Asset digitali

Binance e SEC: contestazioni, deflussi e dibattito del giugno 2023

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La prima settimana di giugno 2023 era già turbolenta per gli asset digitali. Fornitori come Atomic Wallet incontravano problemi, ma Binance finì particolarmente sotto pressione quando la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense avviò una causa. L’articolo descrive eventi e valutazioni di quel periodo. Questa causa civile della SEC fu chiusa definitivamente con un deposito congiunto delle parti il 29 maggio 2025.

Contestazioni e conseguenze

La causa SEC del 5 giugno 2023 comprendeva 13 contestazioni, oltre le questioni di registrazione dei titoli. La Commissione descriveva la condotta contestata come «inganno, conflitti di interesse, carenze informative ed elusione deliberata della legge». Erano allegazioni in una causa civile, non una condanna.

Le contestazioni includevano commistione di attività dei clienti e di entità collegate, aggiramento delle restrizioni per clienti statunitensi di elevato valore e dichiarazioni ingannevoli sui controlli di Binance.US.

La SEC sosteneva inoltre che BNB, BUSD, prodotti di prestito in criptovalute e il servizio di staking di Binance.US fossero offerti come titoli non registrati e che le piattaforme operassero senza le registrazioni necessarie. La presenza di una fondazione o di un soggetto centrale in un progetto non costituisce da sola una decisione giuridica definitiva su ogni sua transazione.

Deflussi e ribassi

La notizia aumentò la volatilità. L’articolo originale riportava prelievi di circa un miliardo di dollari in 24 ore. Era una stima dell’epoca riferita a una finestra specifica, non il deflusso netto complessivo durante l’intera vicenda. I prelievi potevano premere sulla liquidità mentre i venditori riducevano l’esposizione agli asset che la SEC considerava titoli.

I servizi Binance sembravano continuare a funzionare nonostante i deflussi. Era un’osservazione sull’operatività di quel momento, non una verifica indipendente di tutte le riserve.

Secondo l’autore, nonostante i ribassi diffusi, la reazione alle azioni contro Binance e Coinbase era più contenuta che in eventi come il crollo di FTX. Una possibile spiegazione era che investitori e piattaforme si aspettassero già interventi regolatori.

Reazioni della comunità

La SEC ha il compito di proteggere gli investitori, ma veniva criticata da parte della comunità cripto. L’allora amministratore delegato di Binance, Changpeng Zhao o CZ, pubblicò su Twitter un sondaggio: «Chi vi protegge di più, la SEC o Binance?».

Il risultato mostrava un grande divario, ma i partecipanti si selezionavano da soli. I sostenitori Binance erano più propensi a partecipare al sondaggio del suo amministratore delegato. Non era un’indagine rappresentativa della fiducia del pubblico.

Fonte: Twitter @cz_binance

La popolarità non determina da sola un procedimento regolatorio. Il sondaggio non dimostrava quindi che il pubblico generale si fidasse più di Binance, mentre le prospettive della società erano diventate più incerte.

Mikkel Morch, presidente di ARK36, commentava: «Per Binance queste contestazioni potrebbero essere molto dannose. Binance è una delle piattaforme di scambio di criptoasset più grandi e note al mondo. Se fossero accertate violazioni, il solo danno reputazionale potrebbe causare una perdita di fiducia di utenti e sostenitori. Le possibili conseguenze legali potrebbero includere multe rilevanti, altre sanzioni e persino sospensione o cessazione delle attività sul mercato statunitense. Binance potrebbe anche subire maggiori controlli in altre giurisdizioni, con effetti su attività e progetti di espansione.»

Morch sottolineava anche la necessità di trasparenza e conformità. A suo giudizio, l’approccio allora seguito dai regolatori statunitensi poteva spingere le imprese verso giurisdizioni più accoglienti.

La risposta di Binance

Binance pubblicò la prima risposta il 5 giugno 2023. La sua posizione era che «la causa SEC mira a definire unilateralmente la struttura del mercato cripto».

La società espresse delusione per la causa ma dichiarò che erano già avvenute ampie trattative per un accordo. Accusava la SEC di aver abbandonato quel percorso, non di non aver mai dialogato.

Binance assicurava inoltre che gli asset dei clienti fossero al sicuro. Era un’affermazione della società, non una conclusione indipendente dell’articolo.

Un intervento regolatorio più ampio

Binance non era l’unica piattaforma interessata. Il 9 febbraio 2023 Kraken accettò di interrompere quello specifico programma di staking per i clienti statunitensi e pagare 30 milioni di dollari tra restituzione di profitti, interessi e sanzioni civili, senza ammettere né negare le contestazioni. La SEC avviò la causa Coinbase il 6 giugno 2023.

