa e alla crescita fungina. Il micelio è una rete di filamenti che può legare tra loro le parti del materiale.

Il gruppo ha utilizzato un’apparecchiatura di stampa modificata, chiamata Fungibot. Dopo la stampa, i pezzi sono stati mantenuti in condizioni adatte alla crescita del micelio per circa dieci giorni e poi essiccati. La lavorazione richiede procedure pulite per limitare contaminazioni da altri microrganismi. Non è un metodo di produzione istantanea degli imballaggi.

Fonte: Università di Washington

Che cosa mostrano gli esperimenti?

I ricercatori hanno confrontato gli oggetti colonizzati dal micelio con quelli stampati usando soltanto il materiale a base di caffè. I primi respingevano meglio l’acqua. In una prova di immersione di 24 ore conservavano maggiormente la forma, mentre il materiale di confronto si disgregava. Il risultato dimostra una maggiore resistenza all’acqua nelle condizioni del test; non dimostra impermeabilità assoluta o idoneità a ogni alimento e condizione di conservazione.

Il gruppo ha stampato piccoli oggetti e componenti che potevano unirsi durante la crescita del micelio. La granulometria dell’impasto limita i dettagli molto fini e il processo richiede supervisione. Lo studio non include una prova formale di compostabilità né una valutazione completa della resistenza meccanica, dei costi e dell’impatto ambientale nella produzione industriale.

Applicazioni possibili e limiti

Questi biocompositi potrebbero essere studiati per confezioni protettive o oggetti personalizzati. Prima di sostituire materiali plastici servono verifiche sulla sicurezza del contatto con gli alimenti, sulla durata, sulla conservazione e sul corretto smaltimento. La ricerca non dimostra che il materiale sia già disponibile in commercio o che si degradi completamente in ogni ambiente.

L’articolo originale menzionava anche la stampa di organi umani, ma è un campo di ricerca distinto. Il lavoro su Mycofluid non ha studiato terapie né la produzione di organi. United Therapeutics (UTHR ) opera nel settore biomedico, ma non ha partecipato a questa ricerca sui possibili materiali per imballaggi; questi risultati non sono una previsione sull’andamento del suo titolo.

UTHR Grafico dei prezzi

In sintesi

Mycofluid mostra che fondi di caffè e micelio possono essere usati per stampare oggetti con una resistenza all’acqua osservata in laboratorio. La possibilità di sostituire la plastica dipende da ulteriori prove sull’uso, sulla produzione e sugli effetti ambientali. Leggi lo studio originale.

Studio citato

Luo, D., Yang, J. e Peek, N. (2025). 3D-Printed Mycelium Biocomposites: Method for 3D Printing and Growing Fungi-Based Composites. 3D Printing and Additive Manufacturing. doi:10.1089/3dp.2023.0342.

David Hamilton è un giornalista a tempo pieno e un bitcoinist di lunga data. Si specializza nella scrittura di articoli sulla blockchain. I suoi articoli sono stati pubblicati in molte pubblicazioni bitcoin, tra cui Bitcoinlightning.com