Asset digitali
L’euro fatica a recuperare sul mercato valutario (2022)

- L’euro resta vicino ai minimi rispetto al dollaro in rafforzamento
- L’inflazione nel Regno Unito pesa sulla sterlina
- Risultati societari migliori delle attese sostengono le borse
Il 20 luglio 2022 l’euro faticava ancora a recuperare a metà settimana, sotto la pressione del dollaro statunitense, considerato una valuta rifugio nei periodi di incertezza. La moneta unica restava vicina alla parità con il dollaro mentre gli operatori attendevano nuove indicazioni dalla BCE. Nel Regno Unito anche la sterlina incontrava difficoltà, dopo che i dati sull’inflazione avevano peggiorato il clima di mercato. Le borse, invece, salivano grazie a risultati societari leggermente migliori delle attese, nonostante la forte avversione al rischio.
L’euro fatica a risalire dai minimi
Il periodo rimaneva difficile per chi operava sull’euro. La valuta aveva toccato minimi pluriennali ed era scesa brevemente sotto la parità con il dollaro. Il tentativo di recupero si era interrotto nella giornata descritta dall’articolo, mentre il dollaro tornava a rafforzarsi. Le preoccupazioni riguardavano non soltanto questa coppia valutaria, ma anche i mercati e l’economia nel loro insieme.
Tra i principali timori per l’euro figurava l’incertezza sulle forniture di gas russo all’Europa. Molti paesi dell’Unione temevano un’interruzione, che avrebbe aggravato le pressioni economiche sulla regione. Anche il quadro politico era instabile: vi erano dubbi sulla prosecuzione del mandato del presidente del Consiglio italiano, ancora in carica al momento dell’articolo.
Il peso dell’inflazione sulla sterlina
Le difficoltà valutarie non riguardavano soltanto l’euro. Broker e operatori segnalavano anche un ulteriore indebolimento della sterlina. Tra i fattori figuravano le tensioni con l’UE e l’incertezza sulla successione a Boris Johnson dopo l’annuncio delle sue dimissioni. La notizia dell’uscita di Johnson aveva comunque suscitato anche una reazione positiva della sterlina. Le principali preoccupazioni per il Regno Unito restavano l’inflazione e l’aumento dei tassi.
Il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, aveva indicato che un rialzo di 50 punti base, pari a 0,5 punti percentuali, sarebbe stato tra le opzioni da valutare nella riunione di agosto 2022. La decisione non era ancora presa. La pressione sulla banca aumentava con il nuovo dato sull’indice dei prezzi al consumo: a giugno l’inflazione annua era salita al 9,4%, dal 9,1% di maggio.
Le borse si muovono al rialzo
Nella giornata descritta, le azioni reagivano positivamente ai risultati societari, nel complesso migliori del previsto. I conti trimestrali di società come Netflix (NFLX ) contribuivano a sostenere un mercato reduce da frequenti ribassi. Investitori e analisti speravano che fosse un segnale del raggiungimento del minimo di mercato, senza che ciò fosse ancora accertato.
Al momento dell’articolo, verso la chiusura della seduta, il Nasdaq guidava i principali indici con un rialzo vicino all’1,5%. L’S&P 500 guadagnava circa lo 0,5%, mentre il Dow Jones era sostanzialmente invariato. Il movimento positivo proseguiva da martedì e gli operatori speravano che continuasse per il resto della settimana. Si tratta dell’andamento riportato nel luglio 2022, non di quotazioni attuali.












