Opinione
15 criptovalute e la loro possibile resilienza a un crollo: analisi del 2022

Questa analisi riflette il mercato ribassista del 2022, seguito alla crescita del 2020 e del 2021. Molti prezzi avevano toccato massimi nel novembre 2021, per poi scendere tra rimbalzi temporanei e nuovi minimi. Non tutti gli asset avevano raggiunto il massimo nello stesso giorno e un minimo provvisorio non indicava necessariamente la fine del ribasso.
In quel contesto, le preoccupazioni degli investitori erano comprensibili. Le criptovalute presentavano forte volatilità e un quadro normativo diverso da paese a paese, non un’assenza generale di leggi. Il conteggio di oltre 21.000 monete e token citato allora non equivaleva ad altrettanti progetti attivi o affidabili. La domanda era quali iniziative potessero resistere a un’ulteriore crisi.
La lista seguente raccoglie quindici progetti che l’autore riteneva relativamente ben posizionati nel 2022. È una valutazione editoriale di possibili punti di forza, non la prova che questi asset sarebbero sopravvissuti o avrebbero conservato il proprio valore. Anche progetti affermati possono subire perdite molto elevate.
1. Bitcoin
Bitcoin, avviato nel 2009, è la prima criptovaluta a essersi affermata su larga scala. La rete pubblica e il suo ampio riconoscimento ne facevano un riferimento importante nel 2022. La quota della capitalizzazione complessiva variava nel tempo: non era corretto intenderla come una metà fissa del mercato. L’accettazione per i pagamenti dipendeva dal contesto locale e dagli esercenti.
Nel periodo 2020–2022 Bitcoin aveva attirato anche investitori istituzionali. Non tutti erano entrati per lo stesso motivo e il calo delle borse all’inizio della pandemia non spiegava da solo questa adozione. L’autore considerava dimensioni e diffusione possibili elementi di resilienza, senza poter garantire la sopravvivenza o il recupero del prezzo.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Bitcoin.
2. Ethereum
Ethereum, operativo dal 2015, ha contribuito a diffondere le piattaforme programmabili per contratti intelligenti. Nel suo ecosistema si sono sviluppate applicazioni decentralizzate, DeFi, NFT, stablecoin e progetti di mondi virtuali. Non ha inventato da solo tutti questi concetti, ma ha avuto un ruolo importante nel loro sviluppo.
Nel settembre 2022 Ethereum ha completato il Merge, passando dalla prova di lavoro alla prova di partecipazione. Il cambiamento ha ridotto drasticamente l’energia necessaria al consenso. Il Merge, da solo, non ha però abbassato le commissioni gas né aumentato sostanzialmente la capacità o la velocità delle transazioni sulla rete principale. La scalabilità richiedeva interventi distinti.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Ethereum.
3. Polkadot
Polkadot punta a consentire a blockchain specializzate, le parachain, di operare in parallelo condividendo la sicurezza della Relay Chain. Non si limita a spostare genericamente il lavoro in eccesso da una catena principale: le diverse catene possono essere progettate per applicazioni specifiche.
La comunicazione tra parachain e i collegamenti con reti esterne possono favorire l’interoperabilità, ma richiedono protocolli e infrastrutture appropriate. Nel 2022 l’autore vedeva in questo approccio un possibile contributo al Web3, non una soluzione già completa per collegare automaticamente ogni blockchain.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Polkadot.
4. Solana
Solana è stata progettata per un’elevata capacità di elaborazione e commissioni contenute. Non si può tuttavia affermare senza condizioni che fosse la blockchain più veloce o che elaborasse stabilmente centinaia di migliaia di transazioni utente al secondo. Risultati teorici, prove di laboratorio e traffico effettivo, comprese le votazioni dei validatori, sono misure diverse.
La rete aveva attirato sviluppatori, utenti e applicazioni, alcune nate su Solana e altre provenienti da ecosistemi differenti. Questa attività era un possibile punto di forza, da valutare insieme ai rischi tecnici e ai problemi di disponibilità della rete.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Solana.
