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Loom Network (LOOM) registra un rialzo del 400% in un mese

Nella settimana precedente questo resoconto del 13 ottobre 2023, le criptovalute erano scese giorno dopo giorno. Bitcoin aveva raggiunto 26.570 dollari nella tarda giornata di giovedì, da circa 28.000 dollari all’inizio della settimana: un calo vicino al 5%. I recuperi temporanei non erano durati ed erano seguiti da nuovi minimi.
Alla stesura dell’articolo originale, bitcoin era scambiato a 26.753 dollari ed ether a 1.547 dollari, dopo un precedente calo a 1.540 nella stessa giornata. Il rapporto ETH/BTC era 0,05779, contro 0,0567 del giorno prima. Questi prezzi si riferiscono all’ottobre 2023.
Ether aveva perso il rialzo registrato nella prima parte del 2023. Secondo l’analisi on-chain citata dall’articolo, grandi indirizzi avevano redistribuito oltre cinque milioni di ETH, allora del valore di oltre 8,5 miliardi di dollari. Il trasferimento tra indirizzi non dimostra da solo una vendita sul mercato.
L’articolo richiamava Santiment, che segnalava un calo delle disponibilità dei grandi indirizzi Ethereum dall’inizio dell’anno. In quel momento, l’8,51% degli ETH risultava sugli exchange e i dieci maggiori indirizzi esterni agli exchange detenevano 39,22 milioni di ETH. Gli indirizzi possono rappresentare anche contratti o servizi di custodia, non necessariamente dieci singoli investitori.
L’articolo originale indicava che l’80,33% delle disponibilità ETH analizzate presentava una perdita non realizzata ai prezzi di allora, cioè un valore inferiore al costo di acquisto stimato. In questo contesto “out of the money” non significa assenza di denaro. Citava inoltre 1.520–1.620 dollari come importante fascia di acquisto. Senza una metodologia e un denominatore chiari, queste cifre non equivalgono a prezzi di acquisto verificati per tutti i possessori di ETH.

Secondo Spot On Chain, Ethereum Foundation aveva recentemente venduto 1.700 ETH ricevendo circa 2,73 milioni di dollari in USDC tramite Uniswap. L’articolo descriveva l’operazione come la maggiore vendita singola del 2023 fino a quel momento e indicava 2.262 ETH venduti complessivamente nell’anno. Diverse vendite avrebbero preceduto ribassi del mercato; ciò non dimostra che la fondazione li abbia causati.
Gli indirizzi che l’articolo associava a Ethereum Foundation avrebbero conservato ETH per oltre 500 milioni di dollari, WETH per più di 340.000 dollari, DAI per 38.000 dollari e BNB per 9.700 dollari, oltre ad altri token. Era una ricostruzione storica basata sugli indirizzi, non necessariamente il rendiconto completo della fondazione.
I dati Glassnode riportati indicavano oltre 14,859 milioni di BTC presso detentori di lungo periodo, circa il 76% dell’offerta circolante. La classificazione si basa sulla durata del possesso delle monete, con una transizione intorno a 155 giorni. La crescita del gruppo può quindi derivare anche dall’invecchiamento di monete già acquistate, non soltanto da nuovi acquisti. L’articolo riportava inoltre un aumento netto mensile di circa 50.000 BTC, allora 1,35 miliardi di dollari, nel suo indicatore delle disponibilità degli HODLer.
L’articolo confrontava il modesto interesse iniziale per gli ETF statunitensi su futures ether, lanciati il 2 ottobre 2023, con il debutto di ProShares BITO nell’ottobre 2021. Indicava meno di 1,5 milioni di dollari di scambi iniziali complessivi per i fondi ether e oltre un miliardo nel primo giorno di BITO, oltre a flussi netti inferiori al 2% di quelli di BITO. Le cifre riguardano il confronto iniziale riportato: volumi scambiati e flussi netti sono misure diverse. Gli ETF detenevano futures, non direttamente ether.
Bitcoin guida il mercato cripto
Bitcoin era debole durante l’aumento delle preoccupazioni per il conflitto tra Hamas e Israele nell’ottobre 2023. L’articolo collegava il movimento alla minore propensione al rischio. In situazioni di incertezza geopolitica alcuni investitori cercano protezione nell’oro e nel dollaro. Il petrolio può rincarare per timori sull’offerta, ma non è per questo un bene rifugio universale. L’articolo segnalava aumenti fino al 6% su questi mercati durante la settimana.
Nel confronto storico dell’articolo, l’S&P 500 era salito da circa 3.800 a metà marzo 2023 a oltre 4.600 a fine luglio. Erano seguiti un calo verso 4.340, un recupero a 4.540 e una nuova discesa a 4.215 nella settimana precedente. Alla rilevazione del resoconto l’indice era intorno a 4.377, rispetto al picco indicato di circa 4.810 a fine 2021.
