Scienza dei materiali
I difetti ingegnerizzati del grafene sbloccano nuove potenzialità tecnologiche

Come i difetti ingegnerizzati migliorano le prestazioni del grafene
Materiali 2D, costituiti da un singolo strato di atomi, di cui il grafene è il più compreso e comunemente studiato, insieme a borofene, goldene, e altri, mostrano proprietà notevoli che differiscono fortemente dagli stessi atomi in una normale struttura atomica 3D.
In gran parte, ciò deriva dagli elettroni π delocalizzati del grafene, che possono muoversi liberamente attraverso il suo reticolo 2D, conferendogli eccezionali proprietà termiche, elettriche e meccaniche.
Ma le migliori prestazioni si osservano spesso quando questi materiali non sono perfettamente omogenei, ma contengono impurità aggiuntive che creano effetti quantistici e chimici unici.
“Il nostro studio esplora un nuovo modo di produrre grafene. Questo materiale super-sottile e super-resistente è costituito da atomi di carbonio, e sebbene il grafene perfetto sia notevole, a volte è troppo perfetto.
Interagisce debolmente con altri materiali e manca di proprietà elettroniche cruciali richieste nell’industria dei semiconduttori.”
David Duncan – Professore Associato dell’Università di Nottingham
Ricercatori di varie università del Regno Unito, Germania e Svezia (una collaborazione tra più di 12 università diverse) hanno trovato un modo per introdurre tale “difetto” nel grafene con una procedura a 1 passo, aprendo la strada a materiali di grafene radicalmente migliorati.
Hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista scientifica Chemical Science1, con il titolo “One-step synthesis of graphene containing topological defects”.
Riepilogo
- I ricercatori hanno sviluppato un metodo CVD a un passo per far crescere grafene con difetti controllati a 5 e 7 anelli.
- Queste “imperfezioni” migliorano la capacità del grafene di legarsi ad altri materiali, potenziando le prestazioni per catalisi, sensori ed elettronica.
- Il processo utilizza una molecola chiamata azupirene come modello, producendo concentrazioni di difetti altamente uniformi e regolabili.
- Questa svolta potrebbe sbloccare una più ampia adozione pratica dei materiali 2D in chip, batterie, sistemi a idrogeno e componenti 6G.
- Veeco Instruments (VECO ) (VECO), leader nelle apparecchiature CVD, potrebbe trarre vantaggio dall’espansione dei casi d’uso commerciali dei materiali 2D con difetti ingegnerizzati.
Le limitazioni del grafene
Considerato un materiale miracoloso sin dalla sua scoperta nel 2004, il grafene ha avuto una lenta adozione nel mondo reale più di due decenni dopo.
Ciò è dovuto al fatto che il grafene raramente interagisce con altri materiali nel modo desiderato da ricercatori e produttori.
Il grafene è normalmente costruito da un modello ripetuto di sei atomi di carbonio disposti in un anello piatto.

Fonte: Journal Of Nanotechnology
Altre molecole inserite in questa struttura possono migliorare l’interazione con altri materiali, ma spesso degradano le proprietà che rendono il grafene interessante in primo luogo.
Questi metodi sono anche poco controllati, risultando in risultati incoerenti e in un prodotto finale non omogeneo.
Quindi il trucco è trovare come migliorare le interazioni del grafene preservandone le proprietà.
Trovare il difetto giusto
Utilizzando la simulazione, i ricercatori hanno determinato che il difetto mirato in questa ricerca dovrebbe essere costituito da anelli di 5 e 7 atomi adiacenti, noti in fisica come difetto Stone‑Wales.
Azupirene, una molecola organica con una forma unica, è risultata quasi perfetta per migliorare il grafene. Poiché azupirene contiene naturalmente questa geometria a 5‑ e 7‑anelli, agisce come “modello” durante la crescita piuttosto che come danno casuale.

Fonte: Chemical Science
Il grafene + azupirene è stato cresciuto su un substrato di rame, usando un metodo chiamato deposizione chimica da vapore (CVD), comunemente usato per creare grafene e semiconduttori.
La crescita è avvenuta in un ambiente privo di ossigeno con vuoto ultra‑alto (UHV), con pressioni fino a 10−10 mbar.
Valutare le prestazioni del grafene modificato
La pulizia del cristallo è stata valutata mediante spettroscopia fotoelettronica a raggi X (XPS), diffrazione elettronica a bassa energia (LEED) e microscopia a scansione tunneling (STM).

Fonte: Chemical Science
È emerso che a temperature di substrato molto elevate, fino a 1000 K (726 °C / 1340 °F), l’azupirene forma un grafene ideale che mostra superstrutture moiré.
L’osservazione microscopica mostra difetti a 5‑/7‑anelli incorporati in un reticolo di anelli a 6‑anelli (grafene).

Fonte: Chemical Science
Ad alta concentrazione e con aggiustamento della temperatura, gli anelli a 5 e 7 sono presenti in isole, come dimostrato con microscopia a forza atomica senza contatto (nc‑AFM).
Quindi non solo questo metodo può produrre risultati coerenti, ma la concentrazione esatta di azupirene integrata nel grafene può essere finemente regolata usando diverse temperature durante il processo CVD.

Fonte: Chemical Science
Applicazioni
Scorri per sfogliare →
| Applicazione | Come i difetti aiutano | Impatto sull’industria |
|---|---|---|
| Rilevamento di gas | I difetti aumentano la reattività e i siti di legame. | Sensori ambientali e industriali più sensibili. |
| Catalisi | Migliorata “aderenza” per reazioni catalitiche. | Processi chimici più puliti; minori requisiti energetici. |
| Semiconduttori | Proprietà elettroniche e magnetiche alterate. | Possibile utilizzo in componenti di chip e dispositivi di nuova generazione. |
Questo è uno dei primi casi in cui i “difetti” del grafene vengono introdotti non solo con il tipo di molecola perfetto per essi, ma anche in modo perfettamente controllabile.
“Scegliendo attentamente la molecola di partenza e le condizioni di crescita, abbiamo dimostrato che è possibile far crescere grafene in cui le imperfezioni possono essere introdotte in modo più controllato. Caratterizziamo le firme di questi imperfetti combinando imaging a scala atomica, spettroscopia e simulazione computazionale.”
Questo grafene modificato può legarsi ad altri materiali molto più facilmente, aprendo un intero nuovo spazio di applicazioni per questo nuovo tipo di grafene.
Abbiamo scoperto che i difetti possono rendere il grafene più “appiccicoso” verso altri materiali, rendendolo più utile come catalizzatore, oltre a migliorare la sua capacità di rilevare diversi gas per l’uso nei sensori.
I difetti possono anche alterare le proprietà elettroniche e magnetiche del grafene, per potenziali applicazioni nell’industria dei semiconduttori.”
David Duncan – Professore Associato dell’Università di Nottingham
In precedenza abbiamo segnalato come il grafene venga sempre più utilizzato per spintronica, celle a combustibile a idrogeno, antenne 6G THz, e gestione termica delle batterie, tra molti altri esempi.
CVD Technology and Veeco’s Role in Advanced Materials
VECO Grafico dei prezzi
Veeco è stata un importante fornitore di apparecchiature per l’industria della produzione di semiconduttori sin dalla sua fondazione nel 1945. Le sue macchine sono utilizzate nella produzione di chip EUV avanzati, antenne 5G, dischi rigidi, LIDAR, LED, elettronica di potenza per veicoli elettrici, ecc.

Fonte: Veeco
Il focus tecnologico principale dell’azienda è lo stesso processo CVD usato per la produzione di borofene, o più precisamente, MOCVD (Deposizione Chimica da Vapore Metal‑Organica).
Solo lo scorso mese (5 novembre 2025), Veeco ha annunciato un importante ordine per il suo sistema Propel®300 MOCVD da parte di un importante produttore di semiconduttori di potenza. Questo ordine, specificamente per l’epitassia di Gallio Nitruro (GaN), conferma la crescente domanda commerciale di apparecchiature di deposizione precise simili a quelle necessarie per la produzione su larga scala di grafene.
L’azienda è geograficamente diversificata, con la Cina che rappresenta solo il 28 % del fatturato totale, sebbene il resto della regione Asia‑Pacifico rappresenti la metà del fatturato totale, riflettendo l’importanza della regione nella produzione di componenti elettronici.
Questa tecnologia è stata progressivamente utilizzata per un numero sempre maggiore di processi produttivi, dai dischi rigidi negli anni ’90 ai LED e ai semiconduttori avanzati di oggi.

Fonte: Veeco
Come leader in questo segmento di nicchia dell’industria dei semiconduttori, Veeco potrebbe essere un buon candidato su cui puntare per la crescita delle applicazioni CVD. E come produttore di apparecchiature, Veeco non dipende dal mercato di nicchia o dalla tecnologia utilizzata, purché impieghi il CVD in qualche fase del suo processo.
Ciò ha portato l’azienda a prevedere una rapida crescita del suo mercato indirizzabile totale, guidata in gran parte da avanzate tecniche di laser annealing e deposizione a fascio di ioni.

Fonte: Veeco
Una tale crescita potrebbe anche derivare dall’uso crescente di grafene, tungsteno e borofene, man mano che miglioriamo la capacità di manipolare la materia a livello atomico e sfruttiamo i materiali 2D per nuove applicazioni.
Beneficerà inoltre delle enormi tendenze di digitalizzazione, IA ed elettrificazione, indipendentemente dal fatto che utilizzi massivamente i materiali 2D nel prossimo futuro.
Considerazioni per gli investitori
- Il grafene ingegnerizzato con difetti potrebbe accelerare la commercializzazione in sensori, semiconduttori e sistemi energetici potenziati da nuovi materiali.
- La capacità di produrre difetti precisi su larga scala rimuove una delle più grandi barriere all’adozione del grafene.
- Le aziende che forniscono apparecchiature CVD — in particolare Veeco Instruments (VECO) — sono posizionate per beneficiare indipendentemente dal materiale 2D che prevarrà.
- Ordini recenti (novembre 2025) per i sistemi Propel®300 di Veeco confermano una forte domanda industriale per strumenti MOCVD avanzati.
- Gli investitori dovrebbero monitorare la rapidità con cui l’industria integra il grafene con difetti ottimizzati e se gli ordini di apparecchiature riflettono questo cambiamento emergente.
Ultime notizie e sviluppi sul titolo Veeco Instruments (VECO)
Studio citato
1. Klein, B. P., Stoodley, M. A., Deyerling, J., et al. (2025). One-step synthesis of graphene containing topological defects. Chemical Science, 16, 19403–19413. https://doi.org/10.1039/d5sc03699b