5. Cardano
Cardano sviluppa la propria piattaforma attraverso fasi e aggiornamenti che possono sovrapporsi. Shelley, introdotto nel luglio 2020, riguardava soprattutto la decentralizzazione e lo staking. I contratti intelligenti Plutus sono arrivati con Alonzo il 12 settembre 2021, nell’ambito del percorso Goguen, non con la conclusione di Shelley nell’ottobre 2021.
L’ecosistema comprendeva nuovi token, protocolli DeFi e piattaforme di scambio. I token nativi erano già stati introdotti con Mary nel marzo 2021; Alonzo ha aggiunto le capacità Plutus per applicazioni programmabili. La presenza di nuovi utilizzi non dimostrava però che ADA fosse sottovalutato né che il prezzo sarebbe inevitabilmente salito. Nel mercato del 2022 l’autore considerava lo sviluppo dell’ecosistema un possibile elemento favorevole, soggetto a rischi.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Cardano.
6. VeChain
VeChain si rivolge ad applicazioni aziendali, alla tracciabilità e all’integrazione con dati provenienti da dispositivi IoT. Tra gli ambiti considerati figuravano energia e sanità. L’obiettivo era facilitare la registrazione e la condivisione verificabile dei dati tra organizzazioni.
In questo contesto, “trustless” non significa dati inaffidabili: descrive la riduzione della necessità di affidarsi a un unico intermediario. La registrazione su blockchain non rende automaticamente veritiero un dato inserito dall’esterno. Le collaborazioni commerciali citate dall’autore erano elementi da valutare, non una garanzia di adozione o rendimento.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in VeChain.
7. Chainlink
Chainlink fornisce reti di oracoli per collegare i contratti intelligenti a dati e sistemi esterni. Non tutti i contratti hanno bisogno di dati del mondo reale, ma quelli che li richiedono non possono ottenerli direttamente come funzione nativa della blockchain: occorre un’infrastruttura aggiuntiva.
Gli oracoli possono raccogliere e aggregare informazioni da più fonti e trasmetterle ai contratti. Ciò consente applicazioni basate su eventi esterni, ma l’affidabilità dipende dalla qualità delle fonti e dalla configurazione del servizio. I contratti eseguono il codice previsto quando ricevono dati e transazioni appropriati; non acquisiscono una conoscenza infallibile della realtà.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Chainlink.
8. Dogecoin
Dogecoin è nato nel 2013 come criptovaluta ispirata a un meme e con un’impostazione scherzosa. Nel 2022 esisteva da circa nove anni. La sua durata e la comunità sviluppata nel tempo erano aspetti rilevanti, ma non dimostravano che fosse stato programmato per scomparire dopo poche settimane.
L’attenzione di Elon Musk contribuì alla visibilità di DOGE nel 2021 e alla popolarità dei memecoin. L’autore considerava il seguito della comunità un possibile fattore di resilienza. Popolarità e sostegno pubblico non assicurano però stabilità, liquidità o protezione da forti perdite.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Dogecoin.
9. Decentraland
Decentraland è uno dei progetti di mondo virtuale basati su blockchain conosciuti prima del forte interesse per il metaverso del 2021. Consente di acquistare terreni digitali e creare esperienze come giochi, attività ed eventi, entro i vincoli tecnici e le regole della piattaforma.
La definizione di “Bitcoin del metaverso” era un paragone dell’autore, non una classificazione oggettiva né la prova che Decentraland fosse il maggiore progetto secondo ogni misura. L’esperienza accumulata poteva essere un punto di forza, senza renderlo immune da una crisi o da un calo degli utenti.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Decentraland.
10. BNB
BNB è nato nell’ecosistema Binance e ha acquisito impieghi anche sulla rete BNB Chain. Nel febbraio 2022 Binance Chain e Binance Smart Chain erano state ridenominate rispettivamente BNB Beacon Chain e BNB Smart Chain. BNB non è un’azione della società Binance e la continuità dell’exchange non ne garantisce il valore.
Tra gli utilizzi figuravano sconti sulle commissioni dell’exchange, accesso a iniziative di Binance Launchpad e pagamento del gas su BNB Smart Chain. Quest’ultima è compatibile con l’EVM e ospita applicazioni e protocolli DeFi, ma non è semplicemente Ethereum con un nome diverso. Ogni utilizzo dipende dalle proprie condizioni.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in BNB.
