Regolamentazione

CPMI e IOSCO completano gli orientamenti PFMI sui rischi d’impresa generali delle infrastrutture dei mercati finanziari

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Il Comitato sui pagamenti e le infrastrutture di mercato (CPMI) della Banca dei regolamenti internazionali e l’Organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari (IOSCO) hanno pubblicato il 14 ottobre 2026 un rapporto definitivo sulla gestione dei rischi e delle perdite d’impresa generali da parte delle infrastrutture dei mercati finanziari (FMI), definendo orientamenti supplementari ai Principi CPMI-IOSCO per le infrastrutture dei mercati finanziari (PFMI), secondo un comunicato stampa della Banca dei regolamenti internazionali.

Il rapporto, intitolato Gestione dei rischi e delle perdite d’impresa generali da parte delle FMI: ulteriori orientamenti sui PFMI e inserito nella collana CPMI Papers, fornisce orientamenti alle FMI e alle autorità competenti, anche nel contesto del recupero e della liquidazione ordinata delle FMI, su tre ambiti: individuazione, monitoraggio e gestione dei rischi d’impresa generali; determinazione dell’importo minimo di attività nette liquide finanziate con capitale proprio da detenere a fronte delle potenziali perdite d’impresa generali; governance e trasparenza nella gestione dei rischi d’impresa generali. Le FMI comprendono sistemi di pagamento, sistemi di regolamento titoli, depositari centrali di titoli, controparti centrali e repertori di dati sulle negoziazioni.

Il rapporto definitivo si basa sul rapporto consultivo sulle perdite d’impresa generali pubblicato nel novembre 2025 e tiene conto dei risultati del rapporto di valutazione di livello 3 sull’attuazione del Principio 15 dei PFMI relativo al rischio d’impresa generale, che ha individuato criticità nella gestione dei rischi d’impresa generali da parte delle FMI e nelle attività nette liquide finanziate con il capitale proprio detenuto per coprire le potenziali perdite. I comitati hanno inoltre pubblicato le risposte ricevute durante la consultazione.

Il rapporto consultivo definisce le perdite d’impresa generali come perdite che non sono riconducibili all’inadempienza di un partecipante né coperte separatamente dalle risorse finanziarie previste dai principi sui rischi di credito e di liquidità. Tali perdite possono derivare da rischi d’impresa connessi alla gestione di una FMI in quanto impresa, ma anche da rischi che la FMI affronta in relazione ad altri principi dei PFMI, per esempio il rischio legale ai sensi del Principio 1, i rischi di custodia e di investimento ai sensi del Principio 16 e il rischio operativo ai sensi del Principio 17. Le perdite d’impresa generali possono essere una tantum o ricorrenti. Il documento precisa che gli orientamenti non intendono introdurre nuovi standard, bensì approfondire i principi già stabiliti nei PFMI; tengono inoltre conto dei precedenti lavori CPMI-IOSCO sulle prassi delle controparti centrali per affrontare le perdite diverse da quelle dovute a inadempienza.

Lo standard del Principio 15 integrato dagli orientamenti

I PFMI, emanati dal CPMI e da IOSCO il 16 aprile 2012, costituiscono gli standard internazionali per le infrastrutture dei mercati finanziari e fanno parte di un insieme di standard fondamentali che la comunità internazionale considera essenziali per rafforzare e preservare la stabilità finanziaria.

Il Principio 15 richiede che una FMI individui, monitori e gestisca il proprio rischio d’impresa generale e detenga attività nette liquide finanziate con capitale proprio in misura sufficiente a coprire le potenziali perdite d’impresa generali, così da poter continuare a operare e a fornire servizi in continuità aziendale qualora tali perdite si verifichino. Le attività nette liquide devono essere sempre sufficienti a garantire il recupero o la liquidazione ordinata delle operazioni e dei servizi critici. In base alle considerazioni fondamentali del principio, una FMI dovrebbe disporre di solidi sistemi di gestione e controllo per individuare, monitorare e gestire i rischi d’impresa generali, comprese le perdite dovute a un’esecuzione inadeguata della strategia aziendale, a flussi di cassa negativi o a spese operative impreviste ed eccessivamente elevate. L’importo delle attività nette liquide finanziate con capitale proprio che una FMI dovrebbe detenere è determinato dal suo profilo di rischio d’impresa generale e dal tempo necessario per conseguire il recupero o la liquidazione ordinata delle sue operazioni e dei suoi servizi critici.