Nasdaq e S&P 500 avevano registrato quattro sedute consecutive in rialzo e anche i prezzi obbligazionari si erano rafforzati. Il rendimento del Treasury decennale era sceso al 4,56%, dal 4,80% del venerdì precedente. I prezzi alla produzione di settembre erano aumentati più del previsto. Nel verbale del FOMC di settembre 2023, la maggioranza dei partecipanti riteneva probabilmente opportuno un ulteriore rialzo dei tassi: non era un impegno a prendere una decisione specifica.
Sul mercato delle criptovalute, invece, il tentativo di Bitcoin di superare 28.000 dollari nel fine settimana era stato seguito da prese di beneficio e prezzi più bassi.

La propensione al rischio stava quindi tornando sui mercati tradizionali mentre le quotazioni crypto erano deboli. L’articolo riportava anche la visione positiva di Paul Tudor Jones su bitcoin e oro, motivata dai rischi geopolitici e dall’aumento del debito e degli interessi passivi degli Stati Uniti.
Jim Cramer, ex gestore di hedge fund e conduttore di Mad Money su CNBC, manteneva invece un giudizio negativo sulle criptovalute. L’articolo riassumeva la sua dichiarazione secondo cui non voleva detenere bitcoin perché temeva un forte ribasso. Nel giugno 2021 aveva affermato di aver venduto gran parte dei suoi BTC dopo gli interventi cinesi contro il mining.
Secondo il resoconto di un rapporto JPMorgan, il mining di bitcoin si trovava a un passaggio decisivo. La potenza di calcolo record e l’halving allora previsto per il secondo trimestre 2024 potevano comprimere ricavi e redditività. Un’approvazione di un ETF spot poteva invece sostenere il prezzo. La banca veniva citata per una valutazione di circa 20 miliardi di dollari dell’opportunità di mining interessata e per una quota del 20% della potenza di rete potenzialmente a rischio. Era una previsione settoriale dell’epoca, non un guadagno aggiuntivo garantito dall’halving.
Secondo quanto riportato nell’ottobre 2023, Standard Chartered (STD.DE ) riteneva che l’halving di Bitcoin nell’aprile 2024 potesse sostenere il mercato crypto più ampio. Nello scenario formulato allora, la banca prevedeva ether a 4.000 dollari entro la fine del 2024.
La banca veniva citata anche per la possibilità di ether a 8.000 dollari entro fine 2026, come passaggio verso una valutazione strutturale di lungo periodo di 26.000–35.000 dollari. Si trattava di previsioni riportate nel 2023, non di prezzi attuali o risultati garantiti.
Geoff Kendrick, responsabile della ricerca della banca sugli asset digitali, riteneva allora che l’utilizzo di Ethereum nei giochi e nella tokenizzazione, oltre a NFT e DeFi, potesse generare una domanda significativa.
L’articolo riportava inoltre l’aspettativa di Kendrick di esempi concreti in cui le imprese avrebbero usato Ethereum per migliorare i sistemi esistenti. Prevedeva sviluppi importanti in questi ambiti nel 2025–2026. Era una valutazione prospettica formulata all’epoca.
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LOOM continua a sfidare il sentiment generale del mercato cripto
Alla rilevazione dell’articolo, l’indice di paura e avidità del mercato crypto era a 45, nella categoria “paura”. LOOM era però salito oltre il 400% nel mese precedente, raggiungendo 0,220 dollari giovedì.
Il valore complessivo del mercato crypto era rimasto sostanzialmente laterale, nella fascia di 1.000–1.150 miliardi di dollari da metà agosto 2023. Dietro questa stabilità generale, i singoli asset avevano avuto risultati molto diversi.
Alla rilevazione il mercato delle criptovalute valeva circa 1.082 miliardi di dollari. Molte criptovalute alternative erano scese fino al 25% nella settimana. RUNE, XRD, MNT, RLB, CFX, RPL, GALA, CRV e APT figuravano tra quelle con ribassi percentuali a due cifre.
LOOM era scambiato allora a 0,2133 dollari, in rialzo del 10% nelle 24 ore, con circa 200 milioni di dollari di scambi e un aumento annuo del 338%. L’articolo indicava il record del maggio 2018 a 0,7725 dollari e il massimo del 2021 a 0,2567 dollari. Il prezzo di 0,2133 dollari è circa il 16,9% sotto 0,2567 dollari, non il 15,5%.
LOOM era già salito nella prima parte del 2023 da circa 0,039 a 0,092 dollari, un aumento vicino al 136%. Era poi tornato presso il livello iniziale dell’anno, restando debole fino a metà settembre, quando era iniziato il rialzo analizzato dall’articolo.
Nell’analisi tecnica dell’articolo, il massimo del 2021 a 0,2567 dollari e il record del 2018 a 0,7725 dollari erano livelli importanti sopra il prezzo di allora. Il superamento di una resistenza discendente di lungo periodo a inizio ottobre era interpretato positivamente. Era una lettura del mercato, non la prova che mancassero ulteriori resistenze.
