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THORChain e Terra: i piani di integrazione e il rialzo di RUNE nel marzo 2022

Nel marzo 2022, il mercato delle criptovalute aveva registrato una lieve correzione dopo il rialzo di inizio settimana. Alcuni token, tuttavia, avevano resistito al calo. RUNE, il token nativo di THORChain, continuava a salire; l’articolo collegava questa tenuta al maggiore interesse degli acquirenti.
Nelle 24 ore considerate, RUNE era salito di circa il 3,5%, mentre il guadagno settimanale superava il 63%.
THORChain si prepara per l’integrazione con Terra
L’articolo indicava diversi possibili fattori alla base della sovraperformance di RUNE, tra cui la prevista integrazione di THORChain con Terra. Questa avrebbe consentito di scambiare sia LUNA sia la stablecoin UST con gli asset supportati sulle altre blockchain integrate.
Gli scambi sarebbero avvenuti direttamente tra gli asset delle reti supportate. L’attivazione era attesa a breve. Secondo Nine Realms, il team impegnato a rafforzare la liquidità istituzionale, lo sviluppo principale dell’integrazione con Terra era stato completato, ma ciò non significava che fosse già attiva.
L’aggiornamento ufficiale del 1° marzo 2022 indicava che gli sviluppatori stavano lavorando con esperti della sicurezza di Terra alla verifica degli smart contract (SCV) prima dell’attivazione su Chaosnet. La verifica e l’attivazione erano fasi distinte dal successivo traguardo della mainnet. L’articolo considerava il collegamento con Terra, allora seconda rete DeFi per TVL, un possibile sostegno all’interesse per RUNE.
Secondo i dati di DeFiLlama citati nel marzo 2022, Terra era seconda dopo Ethereum per valore totale bloccato (TVL), con circa 23,36 miliardi di dollari, davanti a Binance Smart Chain e Solana.
Un altro possibile fattore di interesse era l’atteso lancio di DeFiSpot, un exchange decentralizzato multichain costruito su THORChain.
DeFiSpot prevedeva di offrire APY più elevati rispetto alle offerte di liquidità allora disponibili sulle blockchain integrate con THORChain. L’articolo riportava rendimenti annualizzati del 60% per la liquidità in Binance USD, del 19% per Ether nativo e del 17% per Bitcoin. Erano valori variabili riferiti a quel periodo, non rendimenti garantiti.
THORChain facilitava gli scambi tra asset nativi di blockchain diverse. Gli utenti potevano effettuare questi scambi direttamente senza dover trasferire separatamente i fondi attraverso un ulteriore bridge o un exchange centralizzato.
THORChain supportava già importanti blockchain, tra cui Bitcoin, Bitcoin Cash, BNB Chain, Ethereum e Dogecoin. Terra era prevista come ulteriore integrazione, con l’obiettivo di ampliare le possibilità di scambio per gli utenti.
Terra era prevista come settima rete integrata con THORChain. Poiché utilizzava Cosmos SDK, l’articolo ipotizzava che questa esperienza potesse favorire future integrazioni con altre blockchain basate sullo stesso framework. Si trattava di una prospettiva di sviluppo, non di un collegamento automatico a tutte quelle reti.
RUNE registra un forte rally
L’articolo interpretava l’andamento di RUNE come un possibile pattern di bandiera rialzista, in relazione agli sviluppi di THORChain. Nelle 24 ore considerate, la capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute era leggermente scesa, mentre RUNE guadagnava circa il 3,5%.
Nei sette giorni considerati, RUNE era salito di oltre il 60%. L’articolo prospettava ulteriori rialzi dopo l’integrazione con Terra e il lancio di DeFiSpot. Il prezzo restava però circa il 72% sotto il massimo storico di allora. Con una capitalizzazione di circa 1,7 miliardi di dollari, RUNE si collocava al 68° posto tra le criptovalute per capitalizzazione in quel periodo.












