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Grayscale, SEC e opinione di Saylor su ETH: gli scenari Bitcoin nel luglio 2022

Alla pubblicazione di questo articolo, l’11 luglio 2022, Bitcoin faticava a mantenere i recenti guadagni dopo un breve recupero da una tendenza ribassista durata mesi. Il testo registrava un calo di circa il 2% nella giornata: è un dato storico, non una quotazione attuale. Seguono alcuni commenti ed eventi di quel periodo su cui l’autore basava i propri scenari per Bitcoin.
La contestazione della decisione SEC
Dopo il rifiuto della SEC della proposta più recente di trasformare Grayscale Bitcoin Trust in un prodotto negoziato in borsa basato su Bitcoin spot, Grayscale ha subito annunciato la presentazione di un ricorso per il riesame giudiziario. La società definiva il rifiuto «arbitrario e irragionevole». Era la tesi della parte ricorrente, non una conclusione del tribunale al momento della pubblicazione.
Il team legale di Grayscale spiegava che non si poteva presumere una rapida conclusione. Nella comunicazione pubblica citata dall’articolo dichiarava:
«Non possiamo essere certi dei tempi, ma considerando la durata abituale dei procedimenti federali, comprese le memorie, la discussione orale e la decisione finale, possono normalmente servire da dodici mesi a due anni, anche se il periodo potrebbe essere più breve o più lungo. Qualunque sia la durata, riteniamo che la forza delle nostre argomentazioni dovrebbe portare a una decisione finale favorevole presso la Corte d’appello del Circuito del Distretto di Columbia».
Grayscale riteneva questo percorso più breve di altri perché il ricorso andava «direttamente alla Corte d’appello del Circuito del Distretto di Columbia, poiché riguarda un’agenzia federale».
Il percorso diretto non garantiva però né una scadenza né la vittoria. Grayscale sosteneva inoltre che l’approvazione di ETF sui futures Bitcoin giustificasse quella di un prodotto spot, perché entrambi «ricavano i prezzi dagli stessi mercati spot sottostanti di Bitcoin». Per la società, questo indeboliva la distinzione proposta dalla SEC sulla base della vigilanza del Chicago Mercantile Exchange. Restava però un argomento da valutare in giudizio, non la prova che tutti i requisiti per un prodotto spot fossero automaticamente soddisfatti.
Due anni sono un periodo lungo nel mercato degli asset digitali. L’autore considerava allora possibile che, durante il procedimento, la maturazione del mercato e una diversa valutazione del regolatore portassero all’approvazione di richieste spot di altre società. Era una possibilità prospettata nel 2022, non la conferma di approvazioni o esiti giudiziari successivi.
Titolo finanziario o materia prima?
Bitcoin era trattato come una commodity nel quadro statunitense della normativa sulle materie prime. L’articolo richiamava la posizione di Gary Gensler, allora presidente della SEC, disposto a definire pubblicamente Bitcoin una commodity. Ciò non rendeva automaticamente tutti gli altri asset digitali titoli finanziari: la classificazione dipende dalla normativa, dalle operazioni e dalla giurisdizione interessata. Le azioni SEC contro offerte ritenute di titoli non registrati non dimostravano che ogni progetto avesse lo stesso status.
Il testo considerava poi le possibili conseguenze di un trattamento di ETH come titolo finanziario. Numerosi token utilizzano Ethereum, ma una valutazione di ETH non determina automaticamente lo status di ogni token o di tutte le reti proof-of-stake. Il sostenitore di Bitcoin Michael Saylor esprimeva la propria opinione in un’intervista, affermando: «Penso che Ethereum sia un titolo finanziario; penso che sia piuttosto evidente». Saylor richiamava la raccolta iniziale tramite ICO, il team di gestione, l’allocazione iniziale dei token e gli hard fork passati come motivi della sua posizione. Era una sua opinione, non una decisione della SEC o di un tribunale. Già nel 2019 il presidente CFTC Heath Tarbert aveva espresso la posizione secondo cui ether era una commodity ai sensi del Commodity Exchange Act. La dichiarazione di Saylor non va quindi presentata come una conclusione giuridica universale.
L’autore ipotizzava che l’incertezza normativa su altri progetti potesse favorire un trasferimento di parte del capitale verso Bitcoin. Il trasferimento non era certo e poteva verificarsi anche una contrazione dell’intero mercato. L’idea massimalista di Bitcoin come futura valuta mondiale e attività di riserva è una convinzione dei suoi sostenitori, non un esito stabilito.
Rialzo, ribasso o movimento laterale?
Nel luglio 2022 l’autore considerava plausibile un andamento laterale nei mesi seguenti. Citava la guerra, i timori di stagflazione e le crisi di Terra, Celsius e Three Arrows Capital. Aver attraversato tali shock non dimostrava però che lo scenario peggiore fosse già passato o che il potenziale di ribasso fosse esaurito. Né la stabilità dei prezzi né una ripresa erano garantite.
Il procedimento Grayscale–SEC, l’incertezza normativa e le possibili restituzioni di BTC ai creditori di Mt. Gox erano indicati come fattori di incertezza. Una restituzione non crea nuovi BTC e non implica che tutti i destinatari vendano immediatamente. L’articolo ipotizzava l’assenza di un forte rialzo fino ai mesi precedenti il successivo halving, allora previsto per il 2024. L’effetto dell’evento e l’influenza dei miner restavano oggetto di valutazione, non garanzie di guadagno. La metafora del granchio indicava un andamento laterale: era una previsione dell’autore nel 2022, non un resoconto dell’evoluzione successiva né una previsione attuale.