Binance scriveva nella risposta:

«L’azione odierna è un altro esempio in cui la Commissione, come nelle cause analoghe contro progetti cripto, sceglie di regolare con gli strumenti grossolani dell’applicazione coercitiva e del contenzioso anziché con l’approccio attento e articolato richiesto da questa tecnologia dinamica e complessa. Definire unilateralmente determinati token e servizi come titoli, anche quando altre autorità statunitensi hanno rivendicato giurisdizione, aggrava i problemi.»

L’autore riteneva che le contestazioni aggiuntive contro Binance potessero danneggiarne il marchio più che negli altri casi.

La causa Coinbase non riguardava soltanto lo staking, ma anche l’attività di borsa valori, intermediario e organismo di compensazione non registrati. Il caso staking di Kraken era distinto dalle contestazioni su fondi ed entità collegate nel caso Binance. La SEC annunciò la chiusura della causa Coinbase il 27 febbraio 2025, senza valutare il merito delle contestazioni.

Critiche alla strategia comunicativa

L’articolo esprimeva l’opinione che la comunicazione della SEC rafforzasse narrazioni negative per il settore.

Come esempio citava la diffusione di vecchie dichiarazioni di un dipendente Binance. L’autore la interpretava come un tentativo di influenzare l’opinione pubblica, ma tale motivo non era dimostrato e le contestazioni non erano allora state decise.

Anche l’allora presidente SEC Gary Gensler fu criticato per dichiarazioni alla CNBC che l’autore considerava contraddittorie. Egli disse:

«Come agenzia dobbiamo essere neutrali rispetto ai meriti degli investimenti…»

Poi dichiarò:

«Non abbiamo bisogno di altre valute digitali. Abbiamo già valute digitali: il dollaro statunitense, l’euro e lo yen.»

Secondo l’autore, quelle parole indebolivano l’immagine di neutralità della SEC e liquidavano una tecnologia giovane che interessava molte persone. L’ipotesi di un intento di proteggere l’ordine esistente era un’interpretazione, non un fatto dimostrato.

Binance espresse una critica simile:

«Sulla base di questi sviluppi sembra che l’obiettivo della SEC non sia mai stato proteggere gli investitori. Se lo fosse stato, il personale avrebbe discusso attentamente con noi i fatti e i nostri sforzi per dimostrare la sicurezza di Binance.US. L’intento reale sembra invece fare notizia.»

Possibili benefici per Bitcoin e proof-of-work?

L’autore prevedeva pressioni a breve termine sul mercato, ma riteneva che Bitcoin potesse beneficiare di attività di scambio trasferite verso di esso. La percezione allora diffusa di un minor rischio di classificazione come titolo non rendeva Bitcoin un investimento privo di rischi.

Secondo l’articolo, truffe e progetti mal realizzati avevano distolto attenzione da Bitcoin mentre gli investitori cercavano grandi guadagni. L’autore prevedeva che le azioni SEC potessero rafforzarne la dominanza relativa e accelerarne adozione e soluzioni di scalabilità. Era una previsione, non un risultato certo.

L’articolo citava anche Litecoin (LTC) e Monero (XMR) come reti proof-of-work con caratteristiche simili. Il solo meccanismo di consenso non offre un’esenzione generale dalle norme sui titoli per ogni asset, servizio o transazione.

Il futuro di Binance: valutazione del 2023 e sviluppi successivi

Nel giugno 2023 l’autore riteneva probabile la sopravvivenza di Binance, ma prevedeva cambiamenti se fossero accertate violazioni. Si interrogava sulle attività statunitensi e sulla permanenza di CZ dopo l’annunciata uscita dal Canada. Binance aveva risorse rilevanti e dichiarava che gli Stati Uniti rappresentavano soltanto una piccola parte delle sue attività. In seguito, il 21 novembre 2023, Binance si dichiarò colpevole in una distinta causa penale del Dipartimento di Giustizia per violazioni relative alle norme antiriciclaggio, al trasferimento di denaro senza licenza e alle sanzioni economiche. L’onere complessivo per la società era circa 4,316 miliardi di dollari. Zhao ammise la mancata gestione di un efficace programma antiriciclaggio e lasciò l’incarico di amministratore delegato. Questa vicenda era distinta dalla causa civile SEC, chiusa definitivamente nel maggio 2025.

La conclusione dell’articolo invitava a valutare con attenzione la fiducia nelle piattaforme. FTX era stata una favorita del settore, ma crollò. Il paragone non dimostrava che Binance operasse come FTX; evidenziava la difficoltà di valutare fiducia e rischi.

Joshua Stoner è un professionista poliedrico. Ha un grande interesse per la rivoluzionaria tecnologia 'blockchain'.