11. Oasis Network
Oasis Network è una blockchain di primo livello che punta a coniugare scalabilità e funzioni di riservatezza. Il progetto si proponeva per applicazioni Web3, DeFi, giochi, NFT e gestione o tokenizzazione dei dati. Le protezioni effettive dipendono dall’architettura e dall’applicazione utilizzata, non sono una garanzia generale di privacy assoluta.
L’autore riteneva che lo sviluppo del Web3 potesse creare opportunità per Oasis. La diffusione del Web3 e il successo del singolo progetto non erano però certi. La realizzazione richiedeva ulteriore lavoro, adozione e capacità di affrontare rischi tecnici e commerciali.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Oasis Network.
12. XRP
XRP è l’asset nativo dell’XRP Ledger e va distinto dalla società Ripple. Non è un’azione né la valuta aziendale di Ripple. La società ha sviluppato RippleNet per i pagamenti tra istituzioni finanziarie; l’uso di quella rete non implica necessariamente l’impiego di XRP in ogni pagamento.
Nel servizio On-Demand Liquidity, XRP può fungere da attività ponte tra due valute fiat, attraverso operatori e mercati supportati. Non ogni bonifico bancario internazionale segue questo percorso. L’autore citava rapporti commerciali e continuità del progetto come possibili punti di forza, ma le controversie e i rischi restavano rilevanti; un asset digitale non può essere equiparato a un’azienda che “chiude i battenti”.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in XRP.
13. Cosmos
Cosmos punta a facilitare lo sviluppo di blockchain e la loro interoperabilità. La sua architettura consente reti specifiche per applicazione, senza richiedere che ogni attività si svolga su un’unica catena. I confronti con reti basate sulla prova di lavoro dipendono dal singolo progetto e dal criterio considerato.
Strumenti di sviluppo, documentazione e protocolli di comunicazione come IBC mirano a rendere più accessibili le applicazioni e lo scambio di messaggi tra reti compatibili. Questo non elimina automaticamente tutte le differenze o i rischi dei collegamenti tra blockchain.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Cosmos.
14. Avalanche
Avalanche punta a offrire un’infrastruttura per contratti intelligenti con elevata capacità ed efficienza energetica. Il dibattito del 2021 sul consumo del mining, inclusa la sospensione dei pagamenti in Bitcoin annunciata da Tesla (TSLA ), attirò attenzione sulle reti basate sulla prova di partecipazione. Non prova però, da solo, la causa della popolarità di Avalanche.
Avalanche ospitava applicazioni e protocolli DeFi e sviluppava collegamenti con altri ecosistemi. Questi erano gli elementi che l’autore riteneva favorevoli. Il confronto con Ethereum dipende da commissioni, sicurezza, utilizzo e condizioni della rete: non esisteva una superiorità universale né una garanzia di resistenza a ogni crisi.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Avalanche.
15. Uniswap
Uniswap è un protocollo di scambio decentralizzato; UNI è il suo token di governance. Il protocollo consente di scambiare token attraverso contratti e pool di liquidità, anche senza una quotazione su un exchange centralizzato. Non ogni token ERC-20 è automaticamente scambiabile con ETH o USDT: occorrono un percorso compatibile e liquidità disponibile.
Gli utenti possono collegare il wallet e autorizzare gli scambi tramite contratti intelligenti, senza affidare un saldo a un exchange centralizzato. I token sono comunque trasferiti durante l’operazione e rimangono rischi di contratto, autorizzazioni, scarsa liquidità e variazioni di prezzo. La diffusione di Uniswap non elimina questi rischi né protegge UNI da un crollo.
Per approfondire, consulta la nostra guida Investire in Uniswap.
Conclusione
La lista esprime una valutazione editoriale nel contesto del 2022. Comunità, tecnologia, utilizzi e liquidità possono aiutare a confrontare i progetti, ma non permettono di sapere quali sopravvivranno a una crisi o recupereranno valore. Nessuno dei quindici asset era immune da perdite e il mantenimento di una rete operativa non equivale a un buon rendimento dell’investimento.












