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4 usi ingegnosi del mining di Bitcoin (BTC)

Negli ultimi anni, i detrattori di Bitcoin (BTC) hanno posto un’enfasi crescente sugli aspetti negativi associati alle pratiche di mining. Man mano che la rete è cresciuta, è aumentato anche il suo consumo energetico – e il suo impatto sull’ambiente. Ma le cose sono davvero così negative? Di seguito alcuni esempi di modi ingegnosi con cui i miner hanno reso la pratica più efficiente sfruttando fonti specifiche, insieme al suo principale sottoprodotto – il calore.
Serre
Originari dei Paesi Bassi, gli agricoltori stanno utilizzando dispositivi ASIC collocati all’interno delle serre per minare BTC. Qui il calore prodotto dal processo viene impiegato per fornire alle piante l’ambiente di crescita ideale. Il risultato è una pratica più efficiente, che aiuta l’ambiente riducendo notevolmente la quantità di gas naturale normalmente necessaria per riscaldare le serre alle temperature appropriate.
In questa situazione, riscaldare una serra con miner ASIC è una soluzione vantaggiosa per tutti, poiché non solo riduce le spese, ma fornisce anche un flusso costante di entrate.
Essiccazione del legno
Passando dai Paesi Bassi alla Norvegia, si incontrano miner BTC creativi che utilizzano la pratica non per riscaldare serre, ma per il legno.
In questo esempio, un’azienda chiamata Kryptovault utilizza il calore prodotto dalle sue attività di mining di BTC per essiccare scorte di legno per le aziende locali del settore, accelerando un processo normalmente lungo.
Sebbene questo esempio riguardi un’operazione commerciale, non è difficile immaginare miner individuali che adottino misure simili, poiché il legno è ancora utilizzato come fonte primaria di calore in gran parte del mondo. Per molti ciò significa un ciclo ricorrente di un anno di taglio, spaccatura, impilamento ed essiccazione di più cordoni di legno. Un problema che si presenta è che il legno duro tipicamente usato può impiegare 1‑2 stagioni per asciugarsi passivamente – un processo critico, poiché il legno insufficientemente essiccato non solo produce accumuli di creosoto, ma brucia anche meno caldo. Adottando misure attive come quelle descritte qui, questo processo potrebbe essere notevolmente abbreviato fornendo al contempo ritorni finanziari.
Riscaldamento residenziale
Vancouver, nella Columbia Britannica, è una delle città più grandi del Canada. Negli ultimi anni è diventata sinonimo del suo mercato immobiliare e del conseguente costo della vita alle stelle. Nella parte settentrionale della città, un’azienda chiamata Lonsdale Energy, responsabile del riscaldamento di oltre 7.000 unità, sta cercando di ridurre i costi e l’impatto ambientale.
Per raggiungere questo obiettivo, è stata stipulata una partnership con MintGreen che vedrà l’utilizzo di “caldaie digitali” per minare Bitcoin (BTC), con ogni server che produce simultaneamente abbastanza calore per 350.000 piedi quadrati al giorno.
Le aziende osservano che, poiché la maggior parte dell’elettricità prodotta nella regione proviene già da fonti pulite come le dighe idroelettriche, ci si aspetta che questo processo di recupero del calore comporti una riduzione di 20.000 tonnellate di emissioni di carbonio all’anno. MintGreen vanta che le sue caldaie digitali possono recuperare fino al 96% dell’energia utilizzata nel mining di BTC attraverso il sottoprodotto termico.
Elettricità di scarto
Oltre a rendere il processo di mining più efficiente sfruttando il suo principale sottoprodotto, esiste spesso un fatto poco apprezzato riguardo alle fonti energetiche. Il mining di Bitcoin (BTC) utilizza una grande quantità di energia che altrimenti andrebbe sprecata.
In molte regioni del mondo c’è semplicemente un surplus di energia prodotta che rimane inutilizzata. Che si tratti di metano (gas naturale) bruciato nell’atmosfera, o di dighe idroelettriche remote che generano più energia di quanto la popolazione circostante richieda. Queste sono le situazioni uniche che i miner di Bitcoin (BTC) cercano e sfruttano – prendendo fonti sotto‑utilizzate e mettendole in funzione.
Ciò significa che non è semplice e netto quando i detrattori affermano che la rete Bitcoin (BTC) ‘consuma più energia di X paese’. Per ottenere una comprensione più accurata della rete e del suo impatto ambientale, dobbiamo osservare da dove proviene l’energia – poiché in molti casi il mining di Bitcoin (BTC) porta in realtà a maggiore efficienza nelle pratiche esistenti, oltre a incentivare lo sviluppo di energie rinnovabili.
Hashrate a beneficio
Nonostante le percezioni persistenti sull’impatto del mining di BTC sull’ambiente, l’hashrate della rete ha continuato a crescere vertiginosamente nell’ultimo anno.

Ci sono alcune ragioni principali per questa crescita e motivi per credere che non rallenterà presto.
- Crescita organica della rete man mano che gli asset digitali diventano sempre più accettati nel mainstream.
- I governi stanno reprimendo le pratiche di mining che derivano energia da fonti basate sui combustibili fossili, costringendo un aumento delle fonti rinnovabili.
- Metodi ingegnosi per il recupero e il riutilizzo del calore nelle pratiche di mining.
Con iniziative come il Bitcoin Mining Council che vigila sullo sviluppo dell’industria del mining, e uno sforzo concertato da parte dei partecipanti del settore per cambiare la narrativa sul mining in meglio, è ragionevole supporre che l’hashrate della rete continuerà a raggiungere massimi storici nel prossimo futuro. in italiano.