Secondo l’articolo, ulteriori acquisti avrebbero potuto portare LOOM tra le cento maggiori criptovalute per capitalizzazione. Prese di beneficio e maggiori vendite potevano invece causare forti ribassi, con 0,120 dollari come possibile supporto. Erano scenari ipotizzati nell’ottobre 2023.
Il rialzo coincideva con nuovi annunci degli exchange. Binance Futures annunciò il contratto perpetuo LOOMUSDT, senza scadenza, per l’11 ottobre 2023 alle 14:30 UTC, con leva fino a dieci volte. L’articolo citava un’iniziativa analoga di LBank. Binance supportava anche più attività ammesse come garanzia del margine del contratto.
Secondo i dati CCData citati, la quota di Binance negli scambi spot scese al 34,3% nel settembre 2023, dal 38,5% di agosto e dal 55,2% di gennaio. La quota nei derivati passò dal 53,5% di agosto al 51,5% di settembre. Sono quote storiche, non livelli attuali.
Questo avveniva dopo la chiusura di un’altra promozione di scambi senza commissioni nel settembre 2023. Alla pubblicazione erano in corso cause statunitensi della SEC e della CFTC contro le società Binance interessate e il fondatore Changpeng Zhao. La descrizione della contestazione delle accuse riguarda la situazione di allora.
Gate.io aveva annunciato la quotazione di LOOM a fine settembre 2023. L’articolo indicava, citando CoinGecko, scambi spot complessivi dell’exchange per 496 milioni di dollari nelle 24 ore della rilevazione. Non era il volume di LOOM soltanto.
L’articolo riferiva anche che la quota di LOOM sugli exchange era diminuita del 5,9%, fino al 14,9%, in pochi giorni. Una minore offerta disponibile alla vendita può sostenere i prezzi se la domanda rimane invariata o aumenta. Il trasferimento fuori da un exchange non garantisce però uno shock permanente dell’offerta. La percentuale originale non era accompagnata da una spiegazione più chiara del calcolo.
Prezzi in aumento possono attirare altri investitori e operatori, rafforzando il rialzo. Questo circuito può anche invertirsi quando aumentano le vendite.
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Uno sguardo a Loom Network
LOOM è il token nativo di Loom Network e contribuisce alla sicurezza della sua rete principale Basechain.
Basechain usa la prova di partecipazione delegata (DPoS). Validator e possessori che delegano i token vincolano LOOM secondo le regole del protocollo per contribuire alla sicurezza della rete.
I possessori di LOOM possono delegare ai validator e ricevere parte delle ricompense. La documentazione cita premi per i blocchi, commissioni di hosting delle dApp e del Transfer Gateway. LOOM serve per staking, transazioni e bonding, cioè il vincolo di garanzie. Il vecchio documento tecnico indicava un miliardo di token al cambio del 2021; la successiva FAQ ufficiale indica 1,3 miliardi. Non è quindi corretto descrivere un limite immutabile di un miliardo senza precisarne la data.
Gli sviluppatori usano LOOM anche per pagare la gestione delle applicazioni decentralizzate sulla rete. Secondo la descrizione del progetto, pagavano una tariffa mensile fissa affinché gli utenti non dovessero sostenere commissioni separate per ogni transazione in quel servizio.

Loom Network si descrive come una piattaforma per l’interoperabilità tra più blockchain, in produzione dall’inizio del 2018. Il team pubblicò un nuovo contratto LOOM sulla rete principale Ethereum il 1º febbraio 2021 e avviò la sostituzione del vecchio token con rapporto 1:1.
La presentazione dell’epoca descriveva la scalabilità delle dApp e integrazioni con Bitcoin, Ethereum, Binance Chain e Tron. EOS e Cosmos erano integrazioni previste, non già completate. L’obiettivo era utilizzare asset di più catene e raggiungere utenti su diverse piattaforme senza sviluppare versioni separate per ciascuna.
Loom Network ha creato anche CryptoZombies, una risorsa didattica per imparare a sviluppare applicazioni decentralizzate per Ethereum.
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Considerazioni finali
L’articolo si concludeva descrivendo un mercato crypto volatile e una bassa propensione al rischio nell’ottobre 2023. La crescita delle disponibilità di lungo periodo, l’halving allora atteso per il 2024 e una possibile futura approvazione di un ETF spot su bitcoin erano, secondo l’autore, ragioni di ottimismo.
Secondo l’analisi, la debolezza di bitcoin comportava il rischio di ribassi maggiori per le criptovalute alternative. Nonostante il rialzo di LOOM, un aumento delle vendite poteva rendere difficile conservare i guadagni. Alla pubblicazione restava aperta la domanda su quanto sarebbe durato il movimento.