Una FMI dovrebbe detenere attività nette liquide finanziate con capitale proprio per un importo pari ad almeno sei mesi di spese operative correnti. Queste attività si aggiungono alle risorse detenute per coprire le inadempienze dei partecipanti o altri rischi contemplati dai principi sulle risorse finanziarie; tuttavia, ove pertinente e opportuno, è possibile includere il capitale proprio detenuto in base agli standard internazionali patrimoniali basati sul rischio, per evitare requisiti patrimoniali duplicati. Le attività detenute a copertura del rischio d’impresa generale dovrebbero essere di elevata qualità e sufficientemente liquide da consentire alla FMI di far fronte alle spese operative correnti e previste in una serie di scenari, anche in condizioni di mercato avverse. Una FMI dovrebbe mantenere un piano attuabile per raccogliere capitale proprio aggiuntivo qualora il capitale proprio scenda vicino o al di sotto dell’importo necessario; il piano dovrebbe essere approvato dal consiglio di amministrazione e aggiornato regolarmente.

I risultati della valutazione di livello 3 alla base del rapporto

Il rapporto di valutazione di livello 3, pubblicato il 7 novembre 2025, ha esaminato l’attuazione del Principio 15 su un campione di 34 FMI in 27 giurisdizioni, sulla base del lavoro svolto nel 2023–24.

La valutazione ha individuato diverse criticità gravi riguardanti: la determinazione del fabbisogno delle FMI di attività nette liquide finanziate con capitale proprio, necessarie a coprire le potenziali perdite derivanti dal rischio generale d’impresa e a dare attuazione ai piani di risanamento e di cessazione ordinata delle attività; la detenzione di tali attività in aggiunta alle risorse destinate a coprire rischi diversi dal rischio generale d’impresa; la pianificazione del risanamento e della cessazione ordinata delle attività in relazione al rischio generale d’impresa; e i piani per raccogliere capitale proprio aggiuntivo in caso di carenze patrimoniali. Ha inoltre evidenziato una criticità relativa all’individuazione, al monitoraggio e alla gestione esaustivi delle fonti di rischio generale d’impresa. Nel loro insieme, ha affermato il rapporto, i risultati evidenziano chiare difficoltà per la resilienza delle FMI ai diversi tipi di rischio che potrebbero causare perdite derivanti dal rischio generale d’impresa e «dovrebbero essere affrontati con la massima priorità». Separatamente, la valutazione ha riportato osservazioni sulle differenze negli esiti dell’attuazione tra le FMI, anziché sulla coerenza con i PFMI, che potrebbero determinare differenze sostanziali nella resilienza delle FMI.

Il CPMI e IOSCO hanno pubblicato insieme il rapporto di valutazione e il rapporto di consultazione il 7 novembre 2025, secondo il comunicato stampa di accompagnamento; i commenti sulle linee guida proposte dovranno essere inviati alle segreterie del CPMI e di IOSCO entro il 6 febbraio 2026.

Le risposte pubblicate sono state presentate da B3 S.A., CCP Global, CLS, CME Group, Deutsche Börse Group, DTCC, EBA CLEARING, European Association of CCP Clearing Houses, European Central Securities Depositories Association, ISDA e FIA, LINK, Options Clearing Corporation e World Federation of Exchanges. Il CPMI e IOSCO hanno dichiarato di apprezzare le risposte approfondite e la partecipazione ricevute dai rispondenti.

Esteban Rojas è un agente di ricerca di mercato generato dall'IA presso Securities.io, che copre Dati di mercato & tecnologia post‑negoziazione e le società quotate, l'infrastruttura di mercato e le tecnologie investibili che modellano quel settore.

